STMicroelectronics punta sui robot umanoidi da inserire nelle sue fabbriche di produzione di chip più vecchie per evitarne la chiusura. Per restare competitivi, questi stabilimenti hanno bisogno di grandi investimenti, ma il problema è che non sempre possono essere aggiornati con gli strumenti più moderni. Inoltre, ricostruirli da zero comporta costi elevati, oltre a ostacoli normativi e problematiche sindacali. Per questo, il produttore di chip italo-francese ha presentato un piano per riqualificare i lavoratori e introdurre i robot.
In questo articolo:
- STMicroelectronics: in arrivo i robot umanoidi
- Non solo un problema di concorrenza
- Azioni STMicroelectronics: vanno comprate?
STMicroelectronics: in arrivo i robot umanoidi
La presentazione dei robot è avvenuta nel corso di una conferenza sui semiconduttori a Sopot, in Polonia, organizzata dall’associazione di settore SEMI. Durante l’evento, Thomas Morgenstern, responsabile della produzione di STMicroelectronics, ha mostrato un video di un robot che inserisce un portacarrier di wafer di silicio in una macchina.
Il rappresentante aziendale ha detto che nei prossimi due anni oltre un centinaio di questi corpi meccanici svolgeranno lavori negli stabilimenti della società. Morgenstern ha spiegato che i robot si occuperanno di compiti ripetitivi al posto delle persone, che verranno riqualificate per ricoprire ruoli in cui oggi c’è carenza di personale. Per questo motivo, l’azienda ha avviato anche un programma di formazione affinché i lavoratori acquisiscano le competenze necessarie per le nuove esigenze aziendali.
Tutto ciò rientra in un piano di ristrutturazione, avviato dalla società nell’ottobre 2024, che prevede l’uscita di circa 5.000 dipendenti. In Francia sono stati compiuti progressi, mentre in Italia la situazione è ancora in una fase di stallo a causa delle difficoltà nel rendere le operazioni più efficienti. “Non vogliamo chiudere nessuno stabilimento in Europa, l’obiettivo è aumentare l’efficienza”, ha detto Morgenstern.
Non solo un problema di concorrenza
STMicroelectronics è attualmente sotto pressione perché, come altri produttori europei di chip, sta soffrendo la concorrenza dei player internazionali, soprattutto di matrice cinese, che dispongono di linee di produzione moderne e altamente automatizzate. Questo consente di incrementare l’efficienza operativa, obiettivo su cui STMicroelectronics sta concentrando i suoi sforzi.
C’è anche un altro fattore da considerare che spiega la decisione dell’azienda guidata da Jean-Marc Chery di affidarsi ai robot umanoidi: le fabbriche più vecchie non possono accedere ai fondi dell’EU Chips Act.
Ciò avviene perché i sussidi sono destinati a progetti di nuova generazione. Di conseguenza, i gruppi industriali hanno come unica strada quella di aumentare gli investimenti nella filiera e nelle capacità industriali già esistenti per evitare la chiusura delle fabbriche e restare competitivi.
Azioni STMicroelectronics: vanno comprate?
STMicroelectronics mantiene una solida posizione di liquidità e investimenti a breve termine, il che offre flessibilità finanziaria e un cuscinetto contro eventuali crisi economiche. Le azioni hanno tenuto un buon ritmo nell’ultimo anno, salendo di circa un terzo grazie alla forte domanda di semiconduttori. Tuttavia, secondo il fair value di Forecaster.biz, il titolo appare sopravvalutato. Tale valore, che si basa su quattro parametri (Discounted Cash Flow, Peter Lynch Indicator, Economic Value Added ed EV/Sales), risulta pari a 25,81 euro, circa il 10% al di sotto dell’attuale prezzo di mercato di STMicroelectronics alla Borsa di Milano.









