Salvini e Berlusconi, storia di uomini che non temevano lo spread

STORIA DI LEADER POLITICI CHE NON TEMEVANO LO SPREAD

salvini

Prima Berlusconi. Adesso Salvini. Attaccano l’Europa, lo spread s’impenna, e loro fanno spallucce

 

Il primo a lanciare la sfida fu Silvio Berlusconi. Era il 2011, e l’allora premier dichiarò in più di una circostanza che l’aumento del differenziale di rendimento tra Btp e Bund non fosse affatto un problema. Né per lui, né per la nazione. In fondo, i ristoranti erano pieni e l’Italia rimaneva il paese più bello del mondo. I fatti smentirono il leader di Forza Italia, costretto a lasciare Palazzo Chigi quando lo spread raggiunse quota 575 punti, complici le forti pressioni dell’Europa e il “tradimento” dei centristi, i cui nomi il Cavaliere scrisse accuratamente su un foglio di carta subito immortalato dai fotografi più attenti: un’immagine che diventò virale, sui social e sul web.

 

Passaggio di consegna

Otto anni dopo, tocca a Matteo Salvini. Spread a quota 290, siamo ai massimi degli ultimi tre mesi, per un rialzo iniziato nove giorni fa che non accenna a fermarsi. Cosa succede? La risposta di Unicredit e Mps è un nome e un cognome. Proprio lui, proprio il leader del Carroccio, secondo i due istituti di credito, viene additato come il principale responsabile, in due distinti report. In buona sostanza, ogni qualvolta il vicepremier fa riferimento alla necessità di superare i vincoli europei, ecco che lo spread sale.


Grafico Spread by TradingView

 

Mps e Unicredit: dito puntato su Salvini

Sia chiaro, siamo decisamente lontani dai 575 punti raggiunti il mese di agosto di otto anni fa.  Ma in fondo anche allora si dovette passare da quota 290, più precisamente a luglio. Tutto sommato, il periodo è anche lo stesso. “Btp sotto pressione dopo i commenti di Matteo Salvini sul deficit”, sostiene piazza Gae Aulenti. La banca senese conferma: “Rimangono sotto pressione i Btp dopo alcune dichiarazioni del vicepremier, Salvini, sul fatto che il governo potrebbe sforare il deficit del 3% con la prossima legge di bilancio”.

 

“Prima dello spread viene il lavoro e la salute degli italiani”

Com’è evidente, Unicredit e Mps sono perfettamente allineati. E probabilmente non sono gli unici. Di sicuro, chi non vuole sentir parlare di spread, è proprio il leader della Lega: “Preoccupato io? Assolutamente no”. All’assemblea Rete Imprese Italia, il ministro dell’Interno ha ribadito quali sono le sue priorità: “Prima viene il diritto al lavoro, alla vita e alla salute degli italiani. Se una cosa è giusta, va fatta. Non sono al governo per crescere dello 0,3% o dello 0,4%, servono scelte coraggiose, non scelte irresponsabili”. In realtà, non andrebbe dimenticato il significato dello spread. Che, quando elevato, comporta un pagamento maggiore degli interessi nel momento in cui ci si indebita. Soldi che, al contrario con interessi più bassi, potrebbero essere investiti in sanità e istruzione, giusto per fare un esempio.

“Difficile evitare l’aumento dell’Iva”. “Invece ce la faremo”

Ma evidentemente, dal punto di vista di Salvini, sforare il deficit, e non tenere a bada il differenziale btp/bund, non rientrano tra le scelte irresponsabili, così come quella di aumentare l’Iva, argomento su cui oggi si è espresso il premier Giuseppe Conte: “Sarà difficile evitarlo” ha detto anche lui durante l’assemblea Rete Imprese, per poi rettificare parzialmente, aggiungendo: “Ce la faremo”.  Aggiungiamo al calderone i rapporti tra Lega e Movimento Cinque Stelle sempre più tesi, perché i rispettivi leader hanno visioni molto diverse su tanti argomenti: dalla Tav alla Flat Tax, dall’autonomia delle regioni alla questione dei migranti fino al caso Siri, ed ecco serviti i sostanziali motivi dell’aumento del nostro spread.

Verso le elezioni europee

Dal canto suo, Matteo Salvini, ne siamo certi, non si fermerà. Continuerà con le sue dichiarazioni forti, anche antieuropeiste se necessario. Le elezioni europee saranno il vero termometro della tenuta dell’esecutivo gialloverde, ormai mancano solo due settimane e i sondaggi sono molto volatili. Ma si sa, la volatilità, allo spread, non è mai piaciuta.

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