Le strategie di investimento con buffer, note anche come defined outcome, stanno conquistando rapidamente spazio nei portafogli degli investitori. Nate per offrire una protezione parziale dai ribassi dei mercati azionari, combinano l’esposizione al mercato azionario con strumenti derivati che definiscono in anticipo sia il livello di copertura sia il potenziale massimo di rendimento. Secondo Morningstar, questa categoria ha già superato i 78 miliardi di dollari di masse gestite a livello globale attraverso oltre 420 etf. Le previsioni di Cerulli Associates indicano che il patrimonio potrebbe raggiungere 334 miliardi di dollari entro il 2030, confermando il crescente interesse per queste strategie di investimento.
In questo articolo:
- Come funzionano le strategie con buffer
- Perché le strategie defined outcome stanno attirando capitali
Come funzionano le strategie con buffer
Le strategie di investimento defined outcome si basano su una struttura relativamente semplice. Il portafoglio replica innanzitutto l’andamento di un indice azionario, come ad esempio l’S&P 500, spiega Alexander Roll, investment strategist di Global X. A questa esposizione viene aggiunto un pacchetto di opzioni put, acquistate e vendute su livelli di prezzo differenti, con l’obiettivo di assorbire una parte delle perdite entro una soglia prestabilita. Questo è il cosiddetto buffer al ribasso.
Per finanziare il costo della protezione, il gestore vende contestualmente un’opzione call, rinunciando ai rendimenti oltre un determinato tetto, noto come cap al rialzo. In pratica, l’investitore accetta di limitare i guadagni potenziali in cambio di una riduzione delle perdite in caso di correzione dei mercati.
Le strategie vengono generalmente ricalibrate con cadenza trimestrale o annuale, così da ridefinire livelli di protezione e rendimento in base alle condizioni di mercato.
Perché le strategie defined outcome stanno attirando capitali
Il successo delle strategie di investimento con buffer è legato all’evoluzione dei mercati. Per decenni il portafoglio 60/40, composto da azioni e obbligazioni, ha rappresentato il pilastro dell’asset allocation. Tuttavia, nel 2022, sia i mercati azionari sia i titoli obbligazionari hanno registrato forti ribassi simultanei, mettendo in discussione la capacità delle obbligazioni di compensare le perdite dell’equity. In questo contesto, gli Etf defined outcome sono emersi come alternativa per gestire la volatilità. Secondo il “2026 Global ETF Investor Survey” di Brown Brothers Harriman, il 26% degli investitori professionali intende aumentare l’esposizione a questi strumenti nei prossimi dodici mesi.
Le strategie di investimento con buffer possono essere utilizzate sia tatticamente, in fasi di maggiore incertezza, sia come componente strutturale di lungo periodo. In scenari caratterizzati da valutazioni elevate, minore diversificazione tra asset class e rischi geopolitici, rappresentano una soluzione sempre più adottata per contenere i drawdown senza rinunciare del tutto al potenziale dei mercati azionari.









