Su Wall Street in calo risale la tensione Usa-Iran e il dollaro

SU WALL STREET IN CALO RISALGONO DOLLARO E TENSIONI USA-IRAN

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Torna la debolezza a Wall Street. A pesare le tensioni in Medio Oriente aspettando le mosse di Teheran mentre si riapprezza il dollaro con dati macro sopra le attese

Dopo un’apertura in calo, gli investitori a Wall Street provano a concentrarsi sui segnali incoraggianti provenienti dall’economia americana, dove il deficit commerciale a dicembre e’ sceso oltre le attese ma continuano a pesare le tensioni in Medio Oriente. A queste si aggiungono le nuove dichiarazioni del Segretario di Stato americano Pompeo che ha parlato ai giornalisti “Trump risponderà in modo deciso e serio se l’Iran farà un’altra cattiva scelta”.
Intanto sui mercati, l’escalation tra Usa e Iran ha interrotto un lungo rally, innescato a meta’ dicembre dal riavvicinamento commerciale tra Usa e Cina, che aveva portato i listini Usa su nuovi massimi. Le prese di profitto interrompono quest’oggi la corsa al rialzo del petrolio che, sulla scia delle tensioni in Medio Oriente, aveva toccato i massimi da aprile. A New York, il greggio a febbraio cede l’0,20% a 62,74 dollari al barile. Il Brent scambia a 60,10 dollari al barile, in ribasso dello 0,21%.
Gli indici americani a Wall Street proseguono deboli e contrastati a circa un’ora dall’avvio degli scambi partiti sotto la parità. Il Dow Jones a quota 28644 punti, cede lo 0,21%. L’Sp500 a 3239 punti cede lo 0,19% mentre il Nasdaq sopra la parità, in frazionale guadagno dello 0,01% a 9072 punti. In negativo anche il Russell 2000 che cede lo 0,30% mentre il Vix in area 13.95 sale dell’1,08%.

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Grafico Sp500 by  TradingView

Cresce il settore terziario a dicembre

In attesa di sviluppi sul fronte geopolitico, si guardano ai dati macro. Cresce il settore terziario americano. L’indice ISM dei servizi elaborato dall’Institute for Supply Management, infatti, si è attestato, nel mese di dicembre, a 55 punti dai 53,9 del mese precedente. Il dato è anche superiore alle attese del mercato che erano per una salita più contenuta fino a 54,5 punti. Guardando alle singole componenti, quella sull’andamento aziendale è balzata a 57,2 punti dai 51,6 punti del mese precedente. Quella dell’occupazione è scesa a 55,2 punti da 55,5 punti mentre la componente sui prezzi è stabile a 58,5 punti. La componente relativa ai nuovi ordini si è portata a 54,9 da 57,1 punti. Meglio delle stime anche gli ordini fabbriche a novembre a -0,7%.

Sul fronte valutario, il DollarIndex si apprezza dello 0,44% a 97,05. L’Eurodollaro scende a 1,1139 (-0,51%) mentre risale il Dollaro Yen a 108,46 (+0,09%).

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Grafico DollarIndex by TradingView

Sul fronte obbligazionario, i Treasury americani risultano in calo. Il rendimento a 10 anni è a 1,81% (-0,19%) e il biennale a 1.54 (-0,40%).

Tornando all’azionario, sul Dow il titolo migliore è Boeing (+1,92%) mentre il peggiore è Merckle&Co (-2,27%).

Sull’SP500 in cima al listino c’è Apache (+21,58%), in fondo Progressive (-4,45%). Sul Nasdaq migliore performance per Western Digital (+6,39%), peggiore per Intuitive (-3,22%).

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Grafico Boeing by  TradingView

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