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Superbonus e crediti congelati: via libera con le criptovalute

Lavori di ristrutturazione in corso

Crediti di imposta in cambio di criptovalute. Può essere la soluzione al problema dei crediti incagliati, in particolare quelli derivanti dal Superbonus. L’Associazione nazionale dei costruttori edili ha posto ancora una volta l’accento sul pericolo che la situazione rappresenta per molte società edili che non possono incassare questi crediti. Nella stessa situazione si trovano molte famiglie, in tante con i lavori di ristrutturazione lasciati a metà strada. Massimiliano Colangelo, general counsel di Cripstina, una società specializzata nell’acquisto di crediti fiscali e di imposta, ha fatto ricorso al mondo delle criptovalute per mettere in movimento questi crediti al momento bloccati.

 

I crediti del Superbonus vanno sulla blockchain

L’incasso dei crediti fiscali potrà avvenire, se tutto va bene in dieci anni. Tempo che molte imprese e famiglie non hanno. Ecco perché permettere di incassare subito della liquidità a fronte di investimenti e spese già sostenute può essere un toccasana. Colangelo, che è anche Financial services lead Italy di Accenture, ha lanciato un token fungibile, il Coliseum CMAX che ha proprio questo obiettivo. Il progetto è stato presentato a Roma nei giorni scorsi a un evento che ha visto la partecipazione di numerosi ospiti del mondo dello spettacolo e dell’impresa, tra i quali Pierluigi Pantaleoni, fondatore di IG World Club, una community di creativi, e Matteo Acitelli.

“Il nostro progetto –spiega Massimiliano Colangelo – collega il mondo virtuale all’economia reale, con il risultato di trasformare i crediti congelati in liquidità. Questo, come è facile intuire, dà ossigeno a quelle aziende e a quelle famiglie che hanno visto i propri crediti, derivanti in particolare dal Superbonus 110%, incagliati. Secondo un nostro calcolo, questo progetto permetterà agli imprenditori e ai singoli privati di monetizzare con ben 9 anni di anticipo”.

Il token Coliseum CMAX permetterà di capitalizzare fino a 150 milioni di euro di crediti congelati, dando ossigeno a famiglie e imprese, ed è garantito dal valore reale dei crediti di imposta custoditi, secondo la normativa vigente, in una società di cartolarizzazione. “Il modello –continua Colangelo- non solo facilita la liquidazione dei crediti fiscali per le imprese italiane ma consente di costruire un format esportabile e replicabile al debito di ogni Stato” aggiunge Colangelo che nei prossimi giorni girerà l’Italia per spiegare come funziona il progetto. “Può sembrare una complessa infrastruttura finanziaria ma CMAX, è molto di più di un prodotto speculativo” conclude.

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Redazione

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