Superbonus: ecco l'impatto economico sull'economia italiana - Borsa&Finanza
Cerca
Close this search box.

Superbonus: ecco l’impatto economico sull’economia italiana

Superbonus: ecco l'impatto economico sull'economia italiana

L’ultimo Consiglio dei Ministri è risultato una doccia gelata per i potenziali percettori del Superbonus. Il Governo ha deciso di porre termine alle cessioni dei crediti d’imposta e ai bonus edilizi, considerati non più sostenibili dal bilancio dello Stato. Il Superbonus 110, introdotto con il Decreto n.34/2020 (Decreto Rilancio, art. 119) poi convertito in Legge n. 77/2020, è una detrazione fiscale del 110% sulle spese sostenute per lavori di ristrutturazione di edifici esistenti o interventi per migliorare l’efficienza energetica. In sostanza, il committente non paga i lavori ed è la ditta incaricata a farsi carico dell’intera spesa, usufruendo del credito maturato nel proprio cassetto fiscale oppure cedendo il credito ad una banca, rientrando così delle spese.

In questi giorni l’esecutivo di Giorgia Meloni ha tenuto una serie di incontri con le associazioni del settore edilizio per valutare se esistano le condizioni per garantire lo sconto in fattura per le famiglie meno abbienti, in un contesto comunque in cui la sostenibilità è messa sotto pressione. Secondo le stime del Ministero dell’Economia e delle Finanze, tra Superbonus e bonus edilizi il costo per lo Stato ammonta a 110 miliardi di euro, ossia 38 miliardi in più rispetto alle previsioni. Questo stride con l’analisi del 2021 fatta dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri, che metteva in evidenza il fatto che il disavanzo per le casse pubbliche sarebbe stato compensato da una crescita del PIL che nell’arco di 4-5 anni avrebbe reso la misura sostenibile.

 

Superbonus: cosa comporta l’eliminazione

Ma quanto è stato l’impatto economico complessivo del Superbonus 110% sull’economia nazionale? Secondo uno studio condotto da Nomisma, l’effetto totale è risultato di 195,2 miliardi di euro: in maniera diretta per 87,7 miliardi, in via indiretta per 39,6 miliardi e come indotto per 67,8 miliardi. In tale contesto, la riduzione di emissioni di CO2 negli edifici grazie al provvedimento è risultata del 50% grazie al salto almeno di due classi in termini di efficientamento energetico; mentre, per quanto riguarda il risparmio in bolletta, questo è oscillato dal 30,9% al 46,4% a seconda del salto di due o tre classi.
“Se da un lato il provvedimento risulta comprensibile alla luce del costo complessivamente sostenuto dallo Stato pari a 71,8 miliardi euro, per una valutazione organica degli impatti che deriverebbero dalla sua soppressione è certamente utile una analisi complessiva dei ritorni prodotti”, ha affermato Nomisma in una nota.

Tra l’altro, la società di consulenza energetica rileva come nel complesso si sia registrato quasi 1 milione di posti di lavoro in più grazie al Superbonus, con un incremento di 641 mila occupati nel settore delle costruzioni e di 351 mila nuovi lavoratori nei settori collegati. Quindi, l’eliminazione del vantaggio fiscale per i proprietari di case sarebbe un duro colpo, visto anche che per Nomisma sarebbero quest’anno 10,3 milioni le famiglie interessate a migliorare l’efficienza energetica dell’immobile di proprietà. “Se da un lato l’implementazione del Superbonus 110% ha indubbiamente prodotto anche effetti collaterali e distorsivi, quali tempi brevi di messa a terra e un aumento dei prezzi che si è riflesso sulla finanza pubblica, vanno attentamente pesati i benefici diretti e indiretti sull’economia nazionale”, aggiunge Nomisma. In conclusione, la società bolognese ritiene “imprescindibile il meccanismo della cessione dei crediti” per far fronte alla direttiva dell’Unione Europea sulle case green, che entro il 2033 vuole che la classe energetica minima sia D, oltre per raggiungere gli obiettivi di zero emissioni che l’Europa si è data entro il 2050.

AUTORE

Picture of Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *