Milano si conferma sempre più capitale europea dell’ospitalità e dell’esperienza gastronomica. Sabato 28 gennaio infatti accoglierà Sushisamba che farà il suo debutto al primo piano di Torre Velasca, uno degli edifici più iconici della città. Un’inaugurazione che rappresenta un preciso segnale di come la ristorazione contemporanea stia evolvendo: da semplice consumo di cibo a forma di esperienza multisensoriale, integrata con intrattenimento, lifestyle e design. Sushisamba infatti nasce come destination concept, dove cucina di alto livello, mixology creativa e performance live si fondono per offrire al pubblico un’offerta che va ben oltre il classico pasto.
In questo articolo:
- Sushisamba e l’espansione di Sunset Hospitality Group
- Lo scenario
Sushisamba e l’espansione di Sunset Hospitality Group
Il progetto è il frutto dell’espansione internazionale di Sunset Hospitality Group, che in partnership con Sushisamba Group porta a Milano un format di successo già apprezzato in altre città globali. Come sottolinea Antonio Gonzalez, ceo di Sunset Hospitality Group, “questo è più di un ristorante… è un concept lifestyle che celebra Giappone, Brasile e Perù attraverso uno stile vibrante e ad alto tasso di energia”, parole che sintetizzano bene l’ambizione di creare un luogo che sia al tempo stesso cucina d’autore, cocktail bar e palco di intrattenimento.
L’apertura in Torre Velasca non è casuale: questo edificio, simbolo dell’architettura brutalista post‑razionalista italiana e al centro di un importante progetto di rigenerazione urbana promosso da Hines, diventa teatro ideale per un concept che punta a valorizzare la crocevia tra cultura urbana e lifestyle contemporaneo. Inserire un format del genere in un landmark come questo significa innanzitutto valorizzare il potenziale attrattivo della città non solo per i residenti ma anche per un pubblico internazionale di turisti e professionisti urbani.
Lo scenario
Ma qual è lo scenario economico in cui si inserisce questa apertura? Il settore della ristorazione in Italia e in Europa mostra segnali di resilienza e trasformazione. Secondo il Rapporto 2025 di FIPE‑Confcommercio, il valore aggiunto del comparto ha raggiunto i 59,3 miliardi di euro nel 2024, in crescita rispetto all’anno precedente, con consumi fuori casa che superano i 96 miliardi di euro; pur restando alcuni consumi sotto i picchi pre‑pandemia, il trend complessivo è positivo.
Il mercato italiano, ampiamente frammentato ma in costante evoluzione, conferma la ristorazione come uno dei comparti chiave dell’economia nazionale, con oltre 1,5 milioni di occupati e più di 328 mila imprese attive. A livello globale, secondo Deloitte, il valore dei ristoranti full service e dei segmenti correlati si attesta su livelli molto elevati: il comparto ha raggiunto un valore di quasi 2.916 miliardi di euro nel 2024, con dinamiche di crescita moderate ma costanti dopo la pandemia.
In questo contesto si inserisce la spinta verso forme di ristorazione che puntano su esperienze immersive e alta qualità, fenomeno che riflette una trasformazione dei comportamenti dei consumatori. Sempre più persone, soprattutto appartenenti alle fasce urbane con redditi medio‑alti, ricercano non soltanto cibo eccellente ma storie, ambienti, spettacolo e socialità legati al momento gastronomico. Questo cambiamento si riflette anche nel mercato fine dining globale, che secondo Dojo nel 2025 vale circa 167 miliardi di dollari e si prevede crescerà a un tasso composto annuo del 6,5% fino al 2030, sostenuto proprio da questo orientamento verso esperienze di alto livello,
Sushisamba Milano incarna queste tendenze in modo strutturato. La sua proposta culinaria fonde tecniche giapponesi tradizionali – sushi, sashimi, robata e altre preparazioni – con influenze latine e sudamericane, come tiraditos e ceviche. Gli ingredienti stagionali e locali si combinano con prodotti di alta qualità internazionale, mentre i cocktail signature e la mixology diventano parte integrante del percorso sensoriale. Gli Aperitivos, i piatti raw, la robata e le preparazioni a base di riso non sono solo portate da consumare: sono tappe di un viaggio che attraversa culture diverse, un modello che riflette la crescente domanda di offerte gastronomiche narrative e multisfaccettate.
Accanto al cibo, la componente intrattenimento – con DJ set, performance dal vivo, ballerini e percussionisti – trasforma la serata in un continuum tra cena e nightlife, con un flusso di energia che accompagna gli ospiti fino a tarda notte. Questa combinazione di elementi esperienziali può avere impatti economici tangibili: locali con format simili hanno spesso ticket medi più alti rispetto ai ristoranti tradizionali, grazie alla capacità di attrarre pubblico disposto a spendere non solo per il cibo ma per l’intera esperienza.
Il design degli spazi, curato e scenografico, con un cocktail bar centrale, la sala principale con sushi bar animato e la Samba Room, un’area privata per circa 18 ospiti dedicata a cocktail e musica, sottolinea la volontà di creare un luogo che sia al tempo stesso conviviale, elegante e dinamico. Un’offerta di questo tipo è in linea con le prospettive che vedono un aumento della domanda di social dining e leisure experiences, fenomeno in crescita soprattutto nelle aree urbane densamente popolate dove il tempo libero e il consumo di esperienze sono al centro delle scelte di spesa.









