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TAEG: cos’è, come si forma e a cosa serve

TAEG: cos'è, come si forma e a cosa serv

Per valutare il costo di un prestito non si può prescindere dal conoscere alcune sigle che potrebbero sembrare incomprensibili, ma che sono di un’importanza fondamentale per capire quanto effettivamente si sta pagando. L’indicatore sintetico di costo più importante riguarda il TAEG. In questa guida vedremo cos’è, come si calcola e qual è la sua funzione fondamentale nei finanziamenti richiesti.

 

TAEG: cos’è e come si calcola

Il TAEG è l’acronimo di Tasso annuale effettivo globale e può essere definito come il costo totale in termini percentuali da sostenere quanto si chiede un prestito o un mutuo, o ancora quando si effettua la cessione del quinto dello stipendio o della pensione. Il TAEG è nato negli anni ’80 all’interno del sistema finanziario comunitario, ma la sua obbligatorietà in Italia è stata stabilita con la legge 154/1992, mentre la delibera CICR 4/3/2003 e la circolare esplicativa della Banca D’Italia del 25 luglio 2003 hanno dettato una serie di norme aventi lo scopo di dare trasparenza alle operazioni e ai servizi bancari e finanziari.

Per determinare il TAEG occorre considerare il tasso di interesse praticato dalla banca o società finanziaria che eroga il finanziamento e tutte le voci spesa che servono per determinare la cifra complessiva da rimborsare. Nello specifico, quindi, il calcolo del TAEG comprende le seguenti voci:

 

  • tasso nominale o TAN;
  • spese di istruttoria della pratica di finanziamento;
  • spese di incasso della rata periodica di rimborso;
  • spese per le comunicazioni periodiche effettuate dal prestatore;
  • le imposto di bollo;
  • altre tasse;
  • eventuali spese per l’apertura di un conto corrente legato al finanziamento.

 

Un caso a parte riguarda le spese assicurative, perché in alcune circostanze la copertura assicurativa è obbligatoria per legge come nella cessione del quinto, in altre è solo facoltativa come nel prestito personale. Quando è facoltativa, tuttavia, la spesa non va compresa nel TAEG, ma va indicata a parte in modo da dare l’idea al consumatore che troverà una spesa maggiore in ogni singola rata. Non sono invece compresi gli eventuali oneri notarili per finanziamenti garantiti da ipoteca, quali i mutui accesi per l’acquisto di una casa.

In definitiva, il TAEG può essere considerato come un indice sintetico di costo e non va confuso con il TAN, ossia il Tasso annuo nominale. Il TAN indica solo il tasso di interesse applicato sull’importo lordo del finanziamento per calcolare gli interessi dovuti dal cliente sull’operazione, ma non comprende tutti gli oneri accessori di cui sopra che invece sono inclusi nel calcolo del TAEG.

 

A cosa serve

Grazie al TAEG si ha la possibilità di valutare quanto il finanziamento ricevuto sia sostenibile ed evitare di essere in sofferenza con i pagamenti, o ancora peggio ritardatari e inadempienti. Nei casi più estremi, si viene segnalati come cattivi pagatori al CRIF (Centrali Rischi Finanziari), con la conseguenza che in seguito si avranno molte difficoltà a ottenere un nuovo finanziamento. Inoltre, il TAEG serve per fare un paragone in maniera completa tra vari prestatori per uno stesso tipo di finanziamento e quindi di scegliere il più conveniente.

Il TAEG ha un’altra funzione molto importante ed è quella che rientra nella disciplina dell’usura. Un tasso è usuraio quando supera una certa soglia stabilita dalla legge. Più precisamente, è quel tasso superiore a quello costituito dal TEGM – Tasso Effettivo Medio Globale – che viene pubblicato trimestralmente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e che si riferisce al tasso medio praticato da banche e società finanziarie – a cui bisogna aggiungere il 4%. Attraverso il TAEG, si ha la possibilità di sapere se si è caduti vittima dell’usura, facendo il confronto con il tasso usuraio.

La Banca d’Italia, in questo contesto, definisce il TAEG come lo strumento principale di trasparenza nei contratti di credito al consumo. Per questo motivo, vigila affinché tutti gli intermediari finanziari lo indichino sul credito concesso nei contratti, nei prospetti informativi e nei messaggi pubblicitari.

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