Credit Suisse

In questa pagina di Borsa&Finanza vengono raccolte le notizie che riguardano il Credit Suisse, banca svizzera fondata nel 1856 a Zurigo. Inizialmente conosciuto come “Schweizerische Kreditanstalt”, nel corso del XX secolo ha continuato a espandersi attraverso acquisizioni e fusioni con altre banche svizzere, diventando uno degli istituti più importanti del paese.
Solo nel 1978, quando si è fusa con la Banca di Depositi e di Gestione di Zurigo, ha assunto la denominazione di Credit Suisse. Negli anni ’90 l’istituto finanziario elvetico ha esteso le sue attività al di fuori della Svizzera in tutto il mondo, diventando una delle maggiori banche internazionali. Da alcuni anni, tuttavia, il Credit Suisse si trova ad affrontare una pesante crisi, proseguimento delle prime difficoltà nate nel 2008 con la crisi finanziaria globale scatenata dalla caduta di Lehman Brothers e proseguite poi con la crisi legata alla pandemia di Covid-19. Nel 2022 il bilancio del Credit Suisse si è chiuso in perdita per 7,3 miliardi di franchi svizzeri, in un momento in cui il rialzo dei tassi di interesse dovrebbe favorire la marginalità del settore bancario. Solo nel 2008 la perdita del Credit Suisse era stata superiore e pari a 8,2 miliardi di franchi. Ma le difficoltà del Credit Suisse non riguardano solo il lato finanziario ma anche quello manageriale. Negli ultimi anni, a partire dal 2020, il gruppo è stato coinvolto in alcuni scandali internazionali, come le perdite miliardarie sugli investimenti in Grensill Capital e Archegos o la truffa dei Tuna Bond del Mozambico. Il 2022 ha visto diversi cambiamenti nella leadership di Credit Suisse. Thomas Gottstein ha lasciato il ruolo di CEO nel luglio 2022, sostituito da Ulrich Körner. Anche altri alti dirigenti sono stati sostituiti nel tentativo di ristrutturare l’organizzazione e ripristinare la fiducia degli investitori e dei clienti. La banca ha poi annunciato piani di riduzione dei costi, che includono licenziamenti e ridimensionamenti delle operazioni. Queste misure sono state prese per migliorare la redditività e stabilizzare la situazione finanziaria.
Credit Suisse ha cercato anche di vendere alcuni asset non core e di riorganizzare le proprie unità operative per concentrarsi su aree più strategiche e redditizie. La banca ha continuato a fronteggiare indagini regolamentari in diverse giurisdizioni, comprese multe significative per problemi di compliance e governance. Questi problemi hanno ulteriormente danneggiato la sua reputazione e finanze, portando a un calo del valore delle azioni durante il 2022, riflettendo la sfiducia degli investitori e la percezione dei rischi associati alla banca. Il valore delle azioni è stato influenzato negativamente anche dalle continue perdite finanziarie e dai problemi di governance. Questi eventi hanno portato Credit Suisse a un periodo di intensa crisi, costringendo la banca a intraprendere misure drastiche per cercare di risanare la propria posizione finanziaria e di ripristinare la fiducia del mercato.

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