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Banche ombra, BCE: sono una minaccia per il sistema finanziario europeo

Banche ombra: per la BCE sono una minaccia per il sistema finanziario europeo

La Banca centrale europea (BCE) ha lanciato un avvertimento pesante: le banche ombra rappresentano la più grande minaccia per il sistema finanziario dell’eurozona. È quanto ha sostenuto in un’intervista Elizabeth McCaul, membro del consiglio di sorveglianza dell’istituto monetario con sede a Francoforte. “Ci sono delle spie di allarme accese davanti a noi e la più forte è quella che riguarda un’area dove abbiamo poca visibilità e dove le dinamiche del credito possono muoversi molto veloce”.

Il sistema bancario ombra è composto da tutti quegli istituti finanziari come fondi del mercato monetario, gestori patrimoniali, fondi pensione, private equity, assicuratori, hedge fund, fondi di credito e fondi comuni di investimento immobiliari che sono in grado di muovere grosse somme di denaro, svolgendo funzioni di tipo bancario senza essere sottoposti alle regole più stringenti in tema di vigilanza e regolamentazione che riguardano le banche. La loro ascesa è iniziata dopo la grande crisi del 2008, quando la creazione del credito si è spostata gradualmente verso gli istituti non bancari. Secondo quanto riportato dalla Commissione europea, nel terzo trimestre del 2023 le banche ombra detenevano asset per 42.900 miliardi di euro, a fronte dei 38.000 miliardi detenuti dagli istituti di credito tradizionali.

“La crescita del settore dopo la crisi finanziaria globale è stata notevole ed è qualcosa che ci preoccupa” ha sottolineato McCall. Il motivo è che operando “al di fuori del perimetro di vigilanza e regolamentazione bancaria” questi istituti non bancari hanno “legami opachi con le banche attraverso operazioni di pronti contro termine, linee di credito o derivati, sollevando la preoccupazione che possano tradursi in rischi sistemici”.

 

Banche ombra: ecco come si sta muovendo la BCE

McCaul ha asserito che un esempio di come questi rischi possano manifestarsi si sono visti con il crollo del family office Archegos Capital Management nel 2021 che ha coinvolto grandi banche come Credit Suisse e Nomura le quali hanno perso complessivamente circa 10 miliardi di dollari. Un altro campanello d’allarme è stato quello di due anni fa con le vendite di Gilt britannici causati dalle complesse strategie dei fondi pensione, ha aggiunto l’alto funzionario della BCE. Adesso, la resilienza del settore bancario europeo dimostrata di fronte ad alcune grandi sfide negli ultimi anni potrebbe essere minata dalle banche ombra, ha ribadito McCaul. Quindi gli sforzi per aumentare i livelli di capitale di quasi un quarto e di ridurre i prestiti in sofferenza di due terzi nell’ultimo decennio potrebbero non bastare, avverte l’esperta.

L’esposizione delle 113 banche tradizionali dell’eurozona alle banche ombra è sotto osservazione dall’autorità di vigilanza, per verificare se prima di fare certe operazioni sia stata condotta una due diligence adeguata, afferma McCaul. In particolare, l’Eurotower sta ponendo particolare attenzione al private equity e al credito privato, in termini di correlazione con il capitale delle banche. A giudizio di McCaul, la tesi di alcuni dirigenti di private equity secondo cui gli istituti stanno riducendo i rischi spostando le attività dai bilanci delle banche diversificando tra gli investitori non è reale. Questo perché tali argomentazioni sono le stesse di quelle dei soggetti che “impacchettavano e vendevano mutui ipotecari subprime come obbligazioni di debito collateralizzate prima che quel mercato implodesse e causasse il crollo finanziario del 2008”, ha detto.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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