Banche svizzere: il Parlamento approva 4 novità regolamentari

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La Camera bassa del parlamento svizzero ha approvato oggi quattro proposte del governo sulla regolamentazione delle grandi banche svizzere dopo l’indagine della Commissione d’inchiesta sulla caduta del Credit Suisse. Il via libera è arrivato dopo il voto favorevole della Camera alta espresso la scorsa settimana. Ora il governo ha un riferimento definito per il progetto di legge sui requisiti patrimoniali di Ubs (o meglio, delle banche sistemiche in generale) che verrà presentato ai legislatori a maggio.

La mozione è passata grazie a un’ampia maggioranza, con apprezzamenti dei parlamentari per il rapporto di diverse centinaia di pagine incentrato sul comportamento delle autorità durante la crisi bancaria. La coalizione di destra ha posto l’accento soprattutto sul comportamento del management bancario e ha sostenuto che gli strumenti per una regolamentazione efficace di tutto il settore sono disponibili. Le forze di sinistra hanno spostato il tiro sulle dimensioni problematiche di Ubs e sugli interventi finora inadeguati per risolvere il problema.

L’inchiesta è partita dopo che nel 2023 la seconda banca svizzera, Credit Suisse, è andata in default ed è stata salvata in emergenza dall’acquisizione di Ubs, con la cooperazione del governo svizzero e della Swiss national bank. La bancarotta ha colpito profondamente il sistema finanziario della Confederazione, sollevando numerose polemiche sull’attività di vigilanza delle autorità regolamentari. Grazie all’approvazione di oggi, si conclude una procedura che dovrebbe portare a importanti cambiamenti nelle modalità attraverso cui le banche svizzere possono operare.

 

Banche svizzere: ecco cosa cambierà

Il Ministero delle finanze svizzere ha proposto quattro cambiamenti significativi che oggi sono sono stati approvati dal Parlamento. In primo luogo, le banche di rilevanza sistemica, come Ubs, dovrebbero ricevere sgravi limitati sui requisiti patrimoniali e di liquidità. In tale contesto, ogni allentamento dovrebbe essere chiaro e trasparente, nonché limitato nel tempo e accompagnato da un piano di eliminazione graduale.

In secondo luogo Finma, l’autorità di regolamentazione finanziaria svizzera, dovrebbe essere rafforzata dandole la possibilità di multare banche e manager. Inoltre, dovrebbe poter intervenire prima che fatti come quelli accaduti due anni fa si ripetano.

In terzo luogo, la Banca nazionale svizzera dovrebbe poter ottenere garanzie dalle banche svizzere da utilizzare in caso di crisi. In sostanza, in condizioni di emergenza, gli istituti di credito potranno attingere alla liquidità creata presso la Banca centrale.

Infine, ci dovrebbe essere una revisione della regolamentazione svizzera per le grandi banche che tenga conto della compatibilità con le norme internazionali e della prevenzione di una crisi finanziaria più ampia. Questo risolverebbe la preoccupazione espressa dai legislatori e dal governo che la regolamentazione bancaria sia troppo concentrata a livello nazionale e poco interessata dai collegamenti con l’estero.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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