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La crisi immobiliare cinese è iniziata nel 2014 e si è intensificata nel 2015, quando il mercato ha cominciato a rallentare. Ciò è stato causato da una serie di fattori, tra cui un eccesso di offerta di case, l’aumento dei tassi di interesse, una diminuzione della domanda e un aumento dell’indebitamento delle famiglie cinesi e delle società immobiliari. In questa sezione di Borsa&Finanza trovi raccolte tutte le analisi e gli approfondimenti che riguardano la crisi immobiliare cinese, che il governo sta ancora cercando di contrastare. La crisi immobiliare ha avuto un impatto significativo sull’economia cinese, poiché il settore immobiliare ne rappresenta una parte importante e contribuisce in modo significativo al PIL. Essa ha anche avuto un impatto sulla crescita del lavoro e sulla stabilità finanziaria del Paese. Per farle fronte, le autorità hanno intrapreso una serie di contromisure come il taglio dei tassi di interesse, la riduzione delle tasse sulla proprietà, l’incremento dei finanziamenti alle società immobiliari, l’attuazione di politiche fiscali espansive e l’aumento degli investimenti in infrastrutture.
Contemporaneamente, il governo ha implementato regole più severe per il finanziamento immobiliare e ha promosso l’acquisto di case per uso abitativo invece che per speculazione. Nonostante questi provvedimenti, però, la crisi immobiliare cinese è ancora in corso e il governo cinese sta ancora cercando modi per stabilizzare il mercato immobiliare e rilanciare la crescita economica.
La situazione impensierisce non solo il colosso asiatico, ma anche l’intera politica economica mondiale.






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