Le azioni Evergrande Property Services Group hanno chiuso le contrattazioni alla Borsa di Hong Kong con un balzo del 20,65%, ma durante la seduta sono arrivate a guadagnare oltre il 40%. L’ondata di acquisti è sopraggiunta dopo che la società ha reso pubblico un interesse iniziale di acquisizione da parte di potenziali acquirenti nell’ambito del processo di liquidazione della casa madre China Evergrande Group. Anche i titoli di altre società di gestione immobiliare, come Country Garden Services Holdings e Greentown Service Group sono salite, alimentando la speranza che il settore possa trovare ossigeno dopo un calvario che dura da cinque anni. In questo articolo:
- Evergrande Property Services: arriva una nuova speranza
- Il viaggio verso il baratro di China Evergrande
Evergrande Property Services: arriva una nuova speranza
China Evergrande Group possiede una partecipazione del 51% in Evergrande Property Services ed è in fase di liquidazione. I liquidatori sono andati alla ricerca di potenziali acquirenti stipulando accordi non vincolanti di riservatezza. In un deposito normativo, Evergrande Property Services ha fatto sapere che alcune offerte sono state ricevute a partire dal 9 settembre. Ora i liquidatori inviteranno probabilmente i candidati a presentare proposte finali per renderle vincolanti verso novembre dell’anno in corso, negoziando in questo modo i termini finali per una transazione.
Il processo rimane, quindi, in una fase preliminare, senza alcuna garanzia che alla fine si giunga a un compromesso, ma gli investitori puntano su un cambio della guardia per il ramo di gestione immobiliare di China Evergrande. Ciò sarebbe molto importante nell’ottica delle quotazioni in Borsa, che prima della notizia di oggi avevano comunque guadagnato quasi 23 punti percentuali quest’anno. Morgan Stanley ha alzato gli obiettivi di prezzo di alcune società cinesi di gestione e servizi immobiliari, dopo che i risultati del primo semestre “hanno mostrato i primi segni di stabilizzazione”. Gli analisti della banca di investimento statunitense Cara Zhu e Stephen Cheung hanno scritto in una nota che si aspettano una crescita più rapida degli utili nel secondo semestre.
Il viaggio verso il baratro di China Evergrande
L’interesse degli investitori per la quota di China Evergrande arriva circa tre settimane dopo che la casa madre ha detto addio definitivamente alla Borsa di Hong Kong, come epilogo di una via crucis iniziata nel 2020 con una feroce repressione settoriale da parte delle autorità di Pechino.
Lo sviluppatore è stato travolto da una montagna di oltre 300 miliardi di dollari di debiti, andando in default per la prima volta nel 2021. Quello è stato il punto di non ritorno, con gli investitori che si sono sempre più allontanati da un settore che fino ad allora aveva rappresentato un quarto del Pil cinese.
Evergrande ha cercato di uscire dal pantano proponendo una ristrutturazione che non si è mai concretizzata, mentre sperava in un intervento di salvataggio dello Stato che non è mai avvenuto. Il destino è sembrato scontato quando la capitalizzazione della società, dal picco di 50 miliardi di dollari all’apice del successo è precipitata a 2,15 miliardi di dollari, con un valore delle azioni di appena 20 centesimi prima della sospensione. A quel punto, una volta evidente che mancavano i requisiti per la ripresa delle negoziazioni, è arrivato il triste requiem che ormai si attendeva da tempo.









