China Evergrande Group dirà addio alla Borsa di Hong Kong. Dopo essere state sospese per un anno e mezzo, le sue azioni verranno delistate definitivamente il 25 agosto. All’exchange cinese, un titolo può essere cancellato se la sospensione dura almeno 18 mesi. Evergrande ha affermato che non chiederà una revisione della decisione. Così, l’ex-colosso immobiliare cinese, divenuto simbolo del crollo del settore nel Paese, lascerà le contrattazioni pubbliche dopo quasi 16 anni segnando la fine di un’era. “È un momento simbolico per il settore immobiliare continentale – ha detto Kenny Ng, strategist di China Everbright Securities International – Lascerà sicuramente un ricordo profondo in tutti gli investitori del mercato”. In questo articolo:
- Evergrande: cosa ha portato al delisting
- Chi rischia ora?
Evergrande: cosa ha portato al delisting
Evergrande è andato in default per la prima volta nel dicembre 2021 su un’obbligazione in dollari. Un evento che ha scioccato l’intera nazione, essendo che l’azienda con sede a Guangzhou era il più grande sviluppatore della Cina. La feroce repressione delle autorità di Pechino nei confronti del settore immobiliare – che per anni si era retto sul sostegno delle banche statali – ha squarciato il velo su gran parte dei player operanti nel Paese, improvvisamente scopertisi sommersi da una montagna di debiti. Da quel momento l’industria immobiliare, rappresentante un quarto del Pil cinese, non si è più ripresa.
Travolta da un debito gigantesco, Evergrande ha annaspato per anni sperando in una ristrutturazione che potesse farla risorgere. Nel gennaio dello scorso anno, l’azienda ha ricevuto un ordine di liquidazione da un tribunale di Hong Kong e le azioni in Borsa sono state sospese mentre quotavano ad appena 20 centesimi l’una per un valore di mercato di 2,15 miliardi di dollari (all’apice del successo, la capitalizzazione di Evergrande aveva raggiunto i 50 miliardi di dollari). In tutto questo periodo sono mancati proprio i requisiti per la ripresa delle negoziazioni e la sentenza definitiva è arrivata questa settimana.
I liquidatori hanno affermato che il carico di debito – pari a 350 miliardi di dollari di Hong Kong o 45 miliardi di dollari Usa – è molto più grande di quanto stimato in precedenza e quindi qualsiasi ristrutturazione è da considerarsi fuori portata. Prima dell’annuncio di delisting, Kristy Hung, analista di Bloomberg Intelligence, aveva scritto che “la liquidazione dello sviluppatore e le sostanziali richieste dei creditori, in vantaggio nell’ordine dei rimborsi, suggeriscono che gli azionisti dovranno prepararsi a una perdita quasi totale“.
Chi rischia ora?
Il delisting di Evergrande potrebbe aggiungere ulteriore pressione sulle azioni dei costruttori continentali ancora in commercio, secondo Ng di China Everbright. “È una lezione per gli investitori, un avvertimento di dedicare più tempo a comprendere l’attività di un’azienda quando gli utili crescono troppo velocemente e a studiare i cambiamenti politici”. Ma quali sono gli altri sviluppatori cinesi che affrontano rischi di delisting simili? Secondo l’ultimo conteggio della Borsa di Hong Kong, sulla graticola si trovano Modern Land, il cui titolo è stato sospeso per più di 16 mesi, e Dexin China Holdings, che ha ricevuto un ordine di liquidazione a giugno 2024.
Alcuni degli sviluppatori a rischio difficilmente potrebbero riprendere le negoziazioni in Borsa, a meno che non presentino risultati certificati più aggiornati, ritirino o respingano le petizioni di liquidazione o riescano a far licenziare eventuali liquidatori. La realtà è molto amara per Glen Ho, responsabile della pianificazione di emergenza e dell’insolvenza dell’Asia-Pacifico di Deloitte. “L’epoca d’oro del settore immobiliare è finita. Il modello di business per i costruttori è completamente cambiato”, ha detto.









