TAP: cos'è e come funziona il gasdotto che unisce l'Italia all'Azerbaijan
Cerca
Close this search box.

TAP: cos’è e come funziona il gasdotto che unisce l’Italia all’Azerbaijan

TAP: cos'è e come funziona il gasdotto che unisce l'Italia all'Azerbaijan

In questo periodo storico molto delicato dal punto di vista energetico, si sente parlare molto frequentemente del TAP nell’ambito dell’approvvigionamento di energia nel nostro Paese. L’Italia è stata in parte tagliata fuori dal rifornimento di gas naturale dalla Russia, in un contesto in cui lo Stato guidato da Vladimir Putin ha attuato una rappresaglia dopo le sanzioni imposte dall’Occidente per la guerra contro l’Ucraina. In considerazione di questo, la terza economia europea ha una grande necessità di sostituire il gas russo con altre forme di energia per riuscire a soddisfare il proprio fabbisogno. Il TAP può svolgere un ruolo importante. Vediamo quindi nel dettaglio in cosa consiste, quando è stato lanciato il progetto e quanto è importante per l’Italia.

 

TAP: cos’è e come è formato

Il termine TAP sta per Trans-Adriatic Pipeline, che in italiano viene tradotto con Gasdotto Trans-Adriatico. Si tratta quindi di un gasdotto che parte dalla frontiera che separa la Grecia e la Turchia, per arrivare in Italia lungo il Mar Adriatico sulla costa della provincia di Lecce, attraversando Grecia e Albania. In questo modo apre di fatto al mercato europeo del gas proveniente dall’Azerbaijan. La lunghezza dell’infrastruttura è di circa 870 km, con 104 km offshore nel Mar Adriatico e circa 8 km in territorio italiano. Il percorso comunque è abbastanza tortuoso, essendo che si devono attraversare zone montuose per arrivare ai fondali del Mar Adriatico.

Lungo il tratto che unisce la Grecia all’Albania e che riguarda la terraferma, vi sono delle trincee dentro cui sono stati calati circa 55 mila tubi giuntati dal peso di oltre 500 mila tonnellate. Quando si arriva al tragitto che attraversa il mare, si ha una posa di cavi sottomarini effettuata attraverso navi posatubi, che hanno calato sul fondale circa 9.000 tubi giuntati. In Italia il TAP approda a Melendugno, mediante un tunnel sotto la spiaggia a 900 metri dalla costa e lungo 1,5 km, per sbucare direttamente nell’entroterra. Da qui poi prosegue al terminale di ricezione.

 

TAP: quanto è importante per l’Italia

Il TAP è uno dei tre gasdotti che permettono il collegamento con l’Azerbaijan per la fornitura di gas naturale. Gli altri due sono il Trans Anatolian Pipeline (TANAP) della lunghezza di 1.840 km e il South Caucasus Pipeline (SCP) lungo 692 km. Insieme questi tre formano il cosiddetto “Corridoio meridionale del gas”. A regime, il TAP è in grado di trasportare circa 10 miliardi di metri cubi all’anno di gas naturale. Attualmente riesce a coprire circa il 9% del fabbisogno annuo dell’Italia, stando ai dati del Ministero delle Infrastrutture e dello Sviluppo Economico. Tuttavia, nei prossimi anni si prevede che la capacità di trasporto possa raddoppiare.

Questo sarebbe estremamente importante, considerato che fino ad oggi circa il 40% del gas utilizzato nel nostro Paese proveniva dalla Russia e solo una cifra oscillante tra il 3% e il 4% deriva dalla produzione interna. Se quindi Putin dovesse chiudere definitivamente i rubinetti a causa dell’escalation della guerra Russia-Ucraina, l’Italia potrebbe in parte compensare tale danno. L’importanza del TAP è anche strategica perché, tramite la rete nazionale, il combustibile potrebbe anche essere trasportato verso altri Paesi, rendendo Roma un punto chiave nella rete infrastrutturale che collega l’Europa.

 

Un po’ di storia

Il progetto di costruire il gasdotto è nato da un’iniziativa della società energetica svizzera Axpo nel 2003, che fece uno studio di fattibilità conclusosi con parere positivo nel 2006. Due anni più tardi il colosso energetico norvegese Statoil, ora Equinor, e il gruppo EGL, firmarono una joint venture che aveva come obiettivo lo sviluppo, la costruzione e la gestione del Trans Adriatic Pipeline. Dopo varie indagini dei Paesi coinvolti, il 28 settembre 2012 Italia, Albania e Grecia firmarono un memorandum d’intesa per confermare il loro sostegno politico al gasdotto, che diventò accordo intergovernativo il 13 febbraio 2013. Nello stesso anno il Consorzio Shah Deniz selezionò il TAP come progetto per il trasporto del gas dell’Azerbaijan in Italia e in Europa, a scapito dell’altro progetto in gara Nabucco West.

Nel frattempo BP, SOCAR, Total e Fluxys diventarono azionisti del progetto TAP AG. Il 17 dicembre 2015 anche Snam entrò nell’azionariato acquisendo la quota del 20% detenuta da Statoil Holding Netherlands. I lavori di costruzione del TAP coinvolsero moltissime imprese, tra cui anche aziende italiane come Saipem, Renco, Bonatti, Enereco, Icop, Sicilsaldo, Nuova Giungas e altri subappaltatori. Nel 2016 venne avviato in Italia il cantiere per la costruzione del tratto Fanfula-Melendugno.

Il 15 ottobre 2018 i lavori per la costruzione del TAP ripresero dopo una pausa a seguito dei problemi di carattere ambientale sollevati dal Governo Conte I, appena insediatosi a Palazzo Chigi. Il completamento del gasdotto e l’inizio dell’erogazione di gas si realizzarono il 17 ottobre 2020, con la piena operatività alla fine dello stesso anno. Il Consorzio TAP ha la propria sede a Baar, Svizzera, e uffici operativi nei Paesi che sono attraversati dal gasdotto, ossia Italia, Grecia e Albania. Gli azionisti del consorzio sono: Snam, BP e SOCAR con una quota del 20% ciascuna, Fluxys che detiene il 19% delle azioni, Enagás proprietaria del 16% e Axpo al 5% del capitale.

 

AUTORE

Redazione

Redazione

Composta da professionisti dell’informazione finanziaria di lungo corso, la redazione di Borsa&Finanza segue in modo trasversale i contenuti offerti dal portale. Oltre a seguire le news e le novità più importanti del panorama finanziario italiano e internazionale, il team dedica ampio spazio a realizzare guide e approfondimenti educational utili a migliorare le conoscenze degli investitori sia sul fronte della finanza personale che su quello degli investimenti, spiegando strutture, funzionamento, pregi e difetti dei diversi strumenti finanziari presenti sul mercato.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *