TATA: cos’è il Total Accruals to Total Assets

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Il TATA, simbolo di Total Accruals to Total, esprime quanto una crescita di un’azienda è supportata da introiti monetari e quanto invece è rappresentata solo da poste contabili. Questo parametro è una componente fondamentale nella valutazione della salute finanziaria di un’azienda, in particolare nel contesto dell’individuazione della manipolazione degli utili. Per questo è parte integrante del modello M-Score di Beneish, progettato per identificare la probabilità di un’azienda di taroccare i dati di bilancio. In questa guida vedremo l’importanza del TATA, il significato che ha il suo valore per l’azienda e gli investitori, nonché il suo ruolo nell’M-score.

 

TATA: cos’è e come si calcola

Il TATA è un indicatore che fornisce informazioni su quanto dei guadagni della società è costituito da accantonamenti non monetari. Il calcolo viene effettuato prendendo la differenza tra l’utile netto e il flusso di cassa delle operazioni, e poi dividendola per il totale delle attività. Quindi, considerando U come utile netto, CF come flusso di cassa delle operazioni e TA come totale attivo, la formula è la seguente:

TATA = (U-CF)/TA

 

TATA: interpretazioni

Le risultanze del TATA suggeriscono quanto l’azienda stia riconoscendo in modo aggressivo i ricavi e ritardando le spese. In sostanza, l’indice misura la differenza tra risultato contabile e risultato in contanti, rapportata al totale delle attività in modo da poter effettuare un paragone tra aziende di diverse dimensioni. Se emerge che gli accantonamenti dell’azienda sono più elevati e la liquidità decresce, significa che la società genera maggiormente profitti solo contabili.

Un valore TATA positivo indica che i ratei si stanno aggiungendo ai guadagni, il che potrebbe essere un segno di “gestione degli utili” se il valore è eccessivamente alto. Al contrario, un risultato basso del parametro significa che i profitti aziendali sono maggiormente sostenuti dalla liquidità e questo è percepito come un buon segno.

 

TATA: quale significato

Il TATA ha un significato importante per le persone esterne che valutano l’azienda. Per gli investitori il parametro è un punto di riferimento nella valutazione della qualità degli utili dell’azienda nella quale hanno destinato il proprio denaro o sono in procinto di farlo. Se il TATA è elevato, gli investitori potrebbero essere scoraggiati in quanto ciò darebbe l’interpretazione che i risultati non sono così solidi per come sembrano. Lo stesso discorso vale per gli analisti che esaminano una società e che quindi avrebbero bisogno di approfondire con attenzione i bilanci.

I revisori dei conti utilizzano il TATA per fare uno screening preliminare sulla valutazione del rischio. Quindi, un TATA elevato potrebbe spingerli a eseguire ulteriori test per valutare se e quanto l’azienda sta differendo le spese e sulle modalità di riconoscimento dei ricavi. In definitiva, un indice TATA troppo alto può indicare pratiche aggressive di riconoscimento dei ricavi, mentre un rapporto basso suggerisce una contabilità conservativa.

 

Analisi settoriale

L’interpretazione del TATA non può prescindere dalla considerazione del settore di appartenenza. Questo perché ogni settore richiede un’intensità di capitale e cicli operativi diversi, comportando un differente valore del parametro di riferimento. In concreto, il ramo tecnologico ha TATA solitamente basso perché si verifica un ampio turnover degli asset, mentre nel settore manifatturiero si riscontra un indicatore più elevato per via del deprezzamento delle attività a lungo termine. In genere, le startup hanno TATA più importanti a causa degli elevati investimenti iniziali e della mancanza di ricavi, mentre le aziende che operano in settori più maturi hanno operazioni più stabili e quindi presentano un TATA più basso.

 

L’M-score

Il TATA è uno degli otto indicatori che rappresentano l’M-Score. Quest’ultimo è un modello matematico ideato da Messod D. Beneish, professore di contabilità presso la Kelley School of Business dell’Università dell’Indiana, per rilevare se i dati forniti da un’azienda siano stati prodotti nel rispetto di principi di lealtà e correttezza al fine di rispecchiare un quadro fedele della realtà. Maggiori sono gli accantonamenti e la liquidità, superiori saranno le probabilità di manipolazione e di frodi contabili. Le società che generano maggiormente profitti solo contabili è più facile, infatti, che ricorrano a tecniche di manipolazione dei dati per far raffigurare una realtà migliore di quella effettiva.

Immagine di Redazione

Redazione

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