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TaTaTu: cos’è e come funziona il social italiano?

TaTaTu

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ha scelto Parigi e non Piazza Affari per il suo debutto in Borsa. Il social italiano ha esordito con il ticker ALTTU all’Euronext Growth nel segmento Euronext Tech Leaders. Il creatore, fondatore e amministratore delegato Andrea Iervolino, diventato uno dei produttori cinematografici più importanti al mondo con Iervolino Entertainment e AMBI Media Group, ha lanciato Tatatu S.p.A. su Euronext perché è “lo stock market europeo che dà maggiore visibilità rispetto agli investitori specializzati in tecnologia”.

La capitalizzazione azionaria della società, nel giorno della quotazione, è di 1,6 miliardi e il titolo ha chiuso il suo first day a 3,35 euro con un +65% rispetto al prezzo di riferimento di 2 euro ad azione. “Il direct listing su Euronext Growth Paris rappresenta una tappa fondamentale di un percorso che porterà a un cambiamento storico nel rapporto tra gli utenti dei social media, i loro dati e il web”, ha dichiarato il CEO. Ma quando è nato TaTaTu, quali sono i suoi punti di forza e come funziona di preciso?

 

TaTaTu, cos’è il social italiano?

TaTaTu è la prima piattaforma che si basa sulla sharing economy, premiando gli utenti per il loro tempo trascorso online. In che modo? Chi partecipa attivamente con post, like e share, o chi guarda un video, un film o una serie su TaTaTu ed è attivo sulla rete commentando e postando, riceve in cambio i crediti TTU Coin. In sostanza, TaTaTu è un mix di social network e distribuzione VOD di film, serie e contenuti d’intrattenimento come musica, sport e giochi.

L’idea dietro il progetto è che “gli utenti dei social media debbano essere ricompensati per il valore che contribuiscono a generare spendendo tempo online”. È quindi centrale il concetto di rewarding: far stare bene i clienti, non trattarli come fruitori passivi, premiarli per la loro presenza online costante e attiva, creare un’empatia di comunità e non usare gli iscritti soltanto per raccogliere dati o spingerli a comprare prodotti sponsorizzati.

Questo social tutto italiano ma dal respiro globale è un progetto imprenditoriale che fa del social impact il suo fine principale. Nato nel 2020 da un’intuizione di Iervolino, TaTaTu pone particolare attenzione a tematiche sensibili come la cultura e l’inclusione, la parità di genere e la sostenibilità, la protezione dei minori e il sostegno a minoranze o persone in difficoltà. Tali argomenti sono al centro dei contenuti inseriti nella library streaming della piattaforma. La missione degli sviluppatori è incrementare un uso corretto dei social e al tempo stesso promuovere la consapevolezza sociale, civica e ambientale.

L’obiettivo di TaTaTu è raggiungere tra i 60 e gli 80 milioni di utenti attivi in tutto il mondo entro il 2026 e in futuro diventare la prima piattaforma pubblicitaria premium globale leader del settore. In un’intervista concessa a Rolling Stone, Iervolino spiega che “Internet è la massima espressione della democrazia, ma in realtà non si è mai fatto nulla in favore degli utenti”.

Per oltre 13 anni, i dati degli utenti sono stati utilizzati gratuitamente, ed è il momento per restituirgli qualcosa in cambio grazie ad un progetto mai pensato fino ad ora. E qui nasce TaTaTu, la prima sharing economy del data.

TaTaTu: come funziona la app

L’iscrizione a TaTaTu avviene via browser sul sito ufficiale oppure via mobile sull’app: il servizio è disponibile in download gratuito per Android su Google Play e per iOS su App Store. Non è richiesto alcun abbonamento, basta avere almeno 14 anni d’età. Fatto il login e creato un profilo come su qualsiasi tipo di social, si entra nelle rete: per ogni follower ottenuto e amico invitato e per ogni like, visualizzazione, commento o condivisione che ricevono foto e video che si postano, si ottengono in cambio i TTU Coin, un sistema privato di punti basato sulla blockchain che ha un valore esclusivamente all’interno della piattaforma. Questo sistema funziona anche usando TaTaTu come servizio di streaming: la visione di un film, di una serie TV o di un documentario è monetizzata con i gettoni virtuali. Il catalogo di TaTaTu include film e serie di qualsiasi tipo: cinema di genere, film d’autore, blockbuster di Hollywood, classici del passato.

I TTU Coin accumulati, oltre che consentire agli inserzionisti di pagare per la pubblicità, possono essere usati nelle aste e nella piattaforma di e-commerce per comprare prodotti unici (i più ambiti sono gli smartphone di ultima generazione) ed esperienze esclusive come i meet-and-greet con talent e celebrità, le visite su set di produzioni internazionali o addirittura l’apparizione come comparsa in un film o serie. A breve arriveranno anche negozi fisici e online affiliati dove poter spendere i token digitali accumulati senza passare per il sito-madre e la app. Al momento non si possono acquistare o vendere TTU Coin, non è possibile trasferire i crediti ad altri portafogli al di fuori dell’ecosistema TaTaTu né convertirli in denaro. Il sistema chiede soltanto di inserire i dati di una carta di pagamento personale per coprire le spese di spedizione dei prodotti acquistati.

Il social Made in Italy funziona: dopo aver raccolto il supporto di numerose aziende del settore entertainment e di star del calibro di Johnny Depp e Antonio Banderas, TaTaTu ha ottenuto nel 2021 un giro d’affari pari a 47,3 milioni di euro. Inoltre, nei primi sei mesi del 2022 gli introiti sono saliti a 53,7 milioni, mentre il numero di utenti è passato da 95.000 a 350.000 iscritti nel periodo da gennaio ad agosto.

AUTORE

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Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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