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Taxi e NCC: cosa cambia in Italia con il nuovo regolamento

Un taxi

Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha presentato le bozze dei tre decreti attuativi che riformano il settore Taxi e NCC (il noleggio con conducente) con l’introduzione di un nuovo regolamento per gli autoservizi pubblici non di linea. Sono diverse le novità in arrivo, sia per gli operatori che per i fruitori di questi servizi. Le norme, presentate dal ministro Matteo Salvini, hanno accolto le proposte che sono state inviate dalle 57 associazioni di categoria nel lungo periodo di confronto con il governo.

 

Taxi e NCC, nuovo regolamento in arrivo: cosa prevede

Il primo decreto istituisce il REN, il Registro Elettronico Nazionale: uno strumento che permetterà un’effettiva ricognizione del trasporto pubblico non di linea che opera sul territorio nazionale. In Italia si contano al momento 23.000 taxi e 11.000 servizi di noleggio con conducente. Istituito nel 2011 ma mai entrato in vigore ufficialmente, il REN obbliga all’iscrizione tutte le imprese titolari di licenza, sia taxi che NCC. È a tutti gli effetti una leva contro l’abusivismo e uno strumento che dovrebbe dare il via libera a nuove licenze.

Il problema dell’abusivismo di taxi e NCC è denunciato da tempo: oltre a pagare più del dovuto e alla mancata copertura assicurativa in caso di incidente, i passeggeri dei taxi in nero rischiano una multa in diverse città. Naturalmente sono soprattutto gli autisti non autorizzati ad essere soggetti a sanzioni amministrative: si va da 1.812 a 7.249 euro fino alla confisca dell’auto, la sospensione e la revoca della patente. Negli ultimi tempi, inoltre, è feroce la concorrenza degli autisti Uber e Free Now (l’ex MyTaxi) che sfruttano le loro applicazioni per piazzare corse e clienti. Il REN dovrebbe entrare in vigore in tempi brevi perché le norme attuali non consentono ai sindaci di autorizzare ulteriori attività di noleggio con conducente se il registro non è attivo.

Al centro del secondo decreto attuativo c’è il foglio di servizio elettronico per gli NCC. Col nuovo regolamento gli autisti devono indicare in anticipo e in maniera specifica orario, inizio e fine della corsa, targa del veicolo, nome del conducente, chilometri e luoghi di percorrenza e generalità dei clienti. In aggiunta, il punto più importante (e controverso) riguarda i tempi di sospensione fra un servizio e l’altro che saranno più stretti: gli NCC dovranno rispettare 30 minuti di attesa forzata (e non un’ora), a meno che non rientrino in deposito.

È stata anche anticipata una modifica all’articolo 85 del Codice della Strada che riguarda proprio il servizio di noleggio con conducente. La revisione passerà tramite il DDL Concorrenza ed inasprisce le sanzioni amministrative per l’attività abusiva di NCC, che verrà punita con il ritiro della patente anche per la minima violazione. A differenza del REN, i tempi di applicazione per il tempo di sospensione e il foglio di servizio elettronico saranno lunghi: si prevede che arriveranno non prima del 2025.

 

Come cambiano le app per Taxi e NCC

Il terzo decreto riguarda da vicino i consumatori perché intende mettere ordine nell’attività delle piattaforme tecnologiche di intermediazione. Allo scopo di aumentare la concorrenza, i gestori di app di ride-hailing e prenotazione per smartphone e tablet come Uber, Free Now, Wetaxi, itTaxi, appTaxi e simili potranno diventare vettori, ovvero “soggetti impegnati a offrire soluzioni di trasporto”. La novità è quindi che Uber e servizi di questo tipo offriranno le vetture direttamente agli autisti, che dovranno possedere una licenza simile a quella degli NCC.

L’intento del decreto sulle piattaforme è favorire gli utenti, aumentando la facilità nel trovare un taxi grazie alle app e rendendo il servizio più comodo, veloce e conveniente. In Spagna la formula delle app vettori e degli autisti Uber con licenza è già in vigore e garantisce un numero maggiore di auto disponibili, con un aumento di corse fruibili e forti sconti per i consumatori. Le applicazioni saranno adeguate al rinnovato contesto e da smartphone e tablet si potrà conoscere i tempi di attesa tramite il servizio di geolocalizzazione e pagare direttamente la corsa scelta.

Le app obbligheranno i conducenti a conoscere la destinazione del cliente soltanto al momento del prelievo e mai prima. In questo modo i consumatori non incapperanno in autisti che decidono all’ultimo secondo di rifiutare una corsa perché considerano il tragitto poco remunerativo. Dalla bozze, inoltre, emerge che i taxi non potranno applicare ai singoli servizi importi inferiori o superiori a quanto previsto dalle tariffe pubbliche in vigore nell’area territoriale di riferimento.

 

Chi è d’accordo (e chi no) col nuovo regolamento Taxi e NCC

L’iscrizione al Registro Elettronico Nazionale di tutte le imprese titolari di licenza taxi e NCC mette d’accordo le associazioni di categoria: questo strumento dovrebbe limitare il fenomeno dell’esercizio abusivo della professione. Legacoop Produzione e Servizi, l’associazione di rappresentanza delle cooperative di produzione, lavoro e servizi aderenti a Legacoop, promuove i tre decreti attuativi, ma Daniele Conti, il responsabile del settore trasporti e logistica, specifica in un comunicato che sarà “necessario distinguere nettamente, nel servizio svolto attraverso le piattaforme tecnologiche, le cooperative e i consorzi che esercitano l’attività di collegamento tra i vettori e gli utenti, dai soggetti che invece svolgono solo una mera attività di intermediazione”.

Devono essere iscritti al REN, oltre a tassisti e noleggiatori, anche le cooperative e i consorzi e le piattaforme tecnologiche di cui possono essere gestori o proprietari; mentre, viceversa, devono essere escluse le piattaforme tecnologiche che svolgono attività di mera intermediazione, per le quali si dovrebbe istituire un apposito registro degli intermediari, a cui risulti obbligatorio iscriversi per l’esercizio dell’attività.

Più critici sono i pareri su foglio di servizio elettronico, riduzione del tempo di sospensione e piattaforme digitali di intermediazione. MuoverSì, la confederazione che unisce le imprese del settore noleggio con conducente, parla apertamente di un “piano punitivo contro gli NCC” che metterà “fuori mercato” migliaia di aziende e operatori, “arrecando gravissimi danni alla mobilità urbana, al turismo e alle attività produttive”.

Il presidente Andrea Romano dichiara in una nota che “misure come l’obbligo di distanziare di un’ora o mezz’ora un cliente da un altro, come l’obbligo di comunicare allo Stato i dettagli e gli orari degli spostamenti dei clienti (di fatto un’opera di dossieraggio ai danni dei cittadini), come il divieto di intermediazione, sono atti di punizione nei confronti di un’intera categoria e dei milioni di utenti che ne fanno uso che non hanno eguali in Europa”.

La confederazione MuoverSì, che riunisce le principali associazioni del mondo NCC, oggi ha nuovamente comunicato al ministro la propria assoluta contrarietà a questi decreti e la disponibilità a quel confronto vero e autentico a cui il ministro si è finora sottratto. Confidiamo che le forze di maggioranza, Lega inclusa, vogliano ridiscutere queste norme e che la Presidenza del Consiglio voglia assumere una responsabilità diretta su un dossier che già oggi ha implicazioni pesantissime sulla credibilità del Paese. E ribadiamo che in assenza di risposte proseguiremo la mobilitazione nazionale già in atto da settimane.

Fortemente contrario al secondo decreto è anche Lorenzo Pireddu. Il general manager di Uber Italia fa sapere che “l’eventuale obbligo per gli NCC di un tempo minimo di attesa di 30 minuti tra una corsa e l’altra è solo un palliativo rispetto alla proposta originale di 60 minuti”. Per la divisione italiana del colosso californiano non è una questione di minutaggio: Pireddu sottolinea che “il principio dell’attesa forzata è illegale e anticostituzionale, come dimostrano sentenze europee a riguardo, e lede la libertà d’impresa”.

Occorre rimettere al centro della discussione le necessità dei cittadini, e per far questo serve una riforma organica del settore che, sempre nel rispetto degli operatori, permetta alle persone di scegliere liberamente il servizio di trasporto che risponde all’esigenza del momento, garantendo affidabilità e tempi di attesa ragionevoli.

AUTORE

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Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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