Taxi volanti: la Cina davanti a tutti, il progetto EHang

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Entro tre anni sarà possibile salire su taxi volanti, spendendo poco più di una corsa Uber. O almeno lo si potrà fare i Cina. Secondo il progetto ambizioso dell’azienda cinese EHang Holdings Limited, pioniera della mobilità aerea urbana, viaggiare nei cieli comporterà una spesa  di appena 30 dollari a tratta. In pratica, i cieli urbani saranno trasformati in nuove autostrade dell’aria, con droni elettrici capaci di trasportare due persone senza pilota. In questo articolo:

 

  • Taxi volanti: alcuni dettagli sul progetto di EHang
  • Taxi volanti: la Cina all’avanguardia
  • 30 dollari per volare: sogno o realtà?

 

Taxi volanti: alcuni dettagli sul progetto di EHang

EHang è diventata quest’anno la prima azienda al mondo a ricevere l’autorizzazione regolamentare per occupare lo spazio aereo attraverso auto senza pilota. Tuttavia, l’Amministrazione dell’Aviazione Civile della Cina ha limitato l’approvazione a viaggi che iniziano e terminano nello stesso punto. Il direttore finanziario di EHang, Conor Yang, ha affermato che l’azienda si aspetta di ottenere presto il via libera per schierare il suo velivolo in una gamma più ampia di contesti.

In questa visione, il mezzo “non è sicuramente usato solo per il luoghi del tour, ma anche per i trasporti e i servizi pubblici”, ha detto. Il costo dovrebbe aggirarsi tra i 200 e i 300 yuan, che corrisponderebbero a 28-42 dollari. Il fatto che l’azienda abbia effettuato la prima mossa nel contesto competitivo e che i requisiti normativi del settore siano severi, le ha dato una posizione di vantaggio, sottolinea Yang.

Il velivolo utilizzato è l’EH216-S, costruito per tenere due persone a bordo, che si libra in aria facendo un ronzio elettrico rumoroso. Per dare un’idea delle capacità del taxi volante, l’EH216-S potrebbe raggiungere alcune parti del quartiere degli affari di Pudong dall’aeroporto Hongqiao di Shanghai in 12 minuti, percorrendo 15 km, mentre un tipico viaggio del genere richiede solitamente un’ora, ha affermato Yang. Tuttavia, come ha sottolineato Emerson Xu, amministratore delegato di NexAvian, mentre le dimensioni ridotte e l’agilità dell’EH216-S di EHang potrebbero aiutarla a ottenere l’accettazione da parte delle autorità cittadine, la sua attuale autonomia di 35 km non è sufficiente per offrire viaggi dall’aeroporto principale di Guangzhou al suo quartiere centrale degli affari.

 

Taxi volanti: la Cina all’avanguardia

L’industria dei taxi volanti ha avuto false partenze negli ultimi anni, perché molte aziende del settore hanno faticato a trovare modelli di business profittevoli che nel contempo mettessero a tacere le preoccupazioni delle autorità di regolamentazione. La Cina vede questo settore come una fonte di crescita potenziale per l’economia e il governo l’ha sostenuto a suon di miliardi di dollari con investimenti infrastrutturali e la creazione di un dipartimento dedicato ai droni. Il sostegno politico ai taxi volanti ha aiutato le aziende della Cina a primeggiare rispetto a quelle americane ed europee, anche il Paese ha il controllo delle tecnologie relative alle batterie e ai droni. “La Cina sarà il primo Paese ad avere servizi di taxi aereo significativi tra gli aeroporti e i centri urbani”, ha affermato Xu.

In tale ambito, a suo avviso, EHang dovrà affrontare la concorrenza di altre aziende che sono a un passo dall’ottenere la licenza. Tra queste il leader delle auto elettriche Xpeng, che offre velivoli per uso privato. Il divario quindi è destinato a ridursi, continua Xu, perché EHang non ha sicuramente “un fossato in termini di tecnologia e regolamentazione”.

 

30 dollari per volare: sogno o realtà?

La cifra che ha fatto il giro del mondo è quella dei 30 dollari: il prezzo di una corsa tipo in taxi volante. È un numero simbolico, che EHang indica come obiettivo realistico per rendere il servizio accessibile e sostenibile. Raggiungere quel costo, però, dipenderà da numerosi fattori, secondo gli esperti del settore: economie di scala, numero di mezzi in servizio, infrastrutture di ricarica e vertiporti (i punti di decollo e atterraggio), ma anche normative locali. Oggi un volo turistico in elicottero può costare centinaia di dollar. Se EHang mantenesse la promessa, il trasporto aereo urbano cambierebbe per sempre.

Il futuro dei taxi volanti però non dipende solo dalla tecnologia, ma anche e soprattutto dalle regole del cielo. Servono normative che definiscano come, dove e quando questi droni potranno volare in sicurezza sopra le città. La buona notizia per EHang è che la Cina, in questo, è più avanti: la Caac (Civil Aviation Administration of China) ha creato un quadro normativo specifico per i velivoli autonomi. In Europa e in Italia, invece, la situazione è ancora in evoluzione: l’Easa (l’Agenzia europea per la sicurezza aerea) ha iniziato a definire le prime linee guida, ma la piena operatività potrebbe richiedere anni.

Anche l’infrastruttura è un tema cruciale. I vertiporti dovranno essere integrati nei tetti dei palazzi, vicino agli snodi dei trasporti pubblici o agli aeroporti. Serviranno sistemi di ricarica rapida, gestione del traffico aereo urbano e piattaforme digitali per prenotare le corse in modo semplice, come oggi si fa con un’app.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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