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Telecom Italia: nessun ostacolo cessione NetCo, cosa fare con l’azione?

Le vetrine di un negozio TIM, chiuse e con il logo della società sul vetro

Grazie all’aumento dei ricavi, +3,7% a 11,93 miliardi  di euro e grazie soprattutto alla performance della sua controllata Tim Brasil (+12,4% il fatturato), Telecom Italia ha confermato nel terzo trimestre del 2023 i target dell’anno e ha ridotto le perdite di gruppo dai 2,7 miliardi di euro del 2022 a 1,12 miliardi. In crescita è risultata anche la divisione Enterprise (+4,8%) che ha controbilanciato il calo dei ricavi da servizi sia nella telefonia fissa che mobile. È questa, in linea con le attese del mercato, la fotografia del gruppo che si appresta ad accelerare le operazioni propedeutiche alla vendita della rete raccolta in NetCo al fondo americano KKR e a dare finalmente un colpo al pesante indebitamento che la zavorra da un quarto di secolo.

Nei primi nove mesi dell’anno il debito è salito di poco meno di un miliardo a un totale di 26,33 miliardi di euro, ma l’atteso introito degli incassi legati al PNRR per la cablatura delle aree grigie dovrebbe ridurre nei prossimi mesi l’esposizione e, in ogni caso, la liquidità copre tutte le scadenze finanziarie fino alla fine del 2025. I numeri annunciati hanno battuto il consenso a esclusione dei debiti.

“Considerando i fattori positivi che finora si sono manifestati come previsto e che accelereranno nel quarto trimestre a livello nazionale, le previsioni per l’intero anno sono confermate“ ha detto Pietro Labriola, ad di Telecom Italia, nel corso della conference call con gli analisti. “Sarà il secondo anno consecutivo in cui manteniamo ciò che abbiamo promesso, cosa mai accaduta in diversi anni”.

Sulla vendita di NetCo, ovvero la rete fissa di Telecom Italia, “la decisione assunta dal consiglio lo scorso 5 novembre si è basata su diversi pareri legali indipendenti che indicano che la materia rientra chiaramente nella competenza esclusiva del consiglio stesso. Non è possibile ai sensi della legge italiana trasferire tale competenza agli azionisti”, ha spiegato ancora Labriola, sottolineando che “su questa base l’operazione è stata approvata. Non sono previsti scostamenti rispetto al calendario indicativo che avevamo indicato in precedenza, poiché non prevediamo alcun ostacolo alle approvazioni. In effetti, ci sono solo due condizioni sospensive, l’Antitrust e il Golden power, in base alle quali riteniamo che il rischio di esecuzione sia gestibile”, ha aggiunto.

“La scorsa settimana abbiamo firmato i contratti vincolanti e la nostra responsabilità è implementare tutte le azioni esecutive riguardo alla vendita della rete”, ha chiarito Labriola, spiegando che “il closing è previsto tra fine maggio – fine luglio. Naturalmente, agli azionisti che ritengono che il consiglio non avesse i poteri per compiere l’operazione, spiegheremo perché si sbagliano e eventualmente “siamo pronti a farlo in tribunale, dove siamo certi che le conclusioni del nostro Consiglio saranno confermate. Ecco perché non prevediamo il rischio che la transazione venga ritardata o bloccata”, ha detto il manager pugliese.

Azioni Telecom Italia: le quotazioni alle prese con la resistenza del Supertrend

Le azioni Telecom Italia sembrano essere impostate al ribasso nel breve termine, anche grazie alla performance negativa registrata nella seduta di ieri (-0,6%). Dopo un’apertura in linea con la chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno dapprima intrapreso un andamento rialzista che le ha portate a realizzare un massimo sul livello 0,2691, per poi invertire drasticamente la rotta fino a raggiungere un minimo a quota 0,2650, coincidente esattamente con il prezzo di chiusura.

Tale movimento ha permesso all’azione di creare un pattern di analisi candlestick denominato “Gravestone Doji”, indicante una imminente inversione di tendenza in senso ribassista. Situazione che è coerente con l’attuale struttura grafica di Telecom Italia che per tutto il mese di novembre è rimasto schiacciato dalla resistenza rappresentata dall’importante indicatore Supertrend, ostacolo che si è rivelato insormontabile soprattutto nelle ultime sei giornate (essendo stato più volte sfiorato nell’intraday, ma mai superato definitivamente). Il livello chiave, quindi, è diventato 0,2678 e, prima di procedere con gli acquisti, è necessario che vi sia una chiusura daily al di sopra di esso. Restiamo in attesa, altrimenti sarà probabile assistere nelle prossime sedute anche a un lieve ritracciamento.

Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 0,2691 con target nell’intorno degli 0,2736 euro, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 0,2650 con obiettivo molto vicino al livello 0,2587. L’impostazione algoritmica, infatti, vede i prezzi stazionare al di sopra sia dell’indicatore Parabolic Sar che della media mobile a 25. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’oscillatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 55.


L’andamento di breve termine del titolo TELECOM ITALIA

AUTORE

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Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi, trader specializzato nella negoziazione per conto proprio di futures, azioni ed ETF, italiani ed esteri, sia con strategie discrezionali che quantitative. È autore di alcune pubblicazioni sulle tecniche di trading, organizza periodicamente corsi di formazione ed è stato più volte relatore nei principali convegni dedicati alla finanza e agli investimenti sia in Italia che all’estero. Interviene spesso nelle trasmissioni televisive sul canale finanziario ClassCNBC e pubblica articoli per varie testate giornalistiche. Offre anche servizi di consulenza generica.

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