L’ultima volta che il governo ci ha provato, a fermare il telemarketing selvaggio, è stato un fallimento. Era il 27 luglio 2022 e il Registro delle opposizioni veniva esteso anche alle numerazioni dei telefoni cellulari. All’utente era assegnato l’onere di iscrivere il proprio numero telefonico al Registro per evitare di essere disturbato dalle chiamate di operatori telefonici impegnati a piazzare qualche merce o servizio, a volte qualche truffa.
Nel primo anno oltre 3,7 milioni di recapiti telefonici vennero registrati secondo quanto attesta lo stesso Registro. Peccato che le chiamate di telemarketing non siano cessate. Al contrario, il sistema è diventato più “tecnologico”. Alla voce di un operatore telefonico si è sostituita quella di una voce registrata.
Questa volta come funziona?
Da martedì 19 agosto 2025, ossia da domani, l’Agcom avvierà il blocco delle telefonate provenienti dall’estero che utilizzano numerazioni fisse italiane contraffatte. Il trucco lo conosce bene chi si è trovato almeno una volta a rispondere a un numero italiano, fisso o mobile. In passato, almeno, la numerazione estera metteva in allarme il malcapitato. Ora, con questo blocco, si dovrebbe tornare a questa situazione precedente. Non è un blocco totale, ma è già qualcosa.
Le associazioni di consumatori ma anche i singoli utenti telefonici, non fanno troppo affidamento sul successo di questa nuova iniziativa. Per il Codacons il blocco nell’utilizzo fraudolento dei numeri telefonici nazionali “non fermerà il fenomeno”. “Nonostante i 32 milioni di numeri iscritti al Registro delle opposizioni, ogni italiano riceve in media dalle 5 alle 8 telefonate commerciali, che portano a circa 15 miliardi di numero di chiamate indesiderate registrate in un anno in Italia”.
Ma perché non dovrebbe funzionare? Sempre il Codacons spiega che il blocco riguarderà solo “i finti numeri fissi italiani ma le false numerazioni mobili continueranno a raggiungere gli utenti almeno fino a novembre”. Inoltre, la falsificazione dall’estero non potrà più essere utilizzata, ma quella dall’Italia sì. I call center illegali, infine, spesso quelli che propongono investimenti finanziari truffa, potrebbero non essere intimoriti dalla nuova iniziativa. Utilizzando tecnologie avanzate possono aggirare il blocco. Difficilmente incorreranno nelle sanzioni previste dal provvedimento, fino a un milione di euro.
Telemarketing, un business che pagano gli utenti
Gli operatori di telemarketing si oppongono al blocco totale del servizio mostrando i numeri che realizza il settore. Secondo Confcommercio sono 57.200 i dipendenti impiegati nel comparto e si arriva a 80.000 se si includono anche i collaboratori non assunti. Si tratta in maggioranza di persone di mezza età, tra 30 e 49 anni (71,8%), le donne (68,8%). Il giro d’affari è stimato raggiungere i 3 miliardi di euro all’anno nel 2027.
Per l’Associazione Consumerismo No profit non sono numeri sufficienti per giustificare quanto accade agli italiani. Per esempio, spiegano sul loro sito, “il 97% delle chiamate commerciali relative alle forniture energetiche ricevute dagli utenti è ingannevole e, in quasi una telefonata su due, l’operatore chiamante si spaccia, senza averne alcun titolo, per l’attuale fornitore del cittadino contattato”. In questi casi bisogna sottolineare che la numerazione utilizzata non è falsa, e dunque non si rientra nella casistica prevista dalla nuova normativa che entrerà in vigore da domani.
Le chiamate aggressive spingerebbero, secondo l’Associazione, molti italiani a sottoscrivere contratti telefonici, energetici o assicurativi svantaggiosi, con un impatto stimato superiore ai 2 miliardi di euro l’anno solo nel settore energia.









