TerraUSD: i dipendenti di Terraform Labs non possono lasciare la Corea del Sud
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TerraUSD: i dipendenti di Terraform Labs non possono lasciare la Corea del Sud

Crollo TerraUSD: i dipendenti di Terraform Labs non possono lasciare il Paese

L’implosione da 40 miliardi di dollari di TerraUSD continua a far parlare di sé, mettendo in evidenza una ferita che difficilmente si rimarginerà presto. L’indagine condotta dalla magistratura della Corea del Sud su Terraform Labs e i suoi fondatori procede spedita arricchendosi di nuovi capitoli ogni giorno. Oggi l’Ufficio del Procuratore distrettuale di Seoul ha dichiarato che i dipendenti dell’azienda attuali e passati non possono lasciare il Paese, sebbene non siano state fornite altre informazioni dettagliate.

La reazione dei lavoratori è stata furente. Daniel Hong, ex impiegato di Terraform Labs, ha twittato che gli è stato impedito di prendere un volo per New York per effetto del divieto di viaggio. Hong ha scritto che è inaccettabile e oltraggioso il fatto che le persone siano trattate come potenziali criminali. Quindi, chiunque fosse disposto a collaborare non vorrebbe più farlo, a causa di quella che definisce una follia.

 

Crollo TerraUSD: l’indagine delle Autorità coreane

L’obbligo di no-fly imposto dalle Autorità coreane è sopraggiunto a seguito di un’indagine che l’unità speciale per i crimini finanziari, alle dipendenze dell’Ufficio del Procuratore, ha avviato il mese scorso dopo due class action organizzate da 81 investitori che sono rimasti vittime del tracollo improvviso della stablecoin TerraUSD e del token LUNA a cui era legata. La denuncia riporta che la società crittografica avrebbe ingannato gli utenti con le sue monete algoritmiche difettose.

TerraUSD era infatti una stablecoin algoritmica che puntava a mantenere la parità con il dollaro USA non attraverso la creazione di riserve in contanti o titoli di Stato come avviene per le stablecoin tradizionali tipo Tether e USD Coin. Il rapporto 1:1 doveva essere raggiunto, invece, attraverso un complesso processo algoritmico che prevedeva la distruzione e la creazione dei token UST e LUNA. Il meccanismo è franato miseramente quando le vendite di LUNA non riuscivano a contenere il crollo di TerraUSD.

Il co-fondatore di Terraform Do Kwan aveva tentato di mettere una pezza utilizzando una riserva di Bitcoin creata per le situazioni di emergenza, ma non c’è stato niente da fare. L’epilogo è il più triste che si poteva immaginare: TerraUSD e LUNA si sono dissolte, perdendo completamente il loro valore. Il creatore di LUNA ha poi tentato di riportare il token in vita attraverso una nuova cripto denominata LUNA Classic, ma ormai gli investitori hanno smarrito totalmente la fiducia e anche questo progetto sembra destinato a finire nell’oblio.

 

Crollo TerraUSD: non solo la Corea del Sud indaga

I problemi di Kwon non si esauriscono in Corea del Sud. Negli Stati Uniti è stata messa in piedi questo mese un’azione legale contro il 30enne coreano e la sua società accusando entrambi di aver venduto titoli non registrati e di aver ingannato il pubblico con una propaganda ripetuta sulla stabilità di UST.

Nel contempo, un Tribunale americano ha ordinato a Kwon di attenersi alle citazioni in giudizio della Securities and Exchange Commission riguardo proprio la potenziale vendita di titoli non registrati. L’Autorità di Borsa statunitense sta anche indagando su Mirror Protocol, una rete commerciale basata sull’ecosistema Terra con la quale i clienti possono seguire da vicino il prezzo di alcune grandi società quotate a Wall Street.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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