TerraUSD: venduti 85.000 Bitcoin per cercare di salvarla dal collasso - Borsa e Finanza

TerraUSD: venduti 85.000 Bitcoin per cercare di salvarla dal collasso

TerraUSD: venduti 85.000 Bitcoin per cercare di salvarla dal collasso

Per cercare di salvare TerraUSD dal collasso sono stati utilizzati più di 85 mila Bitcoin. È quanto risulta da una dichiarazione di Luna Foundation Guard, il fondo istituito dal creatore della stablecoin Do Kwon. In sostanza, quasi tutte le riserve detenute nella principale criptovaluta che servivano per mantenere l’ancoraggio di TerraUSD con il dollaro USA sono state spese. La fondazione aveva accumulato Bitcoin per un valore di quasi 3 miliardi di dollari la scorsa settimana, con la promessa di utilizzarli nel caso ci fosse un calo vertiginoso della stablecoin.

Così è stato. Quando il peg a 1 dollaro è stato violato, inizialmente Luna Foundation Group ha trasferito 52.189 Bitcoin da commerciare con una controparte su un unico account presso l’exchange Gemini. Ciò però non è stato sufficiente, in quanto TerraUSD ha continuato a precipitare rovinosamente. A quel punto vi è stato un ultimo tentativo disperato, con la vendita di altri 33.206 token, spostati su Binance. Adesso i Bitcoin rimasti sono appena 313 nella riserva, per un valore di 9,3 miliardi di dollari.

L’azienda ha affermato che utilizzerà anche gli altri 85 milioni di dollari in criptovalute come BNB, Tether, USDC e Avalanche per compensare gli utenti rimanenti di UST, sebbene le perdite siano gigantesche. La debacle è costata agli utenti di UST e Luna una cifra intorno ai 42 miliardi di dollari nell’ultima settimana. Questo ha avuto un riflesso imponente nel mercato delle criptovalute, dove nello stesso periodo sono stati spazzati via oltre 200 miliardi di dollari di capitalizzazione.

 

TerraUSD: un crollo che mette in dubbio la stabilità delle stablecoin

Il naufragio di TerraUSD dimostra come anche le stablecoin possono essere passibili di sventure e non fornire alcuna certezza matematica di stabilità. In particolare il token UST ha una caratteristica che la distingue da altre stablecoin come Tether e USDC, ossia che si tratta di una stablecoin algoritmica. Questo significa che, mentre le altre 2 utilizzano valute fiat e altri asset come riserva per sostenere i propri token, TerraUSD fa affidamento a complessi algoritmi di calcolo legati a smart contract per stabilizzare il prezzo. In questo viene accoppiata a un token fluttuante, LUNA, che nel marasma di questi giorni si è completamente dissolto. Adesso UST vale intorno a 10 centesimi di dollaro, praticamente il 90% in meno rispetto al floor di 1 dollaro, come era stato stabilito.

L’economista indipendente Frances Coppola, ha affermato che il problema fondamentale per stablecoin come UST è che il collaterale, in questo caso Bitcoin, alla fine per gli investitori sarà più prezioso rispetto al token che deve essere coperto. Durante le turbolenze che hanno interessato TerraUSD, la madre di tutte le criptovalute era scesa fino a sotto 26.000 dollari, per poi riprendersi e stabilizzarsi momentaneamente sopra la soglia psicologica di 30.000 dollari.

 

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