Tesla: ecco qual è il grande vantaggio sui competitor - Borsa e Finanza

Tesla: ecco qual è il grande vantaggio sui competitor

Tesla: ecco qual è il grande vantaggio sui competitor

Le azioni Tesla sono tornate nuovamente a salire a Wall Street, dopo un periodo di appannamento. Il titolo ha chiuso l’ultima seduta con un rialzo del 5,61% a 1.145 dollari. Quest’anno la performance è del 7,45%, nonostante tutte le difficoltà che hanno interessato il settore tecnologico e delle auto in particolare. L’industria automobilistica continua ad arrabattarsi con la carenza degli approvvigionamenti e con il rialzo del costo delle materie prime aggravato dalla guerra Russia-Ucraina. Alcune aziende, tra cui proprio Tesla, sono state costrette ad aumentare il prezzo della propria auto per non appiattire troppo i margini.

Mentre le aspettative di innalzamento dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve hanno colpito le aziende tech che investono molto sulla crescita. La compagnia di Palo Alto ne è uscita ancora una volta brillantemente, dimostrando di essere alcuni passi avanti rispetto alla concorrenza, che ha sofferto oltremodo questi venti contrari. Le consegne di marzo, sostanzialmente in linea con le attese del mercato, ne sono una plastica dimostrazione.

 

Tesla: ecco cosa sostiene il valore delle azioni

Cercare qual è un punto di forza specifico di una società come Tesla non è semplice, perché risulta da un mix di innovazione, tecnologia, creatività, efficienza e capacità di attrazione del mercato. Secondo John Murphy, analista di Bank of America, il segreto dell’azienda sta nella capacità di finanziare la propria crescita a costo zero attraverso le azioni, mentre tutti gli altri dovrebbero affannarsi a cercare capitale esterno pagando lo scotto di tassi più alti.

Questo giustificherebbe un prezzo del titolo molto alto rispetto ai guadagni attesi. A Wall Street Tesla viene scambiata a circa 100 volte gli utili del 2022, mentre una società matura come General Motors ha multipli che si aggirano intorno a 6. Murphy rileva che, se la società guidata da Elon Musk dovesse emettere azioni per un impianto produttivo in grado di produrre fino a 1 milione di veicoli elettrici, le azioni dovrebbero corrispondere a circa lo 0,5% di quelle in circolazione, mentre per General Motors occorrerebbe un’emissione dell’8%. Ciò significa che Tesla ha un’alta capacità di finanziare la crescita della produzione finanziandosi con un aumento di capitale, per gli altri diviene più difficile.

Chiaramente un investitore non si accontenta di finanziare l’azienda con un ritorno pari a zero, essendo che Tesla non distribuisce dividendi. Quindi è necessario che l’aspettativa che il titolo aumenti di valore nel tempo sia molto alta. E in questo finora la società non ha deluso chi le ha dato credito.

Il circolo virtuoso di lungo termine configurato dall’esperto di BofA si traduce in realtà nel grande slancio commerciale che ha l’azienda in questo momento, che fa da catalizzatore per le azioni emesse. Le vendite di auto Tesla sono in costante crescita, mentre altre compagnie zoppicano. E inoltre i margini del pioniere delle auto elettriche sono più alti rispetto a quelli della maggior parte delle case automobilistiche tradizionali, con un tasso di penetrazione dei mercati dell’azienda californiana nettamente superiore.

 

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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