Tesla: pronti 775 milioni di dollari per espandere l'impianto del Texas
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Tesla: pronti 775 milioni di dollari per espandere l’impianto del Texas

Tesla: pronti 775 milioni di dollari per espandere l'impianto del Texas

Tesla investirà oltre 775 milioni di dollari per espandere il suo impianto di auto elettriche ad Austin, nel Texas. Lo rivela il sito web del Dipartimento di Stato del Texas, sulla base della documentazione depositata dalla compagnia di Palo Alto. Secondo quanto comunicato, i lavori potrebbero iniziare già questo mese. Lo stabilimento texano ha cominciato la produzione all’inizio del 2022 e l’azienda ha dichiarato di avere una capacità produttiva di oltre 250 mila veicoli l’anno. “E’ una fornace di denaro”, ha affermato l’Amministratore Delegato di Tesla, Elon Musk, nel maggio scorso. Il sito fabbrica alcuni dei veicoli utilitari dell’azienda come la Model Y e sarà anche quello di produzione del Cybertruck, il pick-up elettrico che dovrebbe entrare quest’anno nella produzione di massa.

 

Tesla: un problema di domanda

Con questa mossa, il leader delle auto elettriche prova a dare un cambio di marcia per superare i problemi di produzione rilevati lo scorso anno a causa di tutta una serie di fattori, come l’interruzione della catena di approvvigionamento per via dei blocchi Covid-19 in Cina e le questioni che hanno interessato le celle della batteria. Tuttavia, la strada si sta facendo in salita, perché la domanda sta rallentando, soprattutto in mercati strategici come quello cinese. Al riguardo, negli ultimi mesi Tesla ha dovuto  tagliare ripetutamente il prezzo delle auto vendute in Cina, oltre a inserire incentivi fiscali fino a 10.000 yuan per gli acquirenti dei veicoli. Questo non è però bastato a evitare un crollo di oltre il 40% su base annua delle consegne nel territorio nel mese di dicembre.

Purtroppo per l’azienda guidata da Elon Musk, oggi Tesla non è più il leader incontrastato nel settore delle auto elettriche, ma deve subire la concorrenza di altre società come la cinese BYD, che sta avanzando a grandi falcate cannibalizzando quote di mercato. Se si considerano le auto a nuova energia, ossia ibride ed elettriche, Tesla non ha più il comando delle consegne, avendo ceduto lo scettro proprio all’azienda sostenuta da Warren Buffett. E la minaccia più forte è che tra le mire espansionistiche di BYD vi è proprio quella di diventare la numero uno quest’anno anche nel solo comparto dei veicoli elettrici.

 

Vanno comprate le azioni in Borsa?

La pressione su Tesla cresce a vista d’occhio e si riflette sulle azioni, che nel 2022 hanno perso oltre due terzi del loro valore. Oggi la società californiana divide come non mai gli investitori e gli analisti. Tra i primi soprattutto si collocano le persone “di strada”, che rappresentano la gran parte dell’azionariato. Basti pensare che il 45% delle azioni Tesla è detenuto da investitori al dettaglio, a fronte del 15% di Alphabet. Inoltre, il titolo è molto scambiato. A dicembre infatti è passato di mano per un controvalore di 425 miliardi di dollari, quasi il doppio rispetto ai 230 miliardi di dollari delle azioni Apple, che hanno però una capitalizzazione di 6 volte quella di Tesla. Tutto questo denota che sul titolo c’è molta incertezza e difficilmente un investitore acquista le azioni resistendo all’idea di liberarsene in fretta.

Tra gli analisti la spaccatura è cresciuta nel tempo. Oggi la differenza di target di prezzo tra analisti più positivi e quelli più negativi è di 265 dollari, praticamente 10 volte rispetto allo spread che vi è relativamente alle azioni Honeywell International. In definitiva, è da acquistare il titolo Tesla in questo momento? Troppo presto e troppo difficile dirlo adesso. Almeno bisognerebbe attendere alcuni eventi importanti, come la pubblicazione dei dati del quarto trimestre che avverrà il 25 gennaio e l’investor day del 1° marzo. Quantomeno, dopo questi appuntamenti, si avrà una visione più chiara di come l’azienda sta affrontando le difficoltà e soprattutto di quelle che sono le prospettive per il resto dell’anno.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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