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Titoli di Stato USA: ecco un ETF che ha guadagnato molto con crollo prezzi

Titoli di Stato USA: ecco un ETF che ha guadagnato molto con il crollo dei prezzi

I titoli di Stato USA sono stati vittime quest’anno della peggiore crisi obbligazionaria degli ultimi decenni. A innescarla è stata la Federal Reserve, che da marzo ha alzato 2 volte i tassi d’interesse per combattere l’inflazione. Con l’aumento dei rendimenti, arrivati al picco del 3,12% per i T-Note decennali, i prezzi sul mercato si sono abbassati notevolmente. Tuttavia, nelle ultime settimane vi è stata un’inversione di rotta, con il rendimento dei Treasury Bond che si è ridotto ben al di sotto del 3%.

La ragione è derivata dal fatto che stanno aumentato i timori di una recessione, conseguenti alla politica monetaria estremamente restrittiva da parte della Fed, nonché alle tensioni sempre più aspre derivanti dalla guerra Russia-Ucraina che si prospetta ancora lunga. Di conseguenza, gli investitori sono ricorsi nuovamente ad asset come i titoli di Stato USA, che hanno sempre fatto da tampone nei portafogli d’investimento quando sul mercato c’era aria di tempesta. Ad ogni modo, i rendimenti dei buoni del Tesoro decennali ancora sono quasi al doppio rispetto all’1,5% di fine 2021.

 

Titoli di Stato USA: ecco chi ha puntato contro

Uno dei fondi che ha avuto grandi guadagni quest’anno sfruttando l’andamento negativo dei prezzi dei titoli di Stato USA è stato l’ETF ProShares Short 20+ Year Treasury, che replica l’andamento opposto dei movimenti giornalieri delle quotazioni del debito americano a lunghissimo termine (oltre 20 anni di scadenza). Il prodotto ha realizzato una performance del 22%, a fronte di una perdita dell’S&P 500 di poco meno del 14%.

Chi ha puntato su un fondo così strutturato ha scommesso sul fatto che la Banca Centrale americana avrebbe alzato i tassi d’interesse. Altrimenti sarebbe stata una scelta molto rischiosa assumere una posizione contraria nei confronti di un titolo di debito che ha zero probabilità di insolvenza. Su questo punto l’Amministratore Delegato di ProShares, Michael Sapir, è stato molto chiaro, asserendo che nessuno dovrebbe investire in questi fondi se non ha capito veramente l’opportunità e il rischio.

Molti gestori di denaro hanno utilizzato il fondo a piccole dosi per ridurre gli effetti di un grande tracollo del mercato obbligazionario, ma alcuni si sono fatti prendere la mano con la svolta da falco da parte della Federal Reserve. Ad esempio Clark Group Asset Management ha iniziato ad acquistare l’ETF ProShares Short 20+ Year Treasury già a marzo del 2021 e ora ha accumulato una quota di circa il 20% di portafoglio. Questo però ha aiutato il gestore a tornare a un risultato positivo nel reddito fisso.

Un altro eccellente ribassista dei titoli di Stato USA è Michael Burry, il grande investitore che aveva predetto la crisi del 2008. Nella primavera dello scorso anno, Burry ha rivelato in un deposito normativo alcune operazioni allo scoperto sul debito pubblico americano, utilizzando in parte l’ETF ProShares. Dalla documentazione successiva però risulta che il fondo del personaggio ideato nel libro “The Big Short” non utilizza più gli ETF per andare in posizione short sui bond USA dallo scorso settembre.

 

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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