Trading musicale: quali piattaforme online lo propongono

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Il trading musicale è l’ultima tendenza nella sfera degli investimenti: esistono numerose piattaforme online che propongono a trader e appassionati l’acquisto e la vendita di diritti musicali. Gli exchange offrono canzoni famose come preziosi asset per generare rendimenti e permettono agli utenti di acquistare diritti d’autore di brani celebri, in modo da guadagnare una percentuale ogni volta che i pezzi vengono ascoltati o utilizzati in ambito commerciale.

Nel settore del trading musicale si sono sviluppati sia exchange centralizzati, vere e proprie piattaforme di scambio in cui è possibile comprare e vendere canzoni a partire da pochi euro, sia infrastrutture blockchain che tokenizzano la musica. In quest’ultimo caso, i brani vengono convertiti in token digitali (in particolare NFT) che ne rappresentano la proprietà e i diritti di accesso e sfruttamento. Sotto forme diverse, questi marketplace stanno aprendo innovativi punti d’accesso al mercato d’investimento dell’industria musicale.

 

In questo articolo:

 

  • 10 piattaforme di trading musicale da scoprire
  • Royalty Exchange
  • AIP.trade
  • ANote Music
  • Music Bull
  • JKBX
  • Royal.io
  • SongVest
  • Lyri Financial
  • Stem Disintermedia
  • Corite

 

10 piattaforme di trading musicale da scoprire

Le soluzioni di investimento nei diritti d’autore e la tokenizzazione della musica stanno rimodellando il music business, spingendo da un lato gli appassionati e gli ascoltatori ad un coinvolgimento economico oltre che emotivo, dall’altro gli investitori e i trader a caccia di royalties e contratti digitali per rendimenti importanti. È il caso di servizi come OG Music, una delle prime piattaforme ad aver permesso agli artisti di connettersi direttamente con gli investitori e ai fan di supportare economicamente gruppi e cantanti preferiti.

Chi investe in canzoni o album su OG Music ottiene una quota delle royalties dei diritti musicali acquistati. L’investitore guadagna insieme all’artista: per fare un esempio, con il 10% dei diritti da streaming di un brano per cinque anni, si ottiene la possibilità di ricevere periodicamente le royalties che il pezzo incassa con lo streaming. Quello di OG Music è soltanto uno dei tanti casi di marketplace per il trading musicale: ecco le 10 principali piattaforme per chi vuole tuffarsi in questo mercato.

 

Royalty Exchange

Con Royalty Exchange e la sua controllata, Royalty Flow, gli investitori privati e istituzionali alla ricerca di cataloghi possono entrare in contatto con artisti in cerca di finanziamenti. Grazie a più di 2.300 accordi chiusi da 30.000 investitori registrati e a oltre 200 milioni di dollari raccolti dai titolari dei diritti d’autore, Royalty Exchange è diventato il più grande mercato di royalties al mondo. Il rendimento medio per chi investe sull’exchange è del 13,3%. Nella composizione del portafoglio possono entrare anche film e marchi.

 

AIP.trade

Creata da CME, società già dietro la piattaforma di crowdfunding Crowd Creation, AIP.trade fa incontrare l’industria musicale con chi vuole partecipare al mercato attraverso un ecosistema che permette la tokenizzazione delle canzoni e lo scambio di quote di royalties. Artisti e etichette lanciato le Nso (New Share Offerings), le offerte di nuove azioni, mentre fan e trader guadagnano vendendo ad altri le quote acquistate o riscuotendo i pagamenti di distribuzione delle royalties. L’amministratore delegato dell’exchange è Zhao Yitian, il direttore artistico è Jordan Rudess, tastierista statunitense di Dream Theater e Liquid Tension Experiment.

 

ANote Music

Piattaforma europea di trading musicale lanciata da ANote, società con sede in Lussemburgo guidata dall’amministratore delegato Marzio F. Schena, ANote Music offre un catalogo di oltre 100.000 canzoni provenienti da 11 nazioni diverse. A differenza dei marketplace incentrati su azioni e token digitali, ANote Music è specializzato in una ricerca musicale consolidata. Il meccanismo per chi investe è sempre lo stesso: acquistare brani e guadagnare dalle royalties con un reddito passivo. I rendimenti annualizzati dal 2020 superano il 10%, così come la community è cresciuta fino a 40.000 utenti registrati.

 

MusicBull

Fondata da due israeliani, l’amministratore delegato Boaz Benrush e il direttore finanziario Oren Bar-Nir, ma con sede a Sheridan nel Wyoming, MusicBull si basa su un processo diretto di digitalizzazione e accesso al mercato: artisti ed etichette discografiche mettono in vendita i propri diritti d’autore offrendoli agli investitori senza bisogno di intermediari. Oltre alle aste pubbliche, l’exchange ha una piattaforma di trading secondario in tempo reale. Sulla homepage spiccano le aste attive: in vendita ci sono soprattutto i diritti di colonne sonore famose, come quelle del videogame Need for Speed e delle serie Prison Break, Hawaii Five-0 e Shameless.

 

JKBX

Si scrive JKBX ma si pronuncia Jukebox: è la piattaforma di trading musicale nata da un’idea di Scott Cohen, ex chief innovation officer di Warner Music e numero uno del British Phonographic Industry Council. Gli altri due fondatori sono Sam Hendel e John Chapman del private equity Dundee Partners, il family office degli Hendel dedito alla promozione delle arti e della cultura. La fintech fa da intermediario nella vendita di quote di cataloghi di canzoni: in totale conta miliardi di diritti esclusivi di catalogo, inclusi brani di pezzi da novanta come Taylor Swift, Beyoncé, Ed Sheeran, OneRepublic e Birdy.

 

Royal.io

Piattaforma statunitense fondata da JD Ross (il co-founder di Opendoor) con il disc jockey e produttore 3LAU, Royal.io permette agli artisti di tokenizzare i diritti musicali dei propri brani e venderli come beni digitali sotto forma di NFT. Fan e risparmiatori attivi hanno la possibilità di investire in band e cantanti, diventando co-proprietari di una quota dei diritti e gestendo in condivisione le royalties generate dalle vendite. Tra i casi più noti legati a Royal.io ci sono le collaborazioni con il rapper Nas per i brani Ultra Black e Rare e con il producer Diplo per la canzone Don’t Forget My Love.

 

SongVest

Lanciata nell’ottobre 2008 dagli imprenditori Sean Peace (anche co-fondatore di Royalty Exchange con Reggie Calloway e Wilson Owens) e David Prohaska, SongVest è una delle prime piattaforme online per l’acquisto e la vendita di royalties musicali. Nel suo catalogo ci sono stati pop e rock star del calibro di Cher, Aerosmith, The Monkees e Garth Brooks. Nel mondo del metal, la piattaforma ha messo in piedi una collaborazione con i BulletBoys per offrire ai fan la possibilità di acquistare quote frazionarie dei diritti d’autore su alcune loro nuove registrazioni. Insieme ai diritti musicali, nell’offerta di aste pubbliche del marketplace ci sono pure memorabilia, album comici e NFT.

 

Global Rockstar

Label viennese nata nel 2014 per supportare gli artisti indipendenti, Global Rockstar è diventata una piattaforma per investimenti nella musica che consente di guadagnare royalties da streaming e trasmissioni radiofoniche, fino a 70 anni. Con oltre 400 brani pubblicati dal 2018, il servizio utilizza gli smart contracts per garantire che le transazioni siano perfettamente tracciabili sulla blockchain. Tra i maggiori successi di Global Rockstar ci sono Zefix di Chris Steger (disco d’oro in Austria nel 2021) e C’est la vie di Zoë Straub, arrivata a quasi 10 milioni di stream su Spotify.

 

Stem

Fondata nel 2015 dall’amministratrice delegata Milana Rabkin Lewis con due soci, Stem (in passato Stem Disintermedia) è una piattaforma che aiuta i musicisti indipendenti a diffondere le proprie opere e a raccogliere finanziamenti derivanti dallo streaming online. Nel 2018 Lewis è rimasta numero uno unica del servizio, separandosi dai suoi co-founders perché decisa a concentrarsi sulla creazione di strumenti finanziari per gli artisti già affermati piuttosto che sulla promozione di gruppi e cantanti emergenti. Nel suo roster ci sono Brent Faiyaz, Fisher, Umi, Rachel Platten e tanti altri.

 

Corite

Piattaforma decentralizzata svedese costruita su BNB Chain, fondata dall’ex Universal Mattias Tengblad con Emil Angervall e Emelie Olsson, Corite permette ai musicisti di aumentare gli introiti ottenendo finanziamenti tramite crowdfunding e condividendo i brani con i fan, senza perdere diritti sulle proprie opere. A loro volta, gli investitori e gli appassionati possono puntare sulle canzoni ricevendo una parte dei ricavi dallo streaming. I due principali casi di studio di Corite sono il norvegese Alan Walker (la sua hit PS5, con Salem Ilese e TXT, è diventata virale su TikTok) e lo svedese Oscar Stembridge, entrato in scuderia nel 2021 e da allora passato per festival importanti negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Europa, fino al premio di Rookie of the Year ai Denniz Pop Awards 2022.

 

Oltre a queste 10 piattaforme e alle tante altre che popolano questo mercato in espansione, meritano una segnalazione Sound.xyz per la pubblicazione di brani direttamente come NFT, Catalog per generare una sola copia digitale di una canzone e venderla ad un acquirente esclusivo, il servizio di streaming decentralizzato Audius e la piattaforma Relics per comprare pezzi in edizione limitata che se vanno forte nel mondo reale, crescono di valore e rarità anche come NFT. Infine, la workstation Arpeggi consente di comporre e mintare canzoni su blockchain e la piattaforma SoundMint di creare NFT di musica generativa, realizzata in collaborazione tra la creatività umana e l’intelligenza artificiale.

Immagine di Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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