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Trading online: l’identikit di chi ha successo

Nell'immagine una sala trading con diversi schermi che riportano grafici con andamenti azionari

La stragrande maggioranza dei trader perde denaro. Quante volte avete sentito questa avvertenza? Corrisponde a realtà visto che si stima che solo il 10-15% di chi si dedica a questa attività di investimento riesca a guadagnare con il trading online. Chi voglia leggere la stessa percentuale con gli occhiali dell’ottimismo potrebbe controbattere che qualcuno, però, guadagna. Un’indagine condotta da Deraweb, società operante nel settore del marketing strategico, su 10.000 investitori, ha cercato di identificare le caratteristiche principali del trader “provetto” italiano. Ecco cosa ne è uscito.

 

Laureato, apolitico, benestante: il profilo del trader provetto

Alcune delle indicazioni fornite dalla ricerca di Deraweb smentiscono gli stereotipi su chi fa trading online. Spesso queste persone vengono dipinte come sprovveduti alla ricerca di un guadagno tanto facile quanto impossibile. Probabilmente chi perde denaro non ha coscienza completa di cosa significhi svolgere l’attività del trader ma, secondo quanto risulta dallo studio, il 59% degli intervistati è laureato, con un’età compresa tra i 30 e i 59 anni, spostato e con figli.

“Emerge un quadro ben preciso e articolato” spiega Fabio De Lucia, amministratore delegato di Deraweb, che si occupa di aggiungere ulteriori informazioni sul trader provetto: “Il 63% non si sente rappresentato da alcuna forza politica, il 24% risiede in Lombardia – seguita da Emilia Romagna, Veneto, Lazio e Piemonte – il reddito medio va dai 30 ai 50 mila euro e la casa in cui vive è di proprietà nel 75% dei casi”.

Vengono fuori i tratti di una persona benestante, come evidenzia Andrea Unger, campione del mondo di trading per quattro volte e responsabile della Unger Academy: “Chi ha più possibilità perché vive in territori con più risorse ha dei vantaggi nell’affrontare i mercati finanziari. Anche l’età media individuata dal sondaggio è compatibile con la fascia d’età in cui si tende a rischiare maggiormente. Chi ha 30 anni si dedica al trading nella speranza di sistemarsi, mentre chi si avvicina ai 60 anni ha come priorità quella di garantirsi una maggiore tranquillità economica. Il fatto che il trader provetto sia coniugato e con figli dimostra, anche in questo caso, che il primo pensiero è la serenità della propria famiglia”.

 

Trading online: favoriti i laureati in materie scientifiche

Per quanto riguarda l’istruzione, Unger osserva che “la maggior parte dei trader è laureato in materie scientifiche, elemento che risulta in linea con le aspettative”. In questo senso gli ingegneri sembrano essere particolarmente adatti al trading online per la loro dimestichezza con numeri e algoritmi. Tuttavia non è tanto la laurea in discipline scientifiche a fare di un trader un buon trader, quanto piuttosto l’attitudine a ragionare basandosi su logica e razionalità. “Per fare trading occorre essere metodici, schematici e saper pianificare – chiosa Unger -. Se pensate che chi fa trading debba essere laureato per forza in economia siete fuori strada. Jesse Livermore, le cui strategie di trading sono ancora studiate oggi, era un semplice lavapiatti”.

Le figure dirigenziali, infine, riescono bene nel trading in quanto “hanno vantaggi soprattutto a livello di programmazione – prosegue – perché chi ha delle competenze specifiche può risultare favorito nell’apprendimento generale o nella personalizzazione delle strategie che andrà ad applicare”.

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