Il 1º maggio 2026 segna l’avvio dell’applicazione provvisoria dell’accordo commerciale interinale (interim Trade Agreement — iTA) tra l’Unione europea e il Mercosur. Si tratta di un momento storico dal punto di vista geopolitico e commerciale, perché crea la più grande area di libero scambio del mondo, con un mercato di oltre 780 milioni di persone.
È una grande opportunità per l’Italia che ha sempre avuto importanti rapporti storici e commerciali con la regione e che traina la sua economia sull’export. Siccome il principale l’impatto dell’accordo è l’eliminazione di dazi doganali tra le parti, previsioni indicano che nei prossimi 10 anni, solo con il Brasile, il flusso commerciale italiano potrebbe aumentare del 40%. Importante cogliere l’occasione, ma le imprese devono prepararsi. L’applicazione provvisoria dell’accordo produce effetti concreti e immediati nel piano tariffario e nella facilitazione doganale.
Tra i casi importanti possiamo indicare:
- Proprietà intellettuale e indicazioni geografiche. Il mutuo riconoscimento costituisce una novità rilevante: 220 indicazioni geografiche dei paesi Mercosur ottengono protezione nell’Ue. In senso inverso, 357 indicazioni geografiche europee (tantissime italiane) sono tutelate nel Mercosur, creando opportunità di premium pricing in mercati reciproci.
- Regole di origine. Il regime prevede l’autocertificazione di origine dopo un periodo transitorio di cinque anni. Le regole variano per settore: il tessile presenta requisiti di trasformazione più rigorosi; i prodotti chimici e farmaceutici richiedono soglie di contenuto locale specifico; i macchinari dipendono dal valore aggiunto regionale.;
Facilitazione doganale. L’accordo introduce procedure elettroniche semplificate, gestione del rischio come strumento antidiscriminatorio, riconoscimento reciproco degli Operatori Economici Autorizzati (Oea); - Barriere tecniche al commercio (TBT). L’accordo riconosce gli standard ISO, IEC, ITU e Codex Alimentarius come riferimento internazionale;
- Misure sanitarie e fitosanitarie (SPS). Si introduce un sistema di pre-listing: il paese esportatore attesta direttamente la conformità ai requisiti sanitari del paese importatore, eliminando la necessità di ispezione per ogni singola spedizione.
A cura di Eduardo Lorenzetti Marques – Head Latin American Desk Ughi e Nunziante studio legale









