Oracle vola in Borsa: backlog da 455 miliardi e AI al centro della strategia cloud

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Oracle vola in Borsa all’indomani dei conti del primo trimestre dell’anno fiscale 2026. A Wall Street, le azioni del colosso tecnologico stanno facendo registrare un’impennata di oltre il 30% a quasi 320 dollari per azione grazie al dato di una voce in particolare: i remaining performance obligations (Rpo), arrivati a 455 miliardi di dollari grazie a un aumento di addirittura il 359% rispetto allo stesso periodo del 2024.

 

In questo articolo:

 

  • Trimestrale Oracle: l’impennata del backlog
  • Gli altri dati
  • Oracle e l’AI

 

Trimestrale Oracle: l’impennata del backlog

Per capire il perché dell’esaltazione del mercato per la trimestrale di Oracle è necessario prima di tutto chiarire cosa sono i remaining performance obligations. Si tratta in sintesi del valore dei ricavi futuri che un’azienda è contrattualmente obbligata a ricevere da contratti esistenti, ma che non ha ancora erogato (per beni o servizi) o fatturato. È essenzialmente il “backlog” di ricavi futuri e include sia la fatturazione differita (ricavi già fatturati ma non ancora guadagnati) sia i ricavi non fatturati. 

In questa direzione, la crescita esponenziale è stata dettata da una componente ben precisa, rivelata nella nota ufficiale dalla stessa Safra Catz, a.d. di Oracle. “Abbiamo firmato quattro contratti multi-miliardari con tre diversi clienti in questo primo trimestre. Ciò ha portato il backlog a 455 miliardi di dollari. Nei prossimi mesi ci aspettiamo ulteriori contratti multi-miliardari e l’Rpo probabilmente supererà mezzo trilione di dollari”.

I contratti chiave includono accordi significativi con OpenAI, Meta e Nvidia, che hanno alimentato la crescita record del multicloud. Segmento che, secondo quanto dichiarato da Larry Ellison, presidente e responsabile tecnologico, ha visto una crescita dei ricavi del 1.529% nel trimestre”. Peraltro, l’azienda ha anche dichiarato che prevede ulteriori incrementi con l’aggiunta di 37 nuovi data center, portando il totale a 71. In questa direzione, il lancio del servizio Oracle AI Database consentirà ai clienti di utilizzare modelli AI avanzati come OpenAI ChatGPT, Google Gemini e xAI Grok direttamente sui dati Oracle, aprendo nuovi scenari di analisi e valore. 

 

Gli altri dati

Allargando lo spettro a tutta la trimestrale, Oracle ha registrato ricavi pari a 14,9 miliardi di dollari, in aumento del 12% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il cloud ha trainato la crescita con 7,2 miliardi di dollari di ricavi, in aumento del 28%, mentre i ricavi software hanno segnato una leggera flessione dell’1%, attestandosi a 5,7 miliardi di dollari. L’utile netto gaap è stato di 2,9 miliardi di dollari, con un utile per azione gaap di 1,01 dollari, in calo del 2% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. L’azienda ha registrato inoltre flussi di cassa operativi negli ultimi dodici mesi pari a 21,5 miliardi di dollari, in aumento del 13%.

Oltre al valore del backlog, un’altra prospettiva che ha fatto sorridere i mercati riguarda i ricavi del cloud infrastructure. Secondo le previsioni di Oracle cresceranno infatti del 77% a 18 miliardi di dollari nel corso del 2026, per poi salire progressivamente a 32, 73, 114 e 144 miliardi nei quattro anni successivi, gran parte già inclusi nel backlog.

 

Oracle e l’AI

Oltre ai risultati finanziari, Oracle ha annunciato due iniziative strategiche nel settore healthcare. La prima riguarda l’integrazione di funzionalità AI nel suo Patient Portal, consentendo ai pazienti di comprendere meglio dati clinici e risultati di test tramite spiegazioni in linguaggio naturale e assistenza interattiva basata su AI. La seconda iniziativa è l’apertura di un AI Center of Excellence per il settore sanitario, volto a supportare ospedali e cliniche nell’adozione sicura e regolamentata dell’intelligenza artificiale. Il centro offrirà ambienti cloud protetti, supporto alla gestione del cambiamento e consulenza normativa, con l’obiettivo di migliorare la qualità dell’assistenza e l’efficienza operativa.

 

Immagine di Massimiliano Carrà

Massimiliano Carrà

Classe 1994 e laureato in scienze della comunicazione a Palermo (sua città natale), si è specializzato a Milano sostenendo un Master in Radio e New Media Management & Content al Sole 24 Ore. Iscritto dal 2020 all'Ordine dei Giornalisti pubblicisti, dopo le esperienze in Radio 24, Class Editori, Money.it, Forbes Italia e Il Giornale è entrato nel 2025 in Borsa&Finanza, dove si occupa di approfondimenti macro-economici, startup, interviste e imprenditoria. Ama lo sport, la letteratura, il cinema e il mare. Gli piace visitare posti nuovi e scoprire nuove culture.

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