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Trimestrali USA: 5 punti chiave da osservare nei dati delle aziende tech

Trimestrali USA: 5 punti chiave da osservare nei dati delle aziende tech

La stagione delle trimestrali USA per le aziende tecnologiche di Wall Street è entrata nel vivo. Dopo i conti presentati da Snap, Microsoft e Alphabet, oggi si attendono i risultati di Meta Platforms, Qualcomm e Shopify. Poi domani sarà il turno di Apple, Intel e Amazon. Ci sarà tanta carne al fuoco su cui gli investitori presteranno la massima attenzione e che potrà determinare il corso delle azioni in Borsa nei prossimi mesi. Questo secondo trimestre rimane a prescindere uno dei più tribolati, con un’inflazione selvaggia che ha aumentato i costi per le aziende, riducendone i margini di profitto. Sullo sfondo vi è la paura che possa arrivare una recessione che comporti un calo sostanziale della domanda e quindi dei ricavi per le società.

 

Trimestrali USA: cosa guarderanno gli investitori per le aziende tech

Ma quali saranno i punti chiave su cui si concentreranno gli osservatori di mercato nelle trimestrali USA riguardo le aziende tech? Fondamentalmente saranno cinque. Il primo riguarda la pubblicità. Questa è stata la motivazione per cui le azioni di Snap sono letteralmente sprofondate con una perdita del 40% circa nel giorno del rilascio della trimestrale. Le aziende hanno ridotto il budget pubblicitario per effetto dell’inflazione e questo si va a ripercuotersi su quei gruppi che fanno degli annunci la parte centrale del proprio business. Non solo, anche società come Microsoft, la cui componente pubblicità conta per circa l’8% dei ricavi, risentono notevolmente dell’andamento della spesa delle aziende. Comunque non è solo una questione di budget pubblicitario. Vi sono altri due fattori che incidono notevolmente. Uno che riguarda il giro di vite di Apple sulla privacy in merito alla condivisione di informazioni sulle app. E un altro che fa riferimento alla concorrenza da parte di un’azienda come TikTok, che sta cannibalizzando il mercato grazie al suo straordinario successo.

Il secondo punto chiave concerne il cloud. Con la recessione in arrivo e il calo generalizzato dei ricavi, ciò che tiene in piedi le entrate delle aziende è il cloud computing per cui la domanda è in costante aumento, sebbene con un ritmo più lento rispetto al periodo pandemico. Il rischio che i clienti possano tagliare le loro spese in vista di una flessione economica che impatta sulle loro capacità di spendere esiste. Del resto, la componente cloud di aziende come Microsoft, Google e Amazon è al servizio di social network, siti di streaming video e servizi di e-commerce, che hanno visto tutti un rallentamento della loro attività.

Il terzo punto è relativo alle prospettive per l’e-commerce. Quasi certamente ci sarà un calo delle vendite di società come Amazon perché, con l’inflazione così alta e lo spauracchio della recessione, i consumatori hanno ridotto drasticamente i consumi per i beni discrezionali. L’unica nota lieta in questo contesto è che le aspettative sono basse, quindi sarà più difficile che alla fine i dati deludano troppo il mercato.

Il quarto punto riguarda la domanda per PC e smartphone. È chiaro che in questo caso il pensiero va alla trimestrale di Apple, ma molte indicazioni verranno da Intel e Qualcomm ad esempio. Sulla base dei dati estrapolati da alcune società di ricerca come IDC e Gartner, le vendite di PC e smartphone hanno subito una contrazione. I motivi sono vari. Innanzitutto, i consumatori hanno accumulato nuovi dispositivi durante la pandemia, che non hanno ancora bisogno di essere sostituiti. E poi vi è un approccio più conservativo degli acquisti, proprio per gli effetti che conosciamo dell’inflazione, del pericolo di una recessione e di un mercato del lavoro più ristretto.

Il quinto punto attiene alla forza del dollaro. Questa accomuna la situazione di gran parte delle trimestrali USA che si riferiscono ad aziende che hanno gran parte dei guadagni all’estero. Quanto inciderà l’effetto cambio sarà importante, perché le previsioni sono di un impatto sui guadagni dai 2 ai 4 punti percentuali. Con qualcuno che potrebbe avere delle sorprese ancora più sgradite.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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