Wall Street al bivio delle trimestrali: l’AI alla prova dei conti delle big tech

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Entra nel vivo la stagione delle trimestrali del quarto trimestre 2025, in un mercato che, dopo tre anni di rendimenti a due cifre, sta tornando a chiedere disciplina, sia sugli utili e sui margini che sulla qualità della crescita. L’S&P 500 è in rialzo di circa l’1% dall’inizio dell’anno, ma la valutazione resta elevata: oltre 22 volte gli utili attesi, a fronte di una media storica di lungo periodo pari a 15,9. In questo contesto, l’attenzione del mercato si sposta dalla narrativa alla capacità di esecuzione. Il rispetto delle attese sugli utili diventa centrale, ma lo è anche la verifica della sostenibilità degli investimenti, in particolare quelli legati all’intelligenza artificiale.

Il nodo di questa stagione di trimestrali non è tanto il valore strategico dell’intelligenza artificiale, ormai acquisito, quanto la capacità delle aziende di dimostrare che la spesa in infrastrutture e data center stia iniziando a tradursi in risultati economici misurabili e duraturi.

 

In questo articolo:

 

  • Trimestrali Usa, il banco di prova parte dai semiconduttori
  • Le Magnifiche 7: un quinto dell’indice e una quota enorme delle aspettative
  • AI e data center: il mercato vuole prove di ritorno, non solo capex

 

Trimestrali Usa, il banco di prova parte dai semiconduttori

Le prime indicazioni arrivano dal settore dei semiconduttori, snodo chiave tra investimenti e ciclo industriale. In particolare, l’azienda statunitense Texas Instruments ha indicato aspettative di crescita degli utili nel trimestre, sostenute dal maggiore contributo dei data center alle vendite e da un recupero del mercato industriale, con numeri del quarto trimestre superiori alle attese del consenso. Come riporta Milano Finanza, gli analisti di Equita Sim, ritengono i messaggi emersi “incoraggianti anche per Stmicroelectronics”, in particolare per quanto riguarda il graduale recupero ciclico nei segmenti automotive e industriale. Equita ricorda inoltre che, pur non rappresentando il data center un driver per Stm nel 2025, dal 2026 (e soprattutto dal 2027) il gruppo dovrebbe iniziare a beneficiare dell’esposizione ai data center legati all’intelligenza artificiale, attraverso chip orientati a migliorare la connettività e l’efficienza energetica, come le soluzioni in silicon photonics e le architetture a 800 volt. Su Stm, infatti, la raccomandazione è buy, con prezzo obiettivo a 30 euro.

 

Le Magnifiche 7: un quinto dell’indice e una quota enorme delle aspettative

Le vere protagoniste di questa settimana sono quattro delle “Magnifiche 7” – Apple, Microsoft, Meta Platforms e Tesla – che insieme rappresentano circa un quinto della capitalizzazione dell’S&P 500. Microsoft, Meta e Tesla pubblicheranno i risultati oggi, 28 gennaio, dopo la chiusura di Wall Street, mentre Apple seguirà domani. Per il gruppo di Cupertino, il consenso di mercato indica utile per azione pari a 2,65 dollari e ricavi per 137,5 miliardi, entrambi in crescita di oltre il 10% su base annua. Anche le attese su Microsoft restano elevate, con utili per azione stimati a 3,88 dollari e ricavi attesi a 80,2 miliardi, dopo recenti revisioni al rialzo delle stime. Per Meta Platforms, il mercato prevede utili per azione a 8,15 dollari e ricavi per 58,4 miliardi, con una crescita del fatturato più sostenuta rispetto a quella degli utili. Il vero interesse degli operatori sarà rivolto a Nvidia, ma per i conti del colosso dell’AI bisognerà attendere ancora un mese.

In ogni caso, sono numeri che, in un mercato “a multipli alti”, diventano implicitamente un test sulla visibilità delle tendenze per il 2026 e sulla tenuta delle scelte di allocazione del capitale. Sul tema performance, il quadro resta eterogeneo: negli ultimi dodici mesi il gruppo delle Magnifiche 7 ha mostrato una performance inferiore rispetto al mercato nel suo complesso, ma con differenze marcate tra i titoli. Si tratta di un elemento che suggerisce come il mercato non stia più premiando in blocco il “cluster tech”, ma stia selezionando e chiedendo segnali specifici su crescita e monetizzazione.

 

AI e data center: il mercato vuole prove di ritorno, non solo capex

Dopo tre anni consecutivi di rendimenti a due cifre, l’S&P 500 avanza di circa l’1% dall’inizio dell’anno. La valutazione dell’indice si colloca sopra le 22 volte gli utili attesi, ben al di sopra della media storica di lungo periodo pari a 15,9. In questo contesto, il rispetto delle attese sugli utili assume un peso centrale. “Possiamo essere distratti dai dati macroeconomici o dai fattori geopolitici, ma alla fine sono gli utili a fare la differenza”, ha evidenziato Chris Galipeau, senior market strategist di Franklin Templeton.

È proprio su questo terreno che si concentra uno dei nodi principali della stagione delle trimestrali: la capacità delle aziende di dimostrare benefici concreti dagli investimenti nell’intelligenza artificiale. Nella parte finale del 2025, i timori che l’ingente spesa per data center e infrastrutture non si traducesse in ritorni adeguati hanno pesato sul comparto tecnologico e sui titoli più esposti al tema, alimentando interrogativi sulla sostenibilità del ciclo dopo un lungo periodo in cui gli stessi gruppi avevano sostenuto il mercato rialzista. Il mercato, in questa fase, non chiede più una narrazione strategica, ma riscontri nei conti: crescita dei ricavi, leva operativa, composizione del mix e disciplina dei costi. “È importante che le principali aziende dell’S&P 500 continuino a promuovere queste iniziative, affinché il mercato percepisca che non si tratta solo di investimenti in edifici e infrastrutture”, ha dichiarato un analista di Pnc a Reuters. In termini di mercato, il messaggio è che non basta più costruire capacità, occorre dimostrare che quella capacità genera domanda, potere di prezzo e risultati economici.

 

Immagine di Hillary Di Lernia

Hillary Di Lernia

Classe 1994 e laureata in scienze della comunicazione, si è specializzata in sociologia conseguendo successivamente un master in criminologia. Giornalista pubblicista, ha collaborato con diverse testate finanziarie tra cui Bluerating e Milano Finanza, occupandosi di risparmio gestito e approfondimenti sui mercati finanziari. Oggi svolge anche la professione di criminologa e giornalista d’inchiesta, con particolare attenzione alle dinamiche sociali, economiche e criminali.

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