La startup indiana MoEngage è l’impresa innovativa più cool del momento. L’azienda asiatica ha annunciato la chiusura di un round di finanziamento di Serie F da 180 milioni di dollari, follow-up del precedente round da 100 milioni chiuso all’inizio di novembre e guidato da A91 Partners e Goldman Sachs Alternatives, la divisione di Goldman Sachs dedicata a venture capital e private equity.
Il round addizionale da 180 milioni, guidato dai nuovi investitori ChrysCapital e Dragon Funds insieme a Schroders Capital e alla conferma di Tr Capital e B Capital, porta la raccolta complessiva a 280 milioni di dollari e quella totale a 307 milioni. Nell’ultimo round, 123 milioni sono stati raccolti come capitale secondario, inclusi 15 milioni di offerta da parte dei dipendenti che hanno fornito liquidità a 259 dipendenti attuali ed ex dipendenti, mentre i restanti 57 milioni sono stati raccolti come capitale primario e sono stati investiti nell’azienda. Una decisione che ha acceso i riflettori su missione e strategia della martech asiatica.
In questo articolo:
- Perché la startup indiana MoEngage attira tanti investitori
- Cosa fa l’azienda e qual è la sua valutazione post-money
Perché la startup indiana MoEngage attira tanti investitori
Fondata nel 2014 come DelightCircle dall’amministratore delegato Raviteja Dodda e dal direttore tecnico e responsabile della sicurezza informatica Yashwanth Kumar, MoEngage ha sede a Bangalore e a San Francisco. La sua è una piattaforma di customer engagement, ovvero coinvolgimento del cliente, realizzata con soluzioni di intelligenza artificiale: la Cep (Customer engagement platform) aiuta i responsabili marketing e i product manager che desiderano coinvolgere, riacquisire o fidelizzare i clienti.
I marchi utilizzano MoEngage come una piattaforma martech omnicanale: uno strumento unico di marketing technology per coinvolgere i clienti su più canali (come le notifiche via smartphone, e-mail, sms, in-app e WhatsApp) e più piattaforme (come app mobile e sito web). Grazie all’analisi degli insight, MoEngage aiuta a esaminare il comportamento dei clienti e li supporta durante l’intero customer journey, ponendo al centro la privacy e la sicurezza per garantire che la comunicazione avvenga nel modo più trasparente e semplice possibile.
Il cuore della tecnologia di MoEngage è l’intelligenza artificiale generativa: la martech ha lanciato Merlin AI, uno strumento che sfrutta l’Llm Gpt di OpenAI per massimizzare il coinvolgimento dei clienti e realizzare campagne più efficaci. L’agente impara dalle prestazioni delle precedenti campagne, comprende il contesto in cui muoversi in base al pubblico e al caso d’uso, individua automaticamente la variante di messaggio più adatta e il momento in cui inviarla, considera l’impatto positivo e negativo di determinate parole chiave e aiuta a creare campagne con un Roi elevato.
Gli strumenti di analisi e messaggistica della startup hanno contribuito a migliorare l’onboarding, l’attivazione e le vendite incrociate nella maggior parte dei clienti. La exit degli investitori non è stata da meno: società di venture capital come Ventureast, che ha sostenuto MoEngage nel 2018 e ora è uscito dal capitale, hanno registrato un ritorno sull’investimento su base mista di circa dieci volte. A favorire l’azienda è anche la struttura di costi basata sull’India, che l’ha aiutata a competere in modo più efficace negli Stati Uniti, ampliando al contempo l’attività.
Cosa fa l’azienda e qual è la sua valutazione post-money
Le soluzioni di MoEngage si rivolgono a specifici settori, in particolare servizi finanziari, media e intrattenimento, cibo e bevande, viaggi e ospitalità, retail e e-commerce. Tra i clienti della startup figurano istituti e aziende importanti come Generali, Zurich e Citibank, SoundCloud e Magenta, Starbucks, Domino’s Pizza e Foodhub, Easybook, Swvl e Travelodge, Samsung, 7-Eleven, Landmark Group e Benetton. Ad oggi la piattaforma è utilizzata da marchi di consumo grandi e piccoli in 75 paesi diversi.
Il round di finanziamento di Serie F da 180 milioni ha condotto ad una valutazione post-money superiore a 900 milioni di dollari, stando a quanto riferisce una fonte vicina all’accordo. La società indiana non ha divulgato cifre ufficiali, ma la startup si sarebbe avvicinata ai 100 milioni di dollari di Arr (Annual recurring revenue), il fatturato annuale ricorrente. Oltre il 30% del suo fatturato arriva dal Nord America, il 25% dall’Europa e dal Medio Oriente e il restante 45% dall’India e dal Sud-est asiatico.
Il nuovo capitale raccolto servirà ad aggiornare e perfezionale la suite Merlin AI e ad ampliare l’uso di agenti di intelligenza artificiale per migliorare i processi decisionali e l’efficienza dei team di marketing. La startup sta inoltre investendo nei team di prodotto e di progettazione, integrando i suoi strumenti di analisi e messaggistica transazionale in un’offerta più ampia. Questa mossa prevede di aumentare il valore medio dei contratti e di espandere il suo mercato target. Parte del capitale fresco raccolto verrà indirizzato ad acquisizioni strategiche, in particolare negli Stati Uniti e in Europa, puntando su software house che integrino la sua piattaforma o contribuiscano ad accelerare la sua espansione in quei mercati.
La struttura di raccolta, caratterizzata da un’elevata componente secondaria, riflette la posizione avanzata della martech, che permette ai primi investitori e ai dipendenti di acquisire liquidità senza costringere l’azienda a una quotazione in Borsa a breve termine. Un approccio che dona a MoEngage la flessibilità di scegliere i prossimi passi in base alle priorità aziendali, piuttosto che alle tempistiche di uscita degli investitori. La startup indiana punta comunque alla quotazione tra un paio d’anni, a seconda delle condizioni di mercato e di altri fattori. L’obiettivo immediato è rendere l’Ebitda positivo nell’ultimo trimestre del 2025 e puntare a un tasso annuo di crescita composto del 35% nei prossimi tre anni.
“Se c’è un filo conduttore che unisce tutto ciò che abbiamo fatto quest’anno, è questo: crediamo nel coinvolgimento di tutti – scrive Dodda nel post che annuncia il round da 180 milioni sul blog dell’azienda –. I nostri dipendenti, attraverso l’offerta pubblica di acquisto. I nostri primi investitori, attraverso significativi eventi di liquidità. I team dei nostri clienti, attraverso strumenti che aiutano prodotto e marketing a lavorare insieme anziché separatamente. Il prossimo capitolo di MoEngage riguarda la connessione. Non solo tra brand e clienti, ma anche tra i team responsabili di queste esperienze”.









