Da mercoledì 9 dicembre Twenty One Capital, la piattaforma finanziaria nativa Bitcoin guidata da Jack Mallers, l’amministratore delegato di Strike, sarà quotata in Borsa. È la prima volta in assoluto che una società nativa Bitcoin sbarca sul Nyse. Twenty One detiene 43.514 Btc per un valore di 4 miliardi di dollari e i suoi azionisti di maggioranza sono l’exchage Bitfinex e Tether, l’azienda di Paolo Ardoino e Giancarlo Devasini che emette Usdt, la stablecoin più diffusa al mondo con 500 milioni di utenti.
Il debutto a Wall Street avverrà a seguito della fusione con la Spac Cantor Equity Partners (Cep), supportata dalla società di servizi finanziari Cantor Fitzgerald della famiglia Lutnick. Da società di pagamenti in Bitcoin, Twenty One si trasforma in tesoreria che accumula e gestisce Btc. Il modello è quello di Strategy, l’azienda di Michael Saylor che possiede 650.000 Bitcoin dal valore approssimativo di 55,2 miliardi di dollari ed è la società quotata in Borsa a detenere il maggior numero di Btc, oltre ad essere uno dei principali detentori al mondo.
In questo articolo:
- Twenty One Capital, la Bitcoin firm annuncia l’Ipo
- Le parole di Jack Mallers e Paolo Ardoino
- Gli azionisti: non solo Tether e Bitfinex
Twenty One Capital, la Bitcoin firm annuncia l’Ipo
Con i suoi 43.514 Bitcoin, Twenty One Capital è il terzo maggiore detentore tra le quotate alla Borsa di New York. Davanti all’azienda di Jack Mallers ci sono Strategy con 650.000 Btc e la società di mining Mara con 53.250 Btc. La quotazione di Twenty One in versione treasury, arrivata nei giorni successivi alle polemiche sulla chiusura (senza spiegazioni) dei conti personali di Mallers da parte di JPMorgan Chase, permetterà agli investitori di avere un’esposizione pubblica alla criptovaluta attraverso i mercati azionari tradizionali. La società sottolinea che la sua attività si concentrerà esclusivamente sull’accumulo di Bitcoin a capitale efficiente e sullo sviluppo di servizi correlati all’ecosistema Btc.
L’innovazione di casa Twenty One Capital (il suo ticker sarà XXI) è l’introduzione di una metrica Bitcoin per share che consente agli investitori di monitorare in prima persona le proprie partecipazioni. La misura sarà verificabile in tempo reale con una prova onchain delle riserve. “Questo listing fornisce agli investitori un modo trasparente e regolamentato per accedere a Bitcoin senza detenere direttamente l’asset”, puntualizza la società, lanciata come ponte tra le operazioni crypto-native e i mercati azionari tradizionali.
Le parole di Jack Mallers e Paolo Ardoino
“I mercati hanno bisogno di denaro affidabile per misurare il valore e allocare il capitale in modo efficiente – spiega Mallers in una nota –. Crediamo che Bitcoin sia la risposta, e Twenty One è il modo in cui portiamo questa risposta sui mercati pubblici. La nostra missione è semplice: diventare l’azienda di maggior successo nel settore Bitcoin, l’opportunità finanziaria più preziosa del nostro tempo. Non siamo qui per battere il mercato, siamo qui per costruirne uno nuovo. Un titolo pubblico, creato dai Bitcoiners, per i Bitcoiners”.
“Bitcoin è uno dei pochi asset realmente decentralizzati, immutabili e resistenti alla censura, e il suo ruolo come fondamento di un nuovo sistema finanziario è inevitabile – aggiunge Ardoino –. Con Jack al timone, siamo orgogliosi di sostenere questo sforzo volto a promuovere l’adozione del Bitcoin e a rafforzare il suo ruolo di riserva di valore definitiva. Noi di Tether abbiamo sempre creduto nel sostegno alle iniziative che rafforzano il dominio e l’utilità nel mondo reale di Bitcoin. Twenty One adotterà un approccio che privilegia Btc, in linea con la nostra visione: dare priorità all’accumulo rispetto alla speculazione e costruire valore a lungo termine per coloro che comprendono ciò che Bitcoin rappresenta”.
Gli azionisti: non solo Tether e Bitfinex
Con il 58,8% delle azioni e oltre il 70% dei diritti di voto, Tether e Bitfinex sono i principali azionisti di Twenty One Capital, ma non gli unici. SoftBank Group, la holding giapponese guidata dall’amministratore delegato Masayoshi Son, ha una partecipazione di minoranza pari al 24% delle azioni. Il resto del capitale è degli azionisti pubblici di Cantor Equity Partners (Cep) e di Cantor Fitzgerald, lo sponsor principale della Spac.
Negli stessi giorni dell’annuncio che rende Bitcoin pubblico per la prima volta, Tether, che da sola detiene la maggioranza di voto del 51,7% di Twenty One Capital, ha in corso un collocamento privato per raccogliere 15 miliardi di dollari entro la fine del 2025. La raccolta potrebbe dare all’azienda una valutazione di 500 miliardi e agli investitori una quota del 3%.
L’agenzia di rating Standard & Poor’s, tuttavia, ha da poco declassato Tether da constrained (quarto livello) a weak (quinto livello), il grado di valutazione di stabilità più basso, rendendo complicata l’operazione. Stando a quanto ammesso da S&M, Tether ha aumentato l’esposizione ad asset ad alto rischio all’interno delle riserve che dovrebbero garantire la parità della stablecoin Usdt con il dollaro.









