UBP: POSITIVI SULL’ORO PER FRONTEGGIARE I CIGNI NERI

Sta tenendo le posizioni minime del 2020 dopo un exploit a quota 1.700$. Se regge, per gli analisti della banca svizzera, il sentiment degli investitori resta molto buono

 

I prezzi dell’oro sono stati sotto pressione a fine di febbraio insieme ai mercati azionari. Alcuni analisti sostengono che ciò sia dovuto alla necessità degli investitori di chiudere alcune posizioni vincenti per pagare il margine sulle operazioni in perdita, ovvero incassare i guadagni delle posizioni in oro per coprire le margin call sulle perdite azionarie.

Ciononostante, la caratteristica di safe asset del metallo giallo è stata recuperata durante la prima settimana di marzo, con i prezzi dell’oro che hanno riportato un rally verso i 1700 dollari l’oncia (livello che non si vedeva da dicembre 2012). Il prezzo del gold è poi tornato nell’area dei 1600 per la stessa ragione che si era verificata a fine febbraio, ovvero gli investitori hanno nuovamente incassato i precedenti guadagni dell’oro per soddisfare l’esigenza di liquidità, dato che i mercati azionari sono sotto continua pressione mentre nella seduta del Black Thursday, il giovedì nero che ha segnato il record negativo di sempre per Piazza Affari (e il secondo peggiore di tutti i tempi per Wall Street) l’oro ha subito un forte calo ma rimanendo ai livelli del 2020, anche se nella seduta del venerdì sta scivolando sui minimi proprio del 3 gennaio in area 1.540 dollari l’oncia.


Grafico Oro by TradingView

Ubp: positivi sull’oro, fiducia nelle Banche Centrali

Gli analisti di Ubi tuttavia sono ancora positivi sull’oro, soprattutto in un contesto di questo tipo e valutano il mercato del gold secondo diverse prospettive. Sul fronte macro, le aspettative di crescita economica sono riviste al ribasso a causa dell’epidemia di coronavirus anche se speriamo che gli effetti siano transitori. Ci si aspetta che l’azione delle Banche Centrali abbia effetti sui rendimenti globali, migliorando così il costo opportunità di detenere oro. Inoltre, sono in gioco anche altri fattori sul versante geopolitico, tra cui la guerra sui prezzi del petrolio e le rinnovate tensioni in Medio Oriente tra USA e Iran.

 

Flussi, disponibilità e sentiment

Per quanto riguarda i flussi, gli ETF sull’oro ne hanno attirato di nuovi (+6,6% YTD) fino a raggiungere il massimo storico e il posizionamento speculativo è al suo livello più alto di sempre, il che significa che gli investitori sono positivi sul sottostante. Ciononostante, il suggerimento è di rimanere cauti su questo fattore, in quanto il trend potrebbe invertirsi rapidamente in caso di importanti notizie più positive. Dal punto di vista della disponibilità fisica, se la domanda al dettaglio proveniente principalmente dall’Asia (Cina e India) è messa in discussione dai prezzi elevati e dalla situazione locale, le Banche Centrali stanno perseguendo la loro strategia di diversificazione delle riserve offrendo un certo sostegno al mercato dell’oro. Sul fronte tecnico, lo slancio e il sentiment sono positivi sul prezzo del metallo prezioso e la volatilità implicita è balzata sopra quota 20 per la prima volta dal 2013, il che è particolarmente interessante.