Ubs nel mirino del regolatore svizzero, Finma intensifica i controlli e chiede nuovi poteri

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Solo cartellini rossi, nessun giallo. Con questa immagine Marlene Amstad, presidente della Finma, ha sintetizzato il limite strutturale dell’autorità di vigilanza svizzera: revocare licenze o vietare l’esercizio professionale, senza alcuno strumento intermedio a effetto deterrente. È il paradosso al centro della retrospettiva annuale pubblicata oggi, in cui il 2025 viene descritto come un anno ad alto rischio, con tensioni macroeconomiche e geopolitiche in accentuazione. Su 113 banche ispezionate, oltre un terzo dei controlli ha riguardato Ubs, il cui piano d’emergenza è stato classificato come non attuabile. A fare da cornice, un numero record di iscrizioni nella lista d’allerta per investitori: un quadro che spinge l’autorità elvetica a chiedere al legislatore poteri sanzionatori più incisivi.

 

In questo articolo:

 

  • Finma, come il regolatore svizzero ha colpito le banche nel 2025
  • Il nodo Ubs: piano d’emergenza insufficiente, capitale sotto esame
  • Strumenti insufficienti: la Finma chiede il “cartellino giallo”

 

Finma, come il regolatore svizzero ha colpito le banche nel 2025

Nel corso dell’anno la Finma ha rilevato gravi carenze presso diversi istituti bancari, adottando misure correttive di diversa natura e intensità. In 14 casi ha disposto un supplemento di fondi propri specifico per singola banca; in sette ha imposto limitazioni operative accompagnate da un divieto di effettuare acquisizioni. Sul fronte dei procedimenti di enforcement, ossia indagini finalizzate ad accertare comportamenti illeciti, ne sono stati avviati 15, mentre 55 si sono conclusi nel corso dell’anno.

Sul fronte delle misure straordinarie, a febbraio la Finma ha posto in liquidazione la banca privata zurighese MBaer Merchant Bank per gravi violazioni delle norme antiriciclaggio, vicenda che ha contestualmente innescato un’indagine da parte del Ministero pubblico della Confederazione. L’attività di sorveglianza si è estesa anche al di là del perimetro bancario, coinvolgendo 43 compagnie assicurative e 20 soggetti operanti nell’asset management. In quest’ultimo ambito, la Finma ha condotto per la prima volta stress test sulla liquidità dei fondi d’investimento svizzeri, ampliando così il proprio perimetro di analisi prudenziale. Le segnalazioni ricevute da privati e autorità hanno generato circa 450 accertamenti su operatori potenzialmente abusivi. Le iscrizioni nella lista d’allerta destinata agli investitori, che mette in guardia da operatori del mercato finanziario potenzialmente non autorizzati, hanno raggiunto quota 300, un livello record.

 

Il nodo Ubs: piano d’emergenza insufficiente, capitale sotto esame

La più grande banca elvetica è sotto osservazione rafforzata sin dall’acquisizione di Credit Suisse, avvenuta nel marzo 2023 nell’ambito di un piano di salvataggio orchestrato dalle autorità svizzere, con un corrispettivo di tre miliardi di franchi svizzeri e una rete di garanzie pubbliche di portata straordinaria. La Finma ha valutato il piano d’emergenza presentato dalla banca a fine 2024 come sostanzialmente conforme ai requisiti di legge sul piano formale, stabilendo al contempo che, nella forma attuale, il documento non è in grado di garantire una gestione adeguata dei rischi per la stabilità del sistema finanziario. L’autorità ha pertanto classificato il piano come non attuabile allo stato attuale, chiedendo a Ubs di rendere operative le opzioni di risoluzione alternative e di aggiornare il piano di conseguenza.

Il bilancio consolidato dell’istituto supera oggi i 1.600 miliardi di dollari, una cifra prossima al doppio del Pil svizzero, che configura Ubs come un fattore di rischio sistemico strutturale per la Confederazione. In tale contesto, Finma e Banca Nazionale Svizzera avrebbero già trasmesso al management della banca nuove linee guida che prevedono un rafforzamento del capitale primario (CET1) di dieci miliardi, con l’obiettivo dichiarato di ridurre la dipendenza implicita dell’istituto da eventuali interventi statali e di costruire un cuscinetto di assorbimento delle perdite più robusto. Qualora i requisiti venissero confermati, Ubs sarebbe chiamata a rivedere i propri piani di distribuzione agli azionisti: i programmi di riacquisto di azioni proprie, presentati dal management come leva per sostenere la quotazione del titolo, potrebbero subire un rallentamento già nella seconda metà del 2026.

 

Strumenti insufficienti: la Finma chiede il “cartellino giallo”

Con gli strumenti attualmente a disposizione, la Finma dispone in sostanza di un unico strumento sanzionatorio definitivo: la revoca della licenza o il divieto di esercizio della professione. La presidente del consiglio d’amministrazione Marlene Amstad ha illustrato questo limite strutturale in conferenza stampa ricorrendo a una metafora calcistica: l’autorità agisce oggi come un arbitro dotato esclusivamente di “cartellino rosso”, privo di qualsiasi strumento intermedio a effetto deterrente. Le sanzioni pecuniarie rappresenterebbero il “cartellino giallo” ancora assente dall’arsenale regolatorio, con una funzione preventiva che l’attuale quadro normativo non consente di esercitare.

Tra i nuovi poteri formalmente rivendicati dalla Finma figurano l’introduzione di un regime di responsabilità individuale per i dirigenti, la facoltà di comunicare pubblicamente in modo più attivo in merito ai procedimenti conclusi e la possibilità di intervenire in una fase precoce rispetto all’emersione delle irregolarità. L’insieme di queste richieste delinea una riforma strutturale delle competenze dell’organo di vigilanza, che ambisce a dotarsi di una capacità d’azione graduata, proporzionata e tempestiva, in linea con i modelli adottati da altre autorità di vigilanza europee.

 

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Hillary Di Lernia

Classe 1994 e laureata in scienze della comunicazione, si è specializzata in sociologia conseguendo successivamente un master in criminologia. Giornalista pubblicista, ha collaborato con diverse testate finanziarie tra cui Bluerating e Milano Finanza, occupandosi di risparmio gestito e approfondimenti sui mercati finanziari. Oggi svolge anche la professione di criminologa e giornalista d’inchiesta, con particolare attenzione alle dinamiche sociali, economiche e criminali.

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