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UBS offre un rimborso fino al 90% agli investitori legati a Greensill

UBS offre un rimborso fino al 90% agli investitori legati a Greensill

UBS cerca di mettere una pezza sui disastri creati da Credit Suisse offrendo agli investitori legati a Greensill Capital fino al 90% del denaro perso negli scandali del 2021. Greensill Capital era una società finanziaria britannica che offriva finanziamenti strutturati alla catena di approvvigionamento appoggiandosi al supporto di banche come Credit Suisse. La banca svizzera dal 2017 ha lanciato in relazione a Greensill quattro fondi (Credit Suisse Supply Chain Finance Funds), presentati come a basso rischio e ad alto rendimento, nei quali la clientela ha investito circa 10 miliardi di dollari.

Tra i soggetti a cui Greensill ha prestato denaro figurano grossi nome come: GFG, l’attività metallurgica di Sanjeev Gupta; Bluestone Resources, il gruppo minerario di proprietà del governatore del West Virginia Jim Justice; e Katerra, la società di costruzioni finanziata dal Vision Fund di SoftBank. La società fondata dall’imprenditore Lex Greensill è però fallita nel 2021 in quanto le compagnie di assicurazione non hanno rinnovato la loro copertura. Così gli investitori di Credit Suisse hanno visto andare in fumo il loro denaro.

Questo è stato uno dei fattori, insieme al crollo di Archegos Capital Management, che ha contribuito alla crisi di Credit Suisse e che ha portato nel 2023 è arrivato il salvataggio di emergenza di UBS. Quest’ultima ora ha offerto agli investitori dei Credit Suisse Supply Chain Finance Funds in essere al 25 febbraio 2021 di rientrare del 90% del capitale attingendo ad accantonamenti per 900 milioni di dollari da contabilizzare nel secondo trimestre. L’offerta è valida a partire da oggi e fino alla fine di luglio.

UBS: quanto incide sul bilancio la mossa di rimborsare gli investitori di Greensill

Secondo i documenti di Credit Suisse, a febbraio 2023 la banca aveva rimborsato gli investitori di due dei quattro fondi legati Greensill Capital e rimanevano circa 2,6 miliardi di dollari ancora da estinguere. L’azione di UBS ora “mira a dare agli investitori in fondi certezza, un’uscita accelerata dalle loro posizioni e un alto livello di ripresa finanziaria” ha affermato l’istituto finanziario guidato da Sergio Ermotti in un comunicato. “Consentirà un’uscita anticipata dagli investimenti in fondi rispetto alle distribuzioni nell’ambito del processo di recupero in corso”.

La misura non impatterà sui risultati del gruppo, ha precisato UBS. Tuttavia ci sono ancora le cause in tribunale da affrontare in merito alla vicenda Greensill e, secondo quanto emerge dal rapporto annuale della banca zurighese relativo al 2023, le spese legali potrebbero superare sostanzialmente il livello degli accantonamenti. Nel mese di aprile UBS aveva affermato che il recupero degli asset avrebbe potuto prolungarsi fino al 2031 e costare alla banca 321 milioni di dollari, in aumento rispetto a una precedente stima di 291 milioni di dollari.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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