L’Ucraina verso la creazione di una riserva strategica di Bitcoin

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Dopo la decisione degli Stati Uniti di istituire la sua strategic reserve, anche l’Ucraina è al lavoro per lanciare una riserva strategica pubblica di Bitcoin. Il deputato Yaroslav Zhelezniak, economista e in passato consigliere dell’ex primo ministro Volodymyr Groysman, ha presentato alla Verchovna Rada, il Parlamento ucraino, un disegno di legge per inserire la criptovaluta nella scorta nazionale che già include l’oro e le valute estere.

La proposta è rivolta alla Nbu, la National Bank of Ukraine, senza alcun tipo di obbligo: la decisione finale sull’acquisto e sulla gestione degli asset digitali spetterà esclusivamente alla Banca centrale dell’Ucraina. Secondo il disegno di legge, infatti, la Nbu avrà il diritto di includere le cripto-attività nella sua riserva, decidendo in piena autonomia tempi, modalità e quantità da comprare. Il piano è ambizioso e potrebbe avere un valore potenziale di svariati miliardi di dollari.

 

In questo articolo:

 

  • Ucraina lavora alla sua riserva strategica di Bitcoin
  • Come l’Ucraina sviluppa la sua economia digitale

 

Ucraina lavora alla sua riserva strategica di Bitcoin

Il modello è quello fornito da Donald Trump: con un ordine esecutivo, il presidente degli Stati Uniti ha chiesto al suo governo di creare due riserve nazionali di criptovalute, una di Bitcoin e una seconda contenente Xrp, Solana e Cardano. Ma gli Usa non sono l’unica nazione al mondo a muoversi in questo senso. La Cina ha utilizzato i Btc del sequestro di PlusToken per raccogliere quasi 20 miliardi di dollari. La Svizzera, il Brasile, il Venezuela, il Pakistan, il Kirghizistan e alcuni Paesi dell’Unione europea, tra cui la Finlandia e la Repubblica Ceca, stanno lavorando per includere asset digitali nelle loro riserve.

Il disegno di legge ucraino è il numero 13356 del 10 giugno 2025 e attualmente è in fase di revisione in commissione Finanza, prima dell’approdo in Parlamento. Alla Verchovna Rada spetterà il compito di favorire politiche pubbliche efficaci e un quadro normativo chiaro, stabile e flessibile. “Crediamo che un simile passo integrerà l’Ucraina nel panorama dell’innovazione finanziaria globale — ha dichiarato Zhelezniak in un messaggio pubblicato sul suo profilo Telegram —. E una corretta gestione delle riserve di criptovalute contribuirà a rafforzare la stabilità macroeconomica e a creare nuove opportunità per lo sviluppo dell’economia digitale”.

 

Come l’Ucraina sviluppa la sua economia digitale

L’Ucraina ha da tempo un rapporto privilegiato con il mondo blockchain, il settore fintech e la regina delle crypto. Stando ai dati riportati da BitcoinTreasuries.net di Coinkite, l’ex repubblica sovietica è al quarto posto tra i governi mondiali per possesso di Bitcoin: nella sua cassaforte si contano 46.351 Btc al 13 giugno. La Banca centrale ucraina è dietro soltanto a quelle di Stati Uniti con 198.01 Btc, Cina con 190.000 Btc e Regno Unito con 61.245 Btc. La Nbu detiene più Bitcoin delle Banche centrali di Corea del Nord, Bhutan ed El Salvador, tra le prime nazioni a puntare sulle criptovalute per sostenere le casse statali.

La strategia del presidente Volodymyr Zelensky e del premier Denys Shmyhal è scommettere sui Bitcoin per il futuro del Paese, con il duplice obiettivo di diversificare le riserve e digitalizzare l’economia. Nel disegno di legge non è specificato se l’Ucraina utilizzerà il collocamento di titoli di debito pubblico, il gettito fiscale, i pacchetti di aiuti occidentali, i prestiti o mezzi alternativi per acquistare le criptovalute da destinare alle scorte nazionali. Nel caso degli Stati Uniti e della Cina, per non gravare sui contribuenti con costi aggiuntivi, le riserve sono state capitalizzate con Bitcoin di proprietà dei governi, confiscati nell’ambito di procedimenti penali o civili.

Naturalmente la formazione di una scorta nazionale di Bitcoin presenta possibili ostacoli, a partire dal prezzo della crypto (non è detto che sia destinato sempre a salire), dai costi di gestione e dalla certezza di rivendere a un certo punto i token accumulati senza far crollare il mercato. L’intenzione dell’Ucraina è comunque accelerare sull’integrazione delle cripto-attività nell’economia. Il Parlamento ha già regolamentato le crypto-currency e legalizzato l’uso di Bitcoin, stabilendo a tutela di consumatori e consumatrici che le attività che offrono servizi crypto devono avere una licenza e una sede sottoposta a tassazione ucraina.

Immagine di Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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