USA: DISOCCUPAZIONE SU, PREZZI ALLA PRODUZIONE GIU' - Borsa e Finanza

USA: DISOCCUPAZIONE SU, PREZZI ALLA PRODUZIONE GIU’

disoccupazione Usa

Richieste di sussidi di disoccupazione più alte del previsto. Deficit in risalita, ma anche esportazioni e importazioni. Frenano, infine, i prezzi praticati all’industria americana. Una raffica di dati macroeconomici per l’economia americana, in contemporanea con il discorso del presidente della Fed Jerome Powell, un intervento molto atteso dopo gli sviluppi della politica estera americana imposta dal presidente Donald Trump, specie nei rapporti con la Cina e con l’Iran.

Scendono i prezzi della produzione industriale
Il dato più interessante è l’indice dei prezzi della produzione industriale: +0,2% nel mese di aprile, in frenata rispetto allo 0,6% del mese precedente ma in linea con le attese degli analisti. Su base annua, i prezzi hanno invece registrato una crescita del 2,2%, in linea con il mese precedente, poco sotto il 2,3%.

Disoccupazione, dati deludenti
Poco variato, ma comunque al ribasso, l’indice delle richieste di sussidio alla disoccupazione. Nella settimana del 4 maggio 228mila unità in tutto, in lieve calo rispetto alle 230mila della settimana precedente. Le stime però erano più ottimistiche, pari a 215mila richieste. E anche la media delle ultime quattro settimane, indicatore più accurato dello stato di salute del mercato del lavoro statunitense, ha deluso le attese: 220.250 le richieste secondo i dati del Dipartimento Usa, in aumento di 7.750 rispetto alla settimana precedente. E anche le richieste continuative di sussidio sono salite: 1.684.000 unità, 13mila in più rispetto ai sette giorni precedenti.

Deficit, import ed export in risalita
A marzo risale un po’ il deficit, seppur meno del previsto. Il disavanzo della bilancia commerciale è di 50 miliardi di dollari, 2,5 mld in più rispetto ai 47,5 miliardi precedenti. Un dato che batte le stime degli analisti, che avevano previsto una quota più ampia, pari a 50,2 miliardi. Cresce, infine, il mercato dell’export e dell’import: +1% per quanto riguarda le merci vendute all’estero, per un valore complessivo di 212 miliardi, +1,1% per i prodotti acquistati, per un aumento a 262 miliardi di dollari.

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