Il 24 dicembre è ancora lontano, eppure, mai come oggi, guardare “Una poltrona due” potrebbe essere la scelta giusta. E non per la sua improbabile possibilità di uno scambio di vita, ma per il suo stravagante finale. O meglio, per il tema che scatena le ire e il fallimento dei fratelli Duke: il succo d’arancia. I future hanno raggiunto la quota di 3,1385 dollari per libbra grazie a un rialzo di oltre il 26% in tre giorni: ossia il maggior guadagno mai realizzato in un lasso di tempo così breve dall’ottobre del 1991.
I dazi di Trump mandano al rialzo i future sul succo d’arancia
Per capire il rialzo di questi giorni dei future sul succo d’arancia (che comunque ancora sono lontani dal prezzo record di 5 dollari per libbra toccati a fine 2024), bisogna ancora una volta guardare al tema dazi e al suo artifex: Donald Trump. Oltre ad aver minacciato l’Europa con una tassa del 30% (‘invitando’ a non attivare delle contromosse, pena un ulteriore aumento), il presidente americano ha annunciato la possibilità di imporre un dazio del 50% sulle importazioni dal Brasile.
Mossa che inevitabilmente ha suscitato timori di interruzioni dell’approvvigionamento e ha fatto schizzare alle stelle i future sul succo d’arancia a New York, ai massimi degli ultimi quattro mesi. A ciò si aggiunge un altro fattore concatenato: secondo il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, il Brasile è il principale fornitore di succo d’arancia degli Stati Uniti, con importazioni destinate al consumo lo scorso anno per un valore di quasi 1 miliardo di dollari. Un’impennata dettata dal contestuale ruolo della Florida che, a causa del maltempo e delle varie infezioni (come la citrus greening) che hanno colpito gli agrumi, ha ridotto sensibilmente la produzione.









