Vontobel, dieci anni in Italia: da outsider a terzo emittente sul Sedex

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Vontobel taglia il traguardo del decennio dalla quotazione del suo primo certificato in Italia. Per celebrare la ricorrenza, l’emittente ha annunciato la promozione di Jacopo Fiaschini (nella foto) a head public distribution execution, con responsabilità estese all’intera Europa continentale e alla Svizzera, un riconoscimento esplicito dei risultati conseguiti alla guida del mercato italiano. Vontobel vanta una lunga e profonda expertise nel campo degli strumenti derivati quotati, avendo esordito oltre vent’anni fa sul mercato svizzero, ed è oggi solidamente presente in tutti i principali mercati europei, tra cui Scandinavia, Germania, Francia e, appunto, Italia.

In questo articolo:

  • Come è cambiato il mercato italiano dei certificati
  • Il percorso di Vontobel: dall’esordio all’innovazione continua
  • Dieci anni di numeri: il bilancio di Vontobel in Italia
  • Italia, capitolo due: le ambizioni di Vontobel per i prossimi dieci anni

Come è cambiato il mercato italiano dei certificati

In dieci anni il mercato italiano dei certificati ha cambiato fisionomia in modo sostanziale, sia in termini di dimensioni che di maturità. Dal 2016 a oggi i volumi del mercato secondario, il turnover su Sedex e Cert-X, sono cresciuti in misura considerevole, con gli investment certificate che hanno progressivamente superato per rilevanza il segmento leverage. Sul fronte della composizione del mercato, si è registrata una transizione netta: dai prodotti a capitale non protetto e dai covered warrant plain vanilla, dominanti nel 2016, ai certificati a capitale protetto o condizionatamente protetto, che nel biennio 2024-2025 hanno raggiunto oltre il 55% dei volumi totali. Anche la diversificazione dei sottostanti è aumentata sensibilmente, con una riduzione del peso dei titoli domestici a favore di indici esteri, basket tematici e materie prime.

Il mercato italiano è oggi uno dei più sviluppati e liquidi d’Europa per gli investitori retail, secondo solo alla Germania per turnover totale e primo per turnover degli investment certificate, stando ai dati Eusipa. A evolvere non sono stati soltanto i prodotti, ma anche gli investitori. “Ieri gli strumenti erano più semplici, spesso orientati principalmente al rendimento; oggi si guarda con maggiore interesse a soluzioni più sofisticate, che integrano elementi di protezione, diversificazione e gestione del rischio”, osserva Jacopo Fiaschini. Un cambio di prospettiva che si riflette in modo particolare nelle nuove generazioni di risparmiatori: “Gli investitori più giovani sono sensibilmente più preparati rispetto alle generazioni precedenti. Prima si informano, comprendono il prodotto e poi decidono di acquistare”. Un approccio più consapevole e metodico, che sta ridefinendo le aspettative nei confronti degli emittenti e la qualità del dialogo tra chi struttura i prodotti e chi li acquista.

Il percorso di Vontobel: dall’esordio all’innovazione continua

Vontobel ha fatto il proprio ingresso sul Sedex nell’estate del 2016 con 76 certificati a leva fissa. Da quel momento, l’emittente ha costruito la propria presenza attraverso una sequenza costante di innovazioni di prodotto. Nel 2017 sono arrivati i tracker closed-end tematici; nel 2018 il primo tracker open-end in Italia sul tema della blockchain, seguito nel 2019 dal primo Actively Managed Certificate (AMC) nel mercato italiano — strumenti che hanno portato l’expertise degli asset manager attivi nel mondo dei certificati. Tra il 2020 e il 2021 è stata ampliata la gamma con Cash Collect, Bonus e Bonus Cap, Turbo Certificate e Athena Certificate, mentre nel 2022 Vontobel ha compiuto il salto nel mercato primario tramite la costituzione di Vontobel WM SIM e ha lanciato i Maxi Cash Collect.

Il 2024 ha segnato l’ingresso nei certificati a leva su Bitcoin Future per investitori professionali e la partnership con Trade Republic, uno dei principali neobroker europei. Nel 2025, infine, sono stati introdotti i Callable Cash Collect e il primo tracker open-end legato al tema delle criptovalute. Oggi l’emittente svizzero offre agli investitori italiani una gamma che supera i 33.000 strumenti complessivi, tra prodotti quotati su Borsa Italiana — certificati a leva fissa e variabile, Turbo Certificate, tracker, AMC, Bonus e Bonus Cap, Cash Collect e Covered Warrant — e strumenti disponibili sulla piattaforma Trade Republic.

Dieci anni di numeri: il bilancio di Vontobel in Italia

I dati di mercato certificano la traiettoria di crescita. Per il terzo anno consecutivo Vontobel si è confermata tra i primi tre emittenti sul Sedex per volumi scambiati, risultando al contempo il primo emittente per certificati a capitale condizionatamente protetto. Un posizionamento che riflette la scelta strategica di puntare su strutture più articolate, in linea con la domanda crescente di soluzioni orientate alla protezione del capitale. Attualmente conta circa 8.000 prodotti quotati in Italia, oltre 25.000 prodotti a leva disponibili su Trade Republic e circa 10.000 iscritti al canale YouTube dedicato all’educazione finanziaria. A livello di gruppo, al 31 dicembre 2025, Vontobel gestiva 240,7 miliardi di franchi svizzeri di asset under management. Questi risultati sono stati costruiti, secondo Fiaschini, con un approccio molto ben definito: “Ci siamo concentrati su ciò che sappiamo fare meglio, senza disperdere energie su aree dove non potessimo creare valore distintivo, con una logica di adattamento continuo alle mutazioni delle esigenze degli investitori e dei mercati finanziari”.

Italia, capitolo due: le ambizioni di Vontobel per i prossimi dieci anni

L’Italia rimane al centro della strategia di Vontobel Structured Solutions. Le direttrici per il futuro includono una maggiore integrazione dei certificati nei portafogli degli investitori, lo sviluppo della personalizzazione e della gestione attiva, il rafforzamento delle sinergie con le divisioni Private Clients e Institutional Clients di Milano e l’accelerazione dei canali digitali. Sul fronte commerciale, la partnership con Trade Republic rappresenta un segnale chiaro dell’attenzione verso le piattaforme che stanno ridisegnando l’accesso al risparmio delle nuove generazioni.

Ma la dimensione che Fiaschini considera irrinunciabile è quella della prossimità. “Noi vogliamo trasmettere sensazioni locali, come se fossimo un emittente di casa“, afferma. Una filosofia che si traduce in presenza costante sul territorio, attraverso webinar formativi gratuiti, partecipazione ai principali eventi del settore e un servizio clienti attivo dieci ore al giorno e in un’offerta calibrata sulle specificità del risparmiatore italiano. In un segmento destinato a diventare sempre più competitivo, la capacità di coniugare innovazione e radicamento locale si preannuncia come il principale fattore di differenziazione per il prossimo decennio.

Immagine di Hillary Di Lernia

Hillary Di Lernia

Classe 1994 e laureata in scienze della comunicazione, si è specializzata in sociologia conseguendo successivamente un master in criminologia. Giornalista pubblicista, ha collaborato con diverse testate finanziarie tra cui Bluerating e Milano Finanza, occupandosi di risparmio gestito e approfondimenti sui mercati finanziari. Oggi svolge anche la professione di criminologa e giornalista d’inchiesta, con particolare attenzione alle dinamiche sociali, economiche e criminali.

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