Finalmente è arrivato l’accordo dopo diverse settimane di trattative: la società di private equity Sycamore Partners acquisirà il gruppo farmaceutico Walgreens Boot Alliance per circa 10 miliardi di dollari. L’intesa, che comporterà il delisting da Wall Street, sarà tra le più grandi operazioni di leveraged buyout degli ultimi anni. Nello specifico, Sycamore pagherà 11,45 dollari per azione interamente in contanti, che rispetto all’ultima chiusura alla Borsa americana a 10,60 dollari, comporta un premio intorno all’8%. Gli azionisti Walgreens potranno anche ricevere un ulteriore pagamento fino a 3 dollari per azione, sulla base dei proventi futuri derivanti dalla vendita delle attività di retail clinic dell’azienda. L’esborso totale per l’operazione potrebbe arrivare a 24 miliardi di dollari, considerando debito e pagamenti futuri. Il closing è atteso per il quarto trimestre del 2025. Le azioni Walgreens salgono di oltre 5 punti percentuali nelle contrattazioni prima dell’apertura della Borsa di New York.
Walgreens Boot Alliance: operazione rilancio
L’acquisizione di Walgreens Boot Alliance è l’epilogo di un’agonia che dura da 10 anni e ha visto le azioni in Borsa perdere circa il 90% del loro valore dai massimi del 2015. Un tempo l’azienda dominava il settore del retail farmaceutico negli Stati Uniti, ma il modello di business è diventato obsoleto. Il gruppo è stato incapace di adattarsi ai cambiamenti di mercato derivanti dalla crescita dell’e-commerce e dal peso crescente dei broker che negoziano i prezzi dei farmaci con industrie e farmacie per conto delle assicurazioni. L’avvento di player come Amazon ha ridotto sensibilmente i margini nel settore, che agli occhi degli investitori ha cominciato a diventare meno appetibile.
La crisi di Walgreens ha raggiunto il culmine quando l’azienda si è trovata costretta a tagliare il dividendo storico, incrementando in questo modo il disappunto del mercato. Da quando ha preso la guida dell’azienda nel 2023, l’amministratore delegato Tim Wentworth ha avviato un piano di rilancio che prevede la chiusura di circa 1.200 punti vendita nei prossimi tre anni (quasi il 15% dei circa 8.500 siti dell’azienda), ma non è stato abbastanza per trasmettere fiducia a Wall Street che ha seguitato a vendere le azioni. La strategia in realtà è rimasta improntata sul retail, cercando di replicare il modello di CVS Health. La seconda catena americana per numero di farmacie ha puntato sull’integrazione con un’assicurazione sanitaria. Walgreens, invece, è stata continuamente sotto pressione per via di rimborsi ridotti per le prescrizioni, aumenti dei costi e clienti alla ricerca di prodotti più a buon mercato di fronte all’inflazione.
Non riuscendo a far riemergere l’azienda, Wentworth ha avviato una revisione della sua strategia concludendo che affinché la farmacia rimanga confinata nel retail, ha bisogno di un partner ideale nella gestione delle ristrutturazioni nel settore. E lo ha individuato in Sycamore, con cui ha avviato una trattativa a partire dallo fine dello scorso anno. “Diventare una società privata ci permetterà di essere più focalizzati, più agili e di adottare una visione di lungo periodo, considerando le sfide che continuiamo ad affrontare”, ha dichiarato il l’amministratore delegato. “Questo ci darà il tempo e la possibilità di trasformare il business”.








