Wall Street 2022: difensivi tra i migliori, cosa attendersi per il 2023 - Borsa&Finanza
Cerca
Close this search box.

Wall Street 2022: difensivi tra i migliori, cosa attendersi per il 2023

La facciata della Borsa Usa a Wall Street

I titoli difensivi quest’anno sono stati tra i pochi a essersi salvati a Wall Street, mentre si è abbattuta una tempesta generale che ha travolto la gran parte delle altre società dell’indice S&P 500. L’aumento dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve, le incertezze geopolitiche, l’inflazione elevata, i timori recessivi, la crisi degli approvvigionamenti e il rallentamento della Cina sono alcuni dei fattori che non hanno lasciato scampo agli investitori.

I titoli difensivi sono le azioni delle utility, dei beni di consumo e della sanità, che mantengono una certa resilienza in quanto le bollette vanno pagate a prescindere, mentre i generi alimentari e i farmaci sono beni di prima necessità. Inoltre, gli investitori sono stati attirati dal fatto che molte società nei settori difensivi distribuiscono alti dividendi, offrendo un flusso costante di reddito anche quando le azioni sono in difficoltà. Se si considerano le aziende delle utility e dei beni di consumo dell’S&P 500, il rendimento offerto dal dividendo è rispettivamente del 3% e del 2,6%, un livello tra i più alti.

In definitiva, quest’anno i titoli delle utility dell’S&P 500 sono risultati in calo dell’1,2%, i beni di consumo di base del 3,1% e i titoli sanitari del 4,2%. L’S&P 500, allo stesso tempo, è scivolato di quasi il 21%. Si tratta della sovraperformance più ampia dall’inizio del millennio. Solo il settore energetico è riuscito a fare meglio dei titoli difensivi in quanto ha sfruttato l’impennata dei prezzi delle materie prime determinata dalla crisi energetica.

 

Titoli difensivi: cosa succederà nel 2023 a Wall Street?

Cosa aspettarsi a Wall Street nel 2023? Varrà ancora la pena di puntare sui titoli difensivi oppure vi sarà un ritorno alle azioni più rischiose con il cambiamento delle condizioni macroeconomiche e magari della politica monetaria della Fed? Secondo Lisa Erickson, responsabile del gruppo dei mercati pubblici presso U.S. Bank Wealth Management, la prima metà del 2023 potrebbe continuare a essere sfidante per gli investitori, per cui potrebbe essere meglio investire in azioni che pagano dividendi: “Abbiamo avuto una configurazione perfetta per le società difensive. Con questo tipo di volatilità previsto proseguire, le società in grado di fornire più di un buffer di flusso di cassa nei loro rendimenti sembrano interessanti”.

Un aspetto importante da valutare saranno i multipli. Le azioni dei beni di consumo di base scambiano a circa 21 volte i guadagni stimati per i prossimi 12 mesi, mentre le utility e i sanitari rispettivamente a 19 e 18. Questi valori rendono i titoli costosi se si pensa che l’S&P 500 è negoziato a circa 17 volte gli utili attesi. Chris O’Keefe, lead portfolio manager per la strategia di crescita dei dividendi di Logan Capital Management ha riferito di aver tagliato alcune delle partecipazioni in titoli sanitari e di beni di consumo, per concentrarsi su alcuni grandi nomi come Nike e Starbucks che vendono beni voluttuari. O’Keefe però ha precisato che la sua maggiore esposizione è sui titoli difensivi in quanto, a suo giudizio, queste società continueranno a fare meglio nel prossimo anno con la Fed che seguiterà ad alzare i tassi d’interesse.

AUTORE

Picture of Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *