Wall Street: azioni Tesla al record storico, trimestrale convince mercato

Le azioni Tesla invertono rotta e girano al rialzo a Wall Street dopo un inizio in calo. Ieri sera a mercati chiusi vi è stata la pubblicazione della trimestrale e nell’immediato gli investitori hanno reagito con vendite diffuse. Ora il titolo in Borsa guadagna circa il 4% e si trova a un passo dal record storico di gennaio a 900,40 dollari, coronando un periodo brillante che l’ha visto crescere di oltre il 20% dall’inizio dell’anno.

Il produttore di auto elettriche è riuscito a resistere meglio di altri concorrenti alla carenza dei semiconduttori che ha colpito duro su tutto il settore automobilistico. Soprattutto sta facendo progressi nel campo della guida autonoma, diventato ormai cavallo di battaglia. Questo ha spinto gli investitori a puntare decisi su un titolo che ha conosciuto nei primi mesi dell’anno un periodo di appannamento dovuto ai rapporti che si erano incrinati con la Cina, dove l’azienda guidata da Elon Musk esercita una presenza importante.

 

Tesla: i numeri della trimestrale

I risultati della trimestrale sono stati nel complesso molto buoni, nonostante rispetto alle previsioni sono mancate le vendite per 13,9 miliardi di dollari. Migliori delle stime sono stati gli EPS, con 1,86 dollari di guadagni rispetto agli 1,67 dollari del consensus. L’azienda ha inoltre confermato la consegna di 241.000 veicoli, in salita di 40.000 unità rispetto al secondo trimestre.

Questo numero è particolarmente significativo, sia perché dimostra la grande resilienza della compagnia di fronte all’enorme difficoltà degli approvvigionamenti, sia perché genera un introito di circa 2 miliardi di dollari in più considerando che il prezzo medio delle auto vendute si aggira intorno ai 49.000 dollari.

Un altro aspetto estremamente importante in questa trimestrale è il margine di profitto, balzato al 27%, quando il mercato si attendeva poco meno del 24%. In questo ha inciso molto la Cina, dove normalmente la redditività dell’azienda è maggiore.

Tutti questi risultati assumono ancora più valore se li si rapporta ai crediti regolamentari ceduti, giunti al livello più basso da 2 anni a questa parte. Infatti nel trimestre appena trascorso sono stati di 279 milioni di dollari, mentre negli ultimi 3 anni hanno fruttato un introito di 3,4 miliardi di dollari. Molti ritenevano nel recente passato che la profittabilità di Tesla dipendesse molto dai crediti verdi; questo responso rigetta con fermezza tali affermazioni.

 

Tesla: qualche zona d’ombra sul futuro

La reazione immediata da parte degli investitori alla pubblicazione dei dati non è stata delle migliori in quanto leggermente scossi dalle previsioni dell’azienda sui margini di profitto futuri. Il pioniere dei veicoli elettrici ha in programma di iniziare le produzione nei suoi nuovi stabilimenti di Austin nel Texas e di Berlino già quest’anno, con le consegne che partirebbero subito dopo. La società però ha avvertito che i margini potrebbero non espandersi come in passato soprattutto per via della carenza dei chip che fa aumentare i costi di approvvigionamento.

Secondo Jeffrey Osborne, analista di Cowen, i prezzi delle materie prime rimarranno alti mettendo a rischio seriamente la redditività, tuttavia Tesla ha un certo potere di determinazione dei prezzi delle auto che potrebbe compensare l’incremento degli oneri.

Un’altra nuvola sul futuro si addensa con riferimento al controllo normativo sulla guida autonoma. La società sta cercando di lavorare in tandem con le Authority, ma soprattutto dalla sponda cinese la situazione non sembra troppo serena in considerazione della piega che ha preso da tempo l’attività repressiva di Pechino.

Nel complesso comunque la situazione non dovrebbe destare grandi preoccupazioni, soprattutto se si valuta la capacità di vendita di Palo Alto. Tony Saconagghi di Bernstein stima che alla fine del 2021 le vendite di Tesla potrebbero arrivare a 900 mila unità, ovvero dell’80% in più rispetto ai quasi 500 mila del 2020. Inoltre secondo l’analista, una volta messi in funzione gli stabilimenti texani e berlinesi, il prossimo anno le consegne potrebbero giungere a 1,5 milioni e nel 2023 a 2 milioni.