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Wall Street: volatilità fa rima con opportunità

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L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia ha funzionato, come diversi fenomeni accaduti negli ultimi anni, da acceleratore: la dinamica rialzista dell’inflazione ha registrato un’impennata e le politiche monetarie hanno dovuto (e dovranno) essere inasprite per contrastare prezzi al consumo a livelli che non si vedevano da diversi decenni.

Anche a causa del fatto che si sono mossi in ritardo, i banchieri centrali hanno più volte ribadito, mettendo apertamente in secondo piano l’andamento dell’economia, come in questo momento la priorità sia rappresentata dal controllo dei prezzi. Un simile atteggiamento ha fatto emergere una certa dose di pessimismo tra gli operatori, convinti che uno scenario recessivo sia ormai inevitabile (non a caso gli indicatori del sentiment si attestano a livelli che non si vedevano dal 2009).

 

Wall Street: perché è il momento di investire

Per Grant Bowers, Portfolio Manager di Franklin Equity Group, oggi lo stato dell’economia è sicuramente migliore che nel 2009, quando l’economia USA era alle prese con forti squilibri finanziari e con l’implosione del mercato residenziale.

 

“Secondo noi -rileva l’esperto- gli indicatori del sentiment risentono dei previsti ostacoli all’economia e delle attese di una possibile revisione negativa delle stime di consensus sugli utili nei prossimi trimestri. Nel complesso, la crescita degli utili delle società dell’S&P 500 subirà probabilmente delle pressioni nel secondo semestre, ma resterà comunque positiva per l’intero 2022”.

 

Il P/E prospettico dell’S&P 500 è tornato ai livelli pre-COVID-19, a circa una deviazione standard sotto la media degli ultimi cinque anni, visto che i prezzi delle azioni hanno dovuto fare i conti con rialzi dei tassi che hanno a loro volta influito sui tassi di sconto e, quindi, sull’ammontare che gli investitori sono disposti a pagare per utili futuri.

 

“Tale situazione -continua Bowers- è comprensibile fino a un certo punto, tuttavia occorre sottolineare che il potenziale di redditività e utili di molte società resta intatto e che in diversi settori gli utili danno prova di resilienza”.

 

Come sfruttare la volatilità di Wall Street

Bowers sottolinea come la volatilità che sta guidando i mercati USA abbia permesso l’emersione di “interessanti opportunità per gli investitori con un orizzonte di lungo periodo”.

 

“In base alla nostra analisi l’azionario USA scambia tuttora a premio rispetto ad altri mercati. Tali valutazioni relative più elevate si devono a una maggiore redditività aziendale, a un RoE più robusto e a una crescita più solida rispetto alle piazze azionarie di altre regioni”.

 

Nonostante il processo di normalizzazione dei tassi della Federal Reserve potrebbe portare ad una recessione dell’economia, storicamente i mercati azionari hanno sempre generato buone performance nei periodi di rialzo dei tassi di interesse.

 

“Negli ultimi 8 cicli di inasprimento dei tassi a partire dai primi anni ‘90 del secolo scorso, l’S&P 500 ha di norma registrato una flessione subito prima e subito dopo il primo rialzo, ma, una volta appurato il ritmo dell’inasprimento, le piazze azionarie hanno messo a segno performance positive”.

 

Inoltre, Bowers pone l’accento su quei trend di crescita di lungo periodo, come l’innovazione sanitaria, la trasformazione digitale e l’avvento del fintech, “che sono tuttora intatti”.

 

“Si tratta di trend chiaramente favoriti dalla pandemia di COVID che restano però importanti anche a fronte della decelerazione dell’economia. Crediamo che tali trend sosterranno la produttività e la redditività delle aziende attive nei settori integrati”.

 

A favore dell’azionario gioca anche il contesto inflazionistico che, dopo aver probabilmente toccato un picco, potrebbe iniziare a regredire permettendo alla Fed di allentare la presa (spingendo così gli asset rischiosi).

 

Le aziende su cui investire

 

“Puntiamo sulla qualità e nello specifico sulle società con un buon posizionamento competitivo, un ottimo pricing power e un bilancio robusto, quelle che secondo noi sono in grado di conseguire performance positive in qualsiasi contesto di mercato”. L’orientamento ai grandi temi di lungo periodo, come la trasformazione digitale e l’innovazione in ambito sanitario, porta inevitabilmente a investire in società growth consolidate o alle prime armi in diversi settori. L’economista di Franklin Equity Group ritiene che alcune società tecnologiche “siano state ingiustamente penalizzate dalla recente correzione dei mercati innescata dai tassi”.

 

 

AUTORE

Luca Fiore

Luca Fiore

Laureato all'Università La Sapienza, è giornalista dal 2007. Ha scritto per i maggiori siti di informazione finanziaria attivi in Italia e la sua grande passione sono i viaggi. Da fine agosto 2022 fa parte della redazione di Borsa&Finanza.

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