Wall Street positiva non crede all'inasprimento del conflitto Usa-Iran
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WALL STREET POSITIVA ASPETTA IL DISCORSO DI TRUMP

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Subito nuovo record per il Nasdaq: Wall Street non crede all’inasprimento del conflitto. Scorte di petrolio superiori alle attese, greggio sotto i 62$. Meglio del previsto i nonfarm payrolls a dicembre. Giù Boeing

 

Wall Street svaluta la credibilità militare iraniana e avvia le contrattazioni in territorio positivo. In apertura l’S&P500 aggiorna i massimi delle ultime tre sedute, stesso andamento per il Nasdaq, più deboli gli scambi sul Dow Jones mentre il dollaro aggiorna il record delle ultime sette sedute, in recupero anche su euro, yen e sterlina mentre è in forte calo i rendimenti del decennale americano. Sull’agenda macroeconomica, importanti sono i dati sulla variazione dell’occupazione non agricola: le imprese private hanno assunto 202 mila lavoratori a dicembre, è il valore più alto registrato dallo scorso mese di aprile e supera anche il consensus che aveva stimato 160 mila unità.


Variazione dell’occupazione non agricola Usa a dicembre by TradingEconomics

 

A tranquillizzare i mercati, decisivo anche il presidente americano Donald Trump: in attesa del suo discorso in cui con spiegherà le prossime strategie della Casa Bianca, attraverso il tweet pubblicato ieri sera ha smorzato gli effetti dell’attacco iraniano, senza comunicare vittime o danni.

 

 

INDICI AZIONARI WALL STREET

 

Sp 500 3.245 (+0,24%)

Non supera il record di 3.258 punti segnato il 30 dicembre scorso, l’Sp500, ma i 3.249 in apertura costituiscono il massimo delle ultime quattro sedute, compresa quella odierna. L’indice resta in lateralità dal 20 dicembre sui massimi storici. Le tensioni e il conflitto che nella notte ha visto la risposta dell‘Iran (missili sulle basi Usa in Iraq) all’attacco dei droni americani che ha portato alla morte del generale Soleimani non stanno per ora influenzando l’andamento di Wall Street, timida in questo avvio di settimana ma tutt’altro che debole.


Grafico Sp500 by TradingView

 

Nasdaq 9.089 (+0,3%)

L’indice dei tecnologici sfonda i 9.100 punti e aggiorna i propri massimi storici. Secondo gli analisti non solo i mercati giudicano poco efficace l’attacco iraniano alle basi americane in Iraq, ma ritengono che nessuna delle due parti voglia avviare un vero e proprio conflitto militare. Cruciale anche il fatto che l’attacco non abbia colpito aree di tipo energetico come ad esempio piattaforme petrolifere.

Dow Jones 28.592 (+0,03%)

Sostanzialmente piatto l’andamento del DJ nella prima ora di contrattazioni a Wall Street. Da segnalare i Futures in picchiata nella notte, appena dopo l’attacco iraniano: 400 i punti persi dal Dow Jones (-1,6% per Nasdaq ed Sp500).

 

IL CASO DI WALL STREET

Forti vendite su Boeing, -1,7% a un’ora dall’apertura di Wall Street, dopo l’esplosione del 737 di Ukraine International Airlines poco dopo il decollo da Teheran che ha ucciso tutte le 176 persone a bordo. Un rapporto iniziale incolpava un guasto a un motore, ma funzionari ucraini hanno affermato in seguito che la causa dell’incidente non è ancora stata determinata. I timori forti di un attacco terroristico ha portato le maggiori compagnie mondiali ad annullare tutti i voli nell’area.


Grafico Boeing by TradingView

 

DOLLARO E VALUTE

Come detto il biglietto verde è in ripresa: stazionamento sopra i 97 punti nel DollarIndex (97,16, massimo dal 27 dicembre scorso), anche l’euro dollaro ha toccato i minimi a 1,1111: a influenzare tale apprezzamento è anche il dato sulla variazione dell’occupazione non agricola, superiore alle attese, ma anche l’indice settimanale delle domande sui mutui, decisamente in aumento (+13,5%) rispetto al periodo precedente (-5,3%). Risale anche il dollaro yen a 108,69 dopo i 107,6 raggiunti nella notte, minimo degli ultimi tre mesi.

 
Grafico Dollaro Yen by TradingView

 

MATERIE PRIME

Superiori alle attese le scorte di petrolio pubblicate dall’Eia e il greggio scivola sotto i 62 dollari al barile dopo i massimi raggiunti nella notte a quota 65. Anche in questo caso l’impennata del Wti, come ampiamente previsto, è durata poco. Le scorte di petrolio dell’ultima settimana rilevata è pari a 1,164 milioni di barili, il dato è maggiore rispetto ai -3,572 milioni di barili stimato dagli analisti e dal -11,463 milioni precedenti. Confermati i supporti a 60 dollari al barile, mentre il greggio viene scambiato, dopo la pubblicazione del report di Eia, a 61,4 $ (-2%). I 1.611 dollari l’oncia raggiunti dall’oro nella notte si sono avvitati già all’apertura dell’Europa, e ora il metallo prezioso è stabile a quota 1.573.


Grafico Wti by TradingView

 

TASSI D’INTERESSE

Scivola a 1,81 il rendimento del decennale americano, in rosso dello 0,7% dopo un minimo a 1,76%. Le ultime tre sedute viaggiano in area 1,7%, record negativo dell’ultimo mese. Ai minimi da ottobre il biennale che scende appena sotto la soglia dell’1,5%, prima di risalire durante le contrattazioni di Wall Street.


Grafico Us02Y by TradingView

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Redazione

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