Wall Street sale ma senza convinzione dopo notizia di rinvio dazi
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WALL STREET SALE SENZA CONVINZIONE DOPO IL RINVIO DEI DAZI

rinvio dazi

Partenza debole a Wall Street, poi inverte la rotta in attesa di conferme sul rinvio dazi

 

Dopo una partenza sotto la parità, Wall Street cambia di umore e vira in positivo con la notizia riportata dal Wall Street Journal di un probabile rinvio dell’aumento dei dazi sulle importazioni cinesi previsto il 15 dicembre. Rumors di stampa che seppur da fonte vicina ai negoziatori di entrambe le parti, non è ancora una voce ufficiale ma il lancio è servito quel che basta a fa scattare gli acquisti sui listini a stelle e strisce che si portano dietro anche i mercati europei che viaggiano contrastati, con Milano che si riporta sulla parità in guadagno di oltre mezzo punto percentuale a 23114 punti.

In attesa di maggiori certezze sul fronte commerciale e dopo che i democratici della Camera dei Rappresentanti hanno presentato i due articoli di impeachment contro il presidente Usa, a Wall Street si sale ma senza convinzione con l’S&P500 che guadagna lo 0,12% a 3139 punti, il Dow Jones lo 0,006% a 27928 e il Nasdaq lo 0,27% a 8644 punti. Dopo quasi un’ora e mezza di scambi anche il Russell 2000 procede in territorio positivo a +0,12% mentre il Vix, l’indice della volatilità cede l’1,89% in area 15.56.

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Grafico S&P500 by TradingView

La giornata sui mercati americani è appena iniziata e sullo sfondo restano molte incertezze e sale l’attesa per il discorso di Powell di domani al termine del meeting di politica monetaria della Fed, l’ultimo del 2019.
Stando alla stampa americana e cinese, Washington e Pechino non dovrebbero trovare un’intesa per porre fine alla loro guerra commerciale ma potrebbero accordarsi per posticipare la nuova serie di dazi che dovrebbero entrare in vigore il prossimo 15 dicembre. La stretta sull’import dovrebbe riguardare oltre 100 miliardi di merci in arrivo da Pechino, ma l’amministrazione Trump sta lavorando per arrivare a un primo accordo commerciale, spingendo il colosso asiatico a compare più prodotti agricoli statunitensi in modo da arrivare alla cosiddetta “fase uno”, cioè alla sigla di una prima intesa.

Di contrasto alle news positive, nelle scorse ore è circolata la notizia secondo la quale nei prossimi tre anni il governo cinese smetterà di usare computer e software stranieri. Lo ha ordinato una direttiva emessa nei mesi scorsi dal Partito Comunista, l’unico ammesso in Cina, e di cui si ha avuto notizia solo negli ultimi giorni grazie ad alcuni articoli apparsi su giornali occidentali come il Financial Times e l’agenzia di stampa Bloomberg. La decisione sarà un bel problema per le molte aziende occidentali di tecnologia che fanno affari in Cina, anche se al momento il danno è difficile da quantificare. Secondo il Financial Times la sostituzione sarà completata entro il 2022.
I mercati inoltre attendono progressi sul fronte dei negoziati relativi all’Usmca, l’accordo commerciale con il Messico ed il Canada. Dopo i passi avanti segnalati nei giorni scorsi, oggi ci si aspetta che la Camera dei Rappresentanti Usa (controllata dai democratici) dia il via libera definitivo alla ratifica dell’accordo che dovrebbe sostituire il Nafta. Ma a pesare e’ anche il processo di impeachment contro Trump dopo che Jerry Nadler, il presidente della commissione Giustizia della Camera, ha annunciato che l’inquilino della Casa Bianca sara’ accusato di abuso di potere e intralcio al Congresso per aver fatto pressioni sull’Ucraina per ottenere aiuti in vista delle elezioni del 2020.

Sul fronte macroeconomico, la produttivita’ negli Stati Uniti nel terzo trimestre e’ diminuita al tasso annualizzato dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti e non del -0,3% come riportato inizialmente; gli analisti attendevano un ribasso dello 0,1%. Mentre il costo unitario del lavoro e’ aumentato al tasso annuo dello 2,5% sui tre mesi prima e non dello 2,6% come inizialmente calcolato; gli analisti si aspettavano un +3,4%.
Sul fronte obbligazionario, i rendimenti dei treasury americani risultano in salita con il decennale all’1,83% (+0,50%) e il biennale all’1,64% (+1,01%).
Sul mercato valutario, il DollarIndex cede lo 0,14% a 97.51. L’oro scambia sui 1465 dollari l’oncia (+0,24%) e anche il petrolio si apprezza dello 0,51% per il WTI che scambia a 59,18 dollari al barile mentre il Brent a 65,06 dollari al barile (+0,47%).

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Grafico Wti by TradingView

I titoli migliori e peggiori

Tornando all’azionario, sull’S&P500 sale Autozone del +7,52% mentre cede il 3,52% CF Industries. In cima al Dow Apple guadagna l’1,07% mentre in fondo Exxon Mobili cede lo 0,66%. Sul Nasdaq Composite ottima performance per Ascena Retail (+14,93%), pessima per Francescass (-39,06%).

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Grafico Apple by TradingView

 

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Redazione

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