A Wall Street è arrivata la paura sulle azioni tech, alimentata dalle preoccupazioni per le spese legate all’intelligenza artificiale. L’ultima seduta ha visto il Nasdaq Composite — indice a forte predominanza tecnologica — chiudere con una perdita dell’1,8%. A guidare le vendite è stato il titolo Oracle, scivolato del 5,4% dopo l’indiscrezione, riportata dal Financial Times, secondo cui un importante finanziatore si sarebbe ritirato da un progetto di data center negli Stati Uniti.
Anche le altre Big Tech hanno perso terreno: Nvidia è crollata del 3,8%, Alphabet del 3,1% e Broadcom del 4,5%. In questo articolo:
- Wall Street: Oracle fa tremare il mercato
- Wall Street: quanto bisogna davvero preoccuparsi?
- Una buona notizia da Micron Technology
Wall Street: Oracle fa tremare il mercato
A scatenare la miccia delle vendite sulla Borsa americana sono stati i rumors secondo cui Blue Owl Capital non finanzierà gli investimenti di Oracle in un data center da 10 miliardi di dollari in Michigan. La notizia ha fatto riemergere le preoccupazioni degli investitori sul livello di indebitamento delle grandi aziende tecnologiche, che si sono fortemente esposte sul fronte dell’intelligenza artificiale. “Le notizie su Oracle sono certamente il fattore principale della rinnovata volatilità dei titoli tecnologici”, ha dichiarato Mike Zigmont, co-responsabile del trading e della ricerca presso Visdom Investment Group. “La decisione di Blue Owl di ritirarsi viene interpretata dai mercati come un segnale che il gestore patrimoniale non è così ottimista come alcuni investitori sul boom dell’intelligenza artificiale”.
Oracle è una delle società più attive sul versante delle spese legate all’AI, ma — a differenza di altre Big Tech — una parte rilevante di questi investimenti è sostenuta dal debito. Un aspetto che da mesi mette in ansia gli investitori, che hanno progressivamente ridotto l’esposizione sul titolo del gigante del software. Dai massimi raggiunti a inizio settembre, infatti, le azioni Oracle hanno perso quasi la metà del loro valore. A peggiorare il sentiment ha contribuito anche l’ultima trimestrale dell’azienda, che ha mostrato una crescita del cloud infrastructure solida ma non esplosiva come molti investitori speravano. Inoltre, i commenti del management hanno indicato una rampa di crescita più graduale e non immediata.
Le paure sul contesto generale si sono ulteriormente rafforzate dopo la pubblicazione dei conti di Broadcom, diffusi il giorno successivo a quelli di Oracle. Il leader dei chip personalizzati ha infatti deluso le aspettative degli investitori, che si attendevano una crescita legata all’AI più accelerata.
Wall Street: quanto bisogna davvero preoccuparsi?
È davvero il caso di preoccuparsi del ritracciamento in corso delle azioni tech? Gli osservatori finanziari non sembrano particolarmente allarmati. Arun Sai, strategist di Pictet Asset Management, ritiene che gli ultimi movimenti siano principalmente il frutto di prese di profitto dopo un rally eccezionale legato all’intelligenza artificiale. “Gli investitori stanno sempre più considerando le loro posizioni sull’intelligenza artificiale come una fonte di finanziamento per le operazioni del prossimo anno”, ha aggiunto.
Secondo gli analisti di Bank of America, “il settore dell’AI potrebbe avere ancora spazio di crescita nel 2026”. Tuttavia, gli esperti avvertono che l’aumento delle quotazioni non esclude il rischio di una bolla. “A nostro avviso, tale progressione convalida la nostra tesi secondo cui una bolla più ampia sull’intelligenza artificiale sta continuando a formarsi”, hanno scritto.
Una buona notizia da Micron Technology
Una notizia positiva per gli investitori è arrivata, a mercati chiusi, da Micron Technology, uno dei principali produttori mondiali di memorie per computer e data center, nonché importante fornitore di Nvidia. Il gruppo ha pubblicato una trimestrale che ha superato brillantemente le aspettative degli analisti e ha dichiarato di attendersi ricavi per 18,7 miliardi di dollari nel trimestre in corso, ben al di sopra delle stime di consenso pari a 14,5 miliardi di dollari. “La società sta beneficiando di un’offerta limitata dei chip di memoria più avanzati, necessari per l’addestramento e il funzionamento dei modelli di AI nei data center”, ha affermato l’amministratore delegato Sanjay Mehrotra. Le azioni Micron stanno salendo di circa 10 punti percentuali nel pre-market di Wall Street, al momento in cui si scrive. Se il rialzo venisse confermato, si aggiungerebbe a un rally di oltre il 160% da inizio anno.









