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Walt Disney chiude con il metaverso, al via ristrutturazione aziendale

Walt Disney chiude le porte al metaverso, al via la ristrutturazione aziendale

Walt Disney abbandona il metaverso. Dopo Microsoft, anche il gigante dello streaming si defila dallo sviluppo del mondo virtuale che solo fino a un anno fa prometteva grandi traguardi, ma che ora fa storcere il naso a molti osservatori. Meta Platforms continua a investire fior di miliardi in un progetto il cui ritorno sarà tangibile forse tra dieci anni. Tuttavia, il gigante dei social continua a considerare il metaverso la nuova frontiera dell’informatica. Il problema è che fino a questo momento non ha fatto una grande presa tra i consumatori, anche per le difficoltà oggettive riscontrate nell’utilizzo dei visori di realtà virtuale e aumentata al momento distribuiti da Meta.

Questi segnali hanno posto un altolà a diverse aziende, alle prese con un calo generale del business e con l’esigenza di contenere i costi. Insomma, questo non è il momento per le spese folli e l’obiettivo è quello di eliminare le attività che non rendono. Per Walt Disney, il metaverso è una di queste, e infatti la divisione adibita allo sviluppo delle stesso è stata smantellata.

 

Metaverso: un progetto fallito

La direzione metaverse era diretta da Mike White, ex dirigente del comparto prodotti di consumo della Disney. L’obiettivo di White era quello di riprodurre storie interattive in nuovi formati tecnologici sfruttando la proprietà intellettuale dell’azienda. Tutti i 50 membri che facevano parte del team di White sono stati licenziati, mentre il direttore dell’unità ancora rimarrà in azienda, pur non essendo chiaro il compito che dovrà svolgere.

L’ex amministratore delegato di Walt Disney Bob Chapek, che aveva assunto White nel febbraio del 2022, era molto ottimista sul metaverso, avendolo descritto come la prossima grande frontiera. Infatti, lo scorso anno ha investito nella startup tecnologica Genies, che vende strumenti per creare avatar da utilizzare nel metaverso. Tra l’altro, era entrato anche nel Consiglio di Amministrazione di questa azienda.

A un anno di distanza, la strategia di Walt Disney è rimasta a un punto morto, nonostante la società abbia lasciato intendere che la nuova tecnologia potrebbe venire applicata in alcune aree come lo sport, i parchi a tema e altre esperienze che coinvolgono i consumatori.

 

Walt Disney: il piano di ristrutturazione dei costi

La decisione di Walt Disney di sganciarsi dal metaverso è anche frutto della campagna portata avanti da tempo da una fetta di investitori per eliminare attività non essenziali. Al riguardo, l’azienda ha incaricato la società di consulenza McKinsey & Co. per elaborare un piano di riduzione dei costi. A febbraio di quest’anno, Disney ha annunciato tagli per 5,5 miliardi di dollari, nell’ambito di un piano di ristrutturazione che prevedeva la riduzione dell’organico lavorativo di 7.000 unità.

Secondo una nota ai dipendenti, la società di intrattenimento questa settimana informerà il personale le cui posizioni sono interessate nella fase iniziale dei tagli di posti di lavoro. Mentre, un secondo ciclo più ampio di avvisi con diverse migliaia di ulteriori riduzioni del personale avrà luogo in aprile. “Voglio riconoscere che senza dubbio ci saranno sfide da affrontare mentre continuiamo a costruire le strutture e le funzioni che ci consentiranno di avere successo andando avanti”, ha affermato il CEO Rober Iger.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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