Warner Bros: colpo di scena, Paramount supera Netflix con offerta ostile record

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Sembrava fatta per Netflix nell’acquisizione del gigante dei media e delle telecomunicazioni Warner Bros Discovery, ma l’ultimo colpo di coda di Paramount Skydance rimette tutto in discussione e preannuncia tempi lunghi. La nuova offerta da 108,4 miliardi di dollari della società guidata da David Ellison cambia le carte in tavola, dopo una guerra d’appalto durata diverse settimane e che ha coinvolto anche Comcast. Alla fine, Netflix era uscita vittoriosa, avendo in tasca l’accordo con il consiglio di amministrazione di Warner. Ma i giochi si sono riaperti.

 

In questo articolo:

 

  • Warner Bros Discovery: Paramount cala l’asso
  • Warner Bros Discovery: un interessante retroscena
  • Il commento degli analisti

 

Warner Bros Discovery: Paramount cala l’asso

Paramount ha lanciato un’offerta ostile di oltre 108 miliardi di dollari, superando di gran lunga quella da 72 miliardi proposta da Netflix. Ma è nei termini – oltre che nella cifra – che emerge la vera differenza tra le due proposte. Paramount offre 30 dollari per azione interamente in contanti, con un premio del 139% rispetto al valore di mercato delle azioni Warner prima dell’inizio dei negoziati. Netflix, invece, propone 27,5 dollari per azione in un mix composto da titoli e contanti. L’offerta di Paramount include tutte le proprietà televisive via cavo di Warner Bros Discovery, mentre quella di Netflix è limitata agli studi cinematografici e televisivi Warner Bros, a Hbo e al servizio di streaming Hbo Max.

Paramount sostiene che la propria iniziativa, oltre a essere più vantaggiosa rispetto a quella di Netflix, comporterebbe minori problemi dal punto di vista regolamentare, poiché i consumatori beneficerebbero di una maggiore concorrenza qualora la fusione venisse approvata. “Crediamo che la nostra offerta creerà una Hollywood più forte”, ha dichiarato l’amministratore delegato di Paramount, David Ellison. Inoltre, darà “un valore di copertura più alto, maggiore certezza su quel valore, maggiore certezza regolamentare e un futuro pro-Hollywood, pro-consumer e pro-concorrenza”.

Non mancano tuttavia le critiche. Alcuni senatori democratici hanno avvertito che un accordo Paramount-Warner darebbe vita a uno studio cinematografico con una quota di mercato superiore a quella dell’attuale dominus Disney, alimentando timori per un ulteriore consolidamento del settore e per la nascita di una sola azienda in grado di controllare gran parte dei contenuti visti dagli americani in tv. La senatrice Elizabeth Warren ha rincarato la dose, sostenendo che “una fusione tra Paramount Skydance e Warner Bros sarebbe un incendio antitrust, proprio ciò che le leggi anti-monopolio vogliono prevenire”.

Anche la proposta di Netflix ha però suscitato dure critiche bipartisan e l’opposizione dei sindacati, preoccupati per i possibili tagli ai posti di lavoro e per l’aumento dei prezzi per i consumatori. Critiche respinte con decisione dal co-amministratore delegato di Netflix, Ted Sarandos: “Nell’offerta di Paramount, gli Ellison parlavano di 6 miliardi di dollari di sinergie. Da dove pensi che vengano le sinergie? Dai tagli dei posti di lavoro. Noi non stiamo tagliando posti di lavoro: li stiamo creando”.

Il board di Warner ha dichiarato di voler esaminare l’offerta di Paramount, ma senza modificare per ora la raccomandazione a favore dell’accordo con Netflix. Se Warner Bros dovesse accettare l’offerta di Paramount, dovrebbe pagare a Netflix una commissione di scioglimento pari a 2,8 miliardi di dollari. Qualora fosse Netflix a far saltare l’accordo, la penale salirebbe di 5,8 miliardi.

 

Warner Bros. Discovery: un interessante retroscena

La mossa di Paramount è sostenuta da un forte appoggio politico. Il fiume di denaro che arriverebbe agli azionisti di Warner sarebbe garantito da finanziamenti di Affinity Partners, società di investimento gestita da Jared Kushner, genero del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, Larry Ellison – secondo uomo più ricco del mondo, padre dell’a.d. di Paramount e sostenitore del maxi-investimento da 108,4 miliardi – avrebbe contattato Trump dopo l’annuncio dell’accordo tra Warner e Netflix. In un documento normativo, Paramount ha comunicato che la famiglia Ellison, insieme alla società di private equity RedBird Capital, ha accettato di sostenere l’offerta con 40,7 miliardi di dollari. Tra i finanziatori figurano anche i fondi sovrani dell’Arabia Saudita e del Qatar e L’Imad Holding, di proprietà del governo di Abu Dhabi.

Questa rete di finanziamenti ha scatenato un nuovo attacco da parte della senatrice Warren, che ha parlato di “offerta ostile sostenuta dagli amici di Trump, sollevando serie domande sul traffico di influenze, favoritismi politici e rischi per la sicurezza nazionale”. Trump ha replicato affermando che nessuna delle due parti coinvolte nell’offerta è “particolarmente amica” sua. “Conosco molto bene le aziende. So cosa fanno, ma devo vedere quale percentuale di mercato hanno. Nessuno di loro è particolarmente amico mio”, ha dichiarato.

 

Il commento degli analisti

I colpi di scena nella vicenda dell’acquisizione di Warner Bros Discovery hanno acceso il dibattito tra gli osservatori finanziari. Secondo Ross Benes, analista senior di eMarketer, “l’acquisizione di Warner Bros Discovery è tutt’altro che conclusa. Paramount farà appello ad azionisti, regolatori e politici affinché ostacolino Netflix”. Barton Crockett, analista di Rosenblatt, pone invece l’accento sugli aspetti regolamentari: “L’opposizione antitrust impedirà la concretizzazione dell’accordo per almeno un paio d’anni e aggiungerà un elemento significativo di rischio riguardo al completamento”.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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